Mica facile di questi tempi per un franchise hollywoodiano intitolarsi Predator, con tutto quello che evoca, tra cultura dello stupro e predatori sessuali. Ma, dietro il capovolgimento copernicano nel titolo del quinto capitolo (e prequel), da Predator Prey (cioè “preda”), non c’è, per fortuna, soltanto l’aria dei tempi.

Amber Midthunder
Amber Midthunder

C’è, è vero, una giovanissima donna “cacciata” da un Predator, ma si tratta di una ragazza comanche nell’America del 1700, desiderosa di diventare una cacciatrice, però costretta a mordere il freno perché le leggi della sua tribù non le consentono quel destino, riservato appunto ai maschi. Una battuta di caccia per uccidere un leone, nella diffidenza sarcastica dei compagni, diventa preludio alla lotta all’ultimo sangue con il Predator, sceso nelle praterie americane per il consueto percorso d’iniziazione.

Amber Midthunder
Amber Midthunder

All’indomita Naru (Amber Midthunder, perfetta, con il make-up di guerra e senza) si continua a ripetere (lo fa pure la madre) che deve rispettare i limiti (del suo sesso, per cui può essere solo moglie e madre), anziché superarli. Un po’ come al franchise stesso che, dopo rilanci e reboot recenti poco efficaci, è finalmente libero di tentare direzioni inedite. Prey, insomma, fa tesoro della lezione che impara Naru (doppiamente preda, anche come appartenente alla nazione indiana, dei bianchi colonizzatori, laidi e privi di ogni fierezza guerriera, alla fine i veri villain). Ma non dimentica le regole d’ingaggio del suo format, benissimo declinate per ritmo e tensione dalla regia di Trachtenberg sull’inedito sfondo delle grandi pianure americane, con tante soluzioni visive suggestive (soprattutto legate all’invisibilità del Predator). Un bel punto di ripartenza.

Autore

Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

Il film

locandina Prey

Prey

Horror - USA 2022 - durata 100’

Titolo originale: Prey

Regia: Dan Trachtenberg

Con Amber Midthunder, Dane DiLiegro, Stefany Mathias, Benito Hofmann, Stormee Kipp

in streaming: su Disney+