Attenzione: spoiler

Le chance di morire colpiti da oggetti caduti da un aereo sono 30 volte più alte di quelle di essere divorati da uno squalo. Se, però, gli squali ci fanno più paura degli oggetti caduti, la colpa è anche di Hollywood: l’incipit di Nope, con una grottesca morte tramite monetine precipitate dal cielo, è uno dei tanti modi in cui Peele ribalta, assumendola come base del blockbuster, la poetica spielberghiana, strutturando una “caccia al mostro” che con Lo squalo (e poi con Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T., Jurassic Park) ha più di un punto di contatto.

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Scena di Nope (2022)


La vittima di quel «miracolo cattivo» era il proprietario della Haywood Hollywood Horses, punto di riferimento per i cavalli addestrati nel cinema; senza di lui l’azienda perde colpi, e i figli O.J. ed Emerald sono costretti a vendere gli animali all’eccentrico Jupe, gestore di un parco a tema western e, per occhi più morbosi, anche di un museo dedicato alla sitcom di cui era la star, e sul cui set è sopravvissuto alla strage causata da Gordy, scimpanzé imbizzarrito.

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Scena di Nope (2022)


Capitalizzare il trauma facendone spettacolo: una lezione cinica che O.J. ed Emerald sono determinati a fare propria, quando intuiscono che la fatale monetina volante proveniva, forse, da un UFO, e se la morte per “oggetti caduti dal cielo” non fa scalpore, di certo lo farebbe la ripresa mozzafiato del predatore alieno che svolazza sopra il maneggio.

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Scena di Nope (2022)


È con quell’immagine impossibile, inseguita a suon di telecamere di sorveglianza e macchine da presa analogiche, che i protagonisti tentano di procacciarsi la meritata visibilità. Serve lo spettacolo, l’intrattenimento, serve «l’inquadratura da Oprah», per esser presi sul serio; serve essere visti nel talk show della più bianca fra i neri d’America (O.J. ha il nome di Simpson, altro emblema di afroamericano che “passava” per bianco; e di blackness assimilata e disarmata parlavano già Scappa - Get Out e Noi); serve essere immortalati da uno sketch del Saturday Night Live, come accaduto con la strage provocata dalla scimmia Gordy, perché la propria storia sia accettabile, spettacolare, digeribile. Di questo si tratta, di piegarsi a non essere indigesti (ed è tramite l’indigestione che il mostro, infatti, sarà sconfitto).

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Scena di Nope (2022)


Per rendere visibile, e digeribile, la propria storia, passò proprio da Oprah nel 2009 Charla Nash, vittima reale dell’aggressione della star Travis lo scimpanzé; in tv la sfigurata Nash indossava lo stesso copricapo velato che Peele mette qui alla vittima del finzionale Gordy. Concedere qualcosa di sé all’industria, pur di essere visti: è la scelta fatta da Jupe, senza accorgersi di reiterare il ciclo dell’abuso quando, scampato alla furia dell’animale usato come mero intrattenimento da sitcom, cerca a sua volta di acchiappare al lazo l’alieno per farne il risibile personaggio di un rodeo per famiglie paganti.

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Scena di Nope (2022)


Dopo La fiera delle illusioni ed Elvis, Nope è il terzo film dell’annata a riflettere sul legame fra intrattenimento e sfruttamento, sulla nostra insaziabile fame di spettacolo e sul confine scivoloso tra star e freak, tra il bisogno di guardare e quello di rendere le immagini innocue.



Autore

Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

IL FILM

locandina Nope

Nope

Horror - USA 2022 - durata 131’

Titolo originale: Nope

Regia: Jordan Peele

Con Barbie Ferreira, Keke Palmer, Michael Wincott, Daniel Kaluuya, Steven Yeun, Donna Mills

Al cinema: Uscita in Italia il 11/08/2022