La sabbia è materia, la sabbia è colore, una tonalità che forse è anche nostalgia ma che sullo schermo sembra restare sottotraccia, perché da tempo l’epica del western è tramontata, i suoi miti sono in discussione, a cominciare dalla morte che non porta più i segni quasi poetici di duelli al sole ma si consuma in un attimo, come nei fumetti. Per questo Morto per un dollaro, presentato alla 79ª Mostra di Venezia, è soprattutto un film divertente: spoglia le leggende, ma non le nega; non dilata le azioni (anche molto meno rispetto a come farebbe un Leone), ma anzi le priva quasi di attesa e suspense, ha fretta di cogliere l’essenza di ogni siparietto.

Rachel Brosnahan, Christoph Waltz
Morto per un dollaro (2022) Rachel Brosnahan, Christoph Waltz

La storia incalza, i cadaveri si sommano, fucili e pistole si moltiplicano, la trama si ingarbuglia: patti sleali, tradimenti, vendette, c’è perfino troppo viavai in un film che denuncia dall’inizio la sua vocazione pauperistica a giocarsi tra gli svolazzi dei droni un deserto sconfinato - spazio autenticamente vuoto, ma significativamente ristretto - e un limitato crocevia abitato, dove il saloon e la cella dello sceriffo non sono mai vuoti. All’età di 81 anni Walter Hill non è certo stanco: l’approccio è quello passionale, quello più giusto, perché solo così puoi far credere che la storia funzioni, che prenda il sopravvento. Sì certo, il western è cambiato come il mondo, a cominciare dalle donne, che qui si mettono a sparare quando meno te lo aspetti e certo non fallendo il bersaglio (d’accordo: le donne sparavano anche un tempo, ma erano casi limitati), diventando perfino decisive, come la proprietaria del piccolo hotel. E poi non manca nulla: il fuorilegge, il cacciatore di taglie, il rapimento della moglie di un uomo d’affari (ma che poi rapimento non è...), il disertore, il capobanda che controlla la zona al confine con il Messico.

Christoph Waltz, Brandon Scott, Rachel Brosnahan
Morto per un dollaro (2022) Christoph Waltz, Brandon Scott, Rachel Brosnahan

Tutto già visto (a cominciare dal rimando evidente a I professionisti di Richard Brooks), ma diciamo la verità: è tutto così giusto, bello, spassoso, come il duello con le fruste, le battute sulle guerre che gli inglesi hanno perso a differenza degli americani, o quella ancora migliore in cui si dice che lasciare l’esercito è un reato, lasciare un marito no. Ironia non ne manca. Magari anche senza il consueto, spavaldo sarcasmo di Christoph Waltz, quasi asciutto nella “superiorità” del suo personaggio, che sembra quasi un notaio pronto a registrare ogni mossa altrui; appoggiandosi semmai al sempiterno ghigno sinistro di Willem Dafoe, abile con le carte e con le colt. Un film piccolo, quasi trasandato, lontano dai cavalieri e dai guerrieri di un regista che ha incendiato le strade di fuoco, ma che conserva la deliziosa, preziosa artigianalità di chi con poco sa fare molto. Non John Ford, non Anthony Mann, non Sam Peckinpah, non Clint Eastwood: più Budd Boetticher, cioè quello che meglio si avvicina all’anima di questo cinema e al quale il film è infatti dedicato. Perché, si sa, tutto per gli americani comincia da qui, dove le cicatrici diventano trofei (lo suggerisce Rachel nel finale) e le lacrime scendono. Come nelle commedie.

Autore

Adriano De Grandis

Nasce a Venezia nel 1955. Giornalista professionista ha lavorato nella redazione del Gazzettino, prima allo Sport e successivamente agli Spettacoli. Ha seguito per il giornale i principali avvenimenti sportivi mondiali e i più importanti festival cinematografici continentali. Da una trentina d’anni collabora a “Segnocinema”. È stato selezionatore dal 2005 al 2008 della Settimana della Critica a Venezia. Tra i suoi hobby la cucina, scrivendo per le più note guide gastronomiche. Come cantautore ha pubblicato il cd “Anche i pesci parlano d’amore” con suoi brani inediti.

Il film

locandina Morto per un dollaro

Morto per un dollaro

Western - Canada, USA 2022 - durata 124’

Titolo originale: Dead for A Dollar

Regia: Walter Hill

Con Willem Dafoe, Rachel Brosnahan, Hamish Linklater, Christoph Waltz, Benjamin Bratt, Guy Burnet

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