Rapinatore solitario, scientifico e imprendibile, assassino solo se necessario, Diabolik (Luca Marinelli), il mostro dei mostri, rischia la ghigliottina perché l’ingenua moglie Elisabeth (Serena Rossi) ha scoperto, nella cantina della loro villa, un laboratorio dove il consorte si trasforma, come Noschese, in chiunque. Il commissario Ginko (Valerio Mastandrea), astuto e integerrimo, però, se lo lascia sfuggire. E, sulle tracce dell’ennesimo colpo “impossibile” del nemico pubblico n. 1, non si accorge che da Pretoria gli si è affiancata una cinica ereditiera, nuova compagna d’avventure e eros, la bionda Eva Kant (Miriam Leone).

Spericolata con la Jaguar E-Type truccata, Eva ha già ucciso l’ex marito, miliardario afrikaner razzista e cacciatore di elefanti, e “flirta” con Caron (Alessandro Roja), vice ministro degli interni dell’immaginaria Clerville, descritto come il “Belzebù” di Sciascia in Todo modo. Ma Diabolik, come fosse dentro un film di Hal Hartley, finalmente ama: di lei si fida.

Diabolik e lo stile

Odora di Boom, alto design italiano, Negroni, stile Olivetti, registratori Geloso e Sante Notarnicola. È al di là di Slalom di Salce e di un thriller di Vicario questo “period movie” femminista co-prodotto dalla Rai: 10 milioni di euro di budget, uscito con 18 mesi di ritardo (causa pandemia). Troppo castigate le calzamaglie della coppia, trattata come le gemelle Kessler nel 1961 dalla Rai; fumettistiche le parrucche maschili, ma l’atmosfera tragicomica di quell’Italia immaginaria e brutta dentro non sfugge alle luci, al gioco degli spazi, ora piatti ora profondi, ai colori saturi e poi denaturati, e agli split screen di Francesca Amitrano, al montaggio didattico di Federico Maria Maneschi, alla colonna sonora anacronistica di Pivio e Aldo Scalzi, ricollocata nella giusta epoca d’oro dei cantautori da Manuel Agnelli.

Una origin story, quasi

Conquistato Mario Gomboli, da 20 anni responsabile dell’editrice Astorina e di “Diabolik”, Antonio e Marco Manetti si ispirano ai due episodi del fumetto dove nacque la coppia unisex, con l’entusiasmo di chi dentro le tavole di Enzo Facciolo (a cui il film è dedicato) e Sergio Zaniboni scopre tesori della Hollywood noir e postmoderna da citare e riesumare (soggettiva alla Hitchcock dal fondo del bicchiere, divise dei poliziotti anni 40, omaggi a Ed Wood, la sequenza autoironica di Marinelli in prova dizione al magnetofono…).

Pilot di un progetto seriale, contrappone ai kolossal apocalittici e digitali Marvel la giocata artigianale fine, tornando al “re del terrore”, primo fumetto nero italiano tascabile, che dal 1962 ha venduto 150 milioni di copie grazie a 850 avventure create dalle sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani. L’antieroe senza superpoteri fu all’origine del magnifico film pop-flop di Bava (De Laurentiis nel 1968 ne frenò la virulenza fumettistica), una serie animata, ricco merchandise e infiniti tentativi di imitazione.

Il disegnatore del numero 1, Angelo Zarcone, “il tedesco”, misteriosamente sparito (in Diabolik sono io, 2019, Giancarlo Soldi cercò di rintracciarlo), lo immaginò tra Fantômas e Musidora, bello come Robert Taylor, personificazione del male assoluto, attraente perfino per Ginko, che non volle mai acciuffarlo: il poliziotto old fashion non esce mai dalla legalità.

Recensione pubblicata su Film Tv 51/2021

Autore

Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto "Scaramouche", primo film perso "I cavalieri della tavola rotonda". Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974. Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

Filmografia diabolica

locandina Diabolik

Diabolik

Thriller - Italia 2021 - durata 133’

Regia: Antonio Manetti, Marco Manetti

Con Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini, Vanessa Scalera, Serena Rossi

Al cinema: Uscita in Italia il 16/12/2021

in streaming: su Prime Video Infinity Tim Vision

locandina Diabolik

Diabolik

Azione - Italia 1968 - durata 105’

Regia: Mario Bava

Con John Phillip Law, Marisa Mell, Michel Piccoli, Adolfo Celi

in streaming: su Tim Vision

locandina Diabolik sono io

Diabolik sono io

Documentario - Italia 2019 - durata 95’

Regia: Giancarlo Soldi

Con Luciano Scarpa, Claudia Stecher, Stefania Casini, Riccardo Mei, Manuela Parodi, Marco Vivio

Al cinema: Uscita in Italia il 11/03/2019

in streaming: su Tim Vision Google Play Microsoft Store