Rivedere i film, per Straub-Huillet, è ricrearli, cercare tra le immagini quella che strappa il fantasma dall’oblio. Così enrico ghezzi, che ha molto sostato e mischiato i frammenti vivi di cinema preistorico, antico, moderno e postmoderno, ha diretto e montato il suo (non) film, 196 minuti, fuori concorso (ma premiato) a Venezia 79, non come archivio di memoria - 35 anni di visioni e di riprese: 700 ore di girato - ma come laboratorio di nuovo cinema.

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Gli ultimi giorni dell'umanità (2022) scena

Immagini che ci riguardanoaction directe alchemica. Se la Grande guerra è stata il primo capitolo dell’ultima e definitiva guerra, dell’estinzione dell’umanità (non immeritata) prevista da Karl Kraus nel suo insostenibile teatro degli orrori, e riconfermata da Ronconi al Lingotto, che fa l’arte oggi, cioè la politica fatta obliquamente? Lucra sul colossale spettacolo dell’Apocalisse, come fa il cinema classico? Sposta la catastrofe dentro l’individuo, nella soggettività che va in mille pezzi, descritta dalla modernità? Cambia le carte in tavola, rovescia le gerarchie del mondo ed entra in clandestinità? Rompe con l’Antropocene, pietrificandosi in postumano?

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Gli ultimi giorni dell'umanità (2022) scena

Alessandro Gagliardo è l’esploratore-speleologo dotato del fegato giusto, l’ideale complice di ghezzi nei sotterranei dell’immaginario lecito e illecito, visto che in Sicilia si era trasformato in telecamera di sorveglianza girata dalla parte opposta. La catastrofe imminente (o passata) si legge sul volto attonito di angeli in bianco e nero e dentro vulcani fiammeggianti, o forse è la rinascita del mondo, il Voyage of Time di Malick? Flash sfuggenti, ironici e beffardi, disseminati tra le rovine, parlano di enrico, dei suoi controcampi mentali: Wakamatsu, Kubrick, Ferrara. Debord, Sokurov, Tarr. Syberberg, Paradžanov, Iosseliani. Peckinpah, Bertolucci, Bene...

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Gli ultimi giorni dell'umanità (2022) scena

Found footage, non film-collage. Il materiale visivo è forzato a interpretazioni inedite e “scandalose”: Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi mettono in controtempo il materiale d’archivio, facendolo così arrossire. Grifi e Baruchello con La verifica incerta iniettano il chip giusto per trasformarci in oncologi del cliché e della sindrome autoritaria. Esperimenti di “buone visioni”, a dorso di cavallo senza briglia, senza sella, senza collo, senza testa. Fermi, in moto. Aura Ghezzi, apparizione angelica anche lei, recita Kafka e subito dopo, bambina, grida alla madre Nennella Bonaiuto: «Basta, te lo porti via il babbo?». Già perché enrico la perseguita con la telecamera nel buco della serratura, e la mette accanto al Ray Milland di Corman con gli occhi neri da insetto.

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Gli ultimi giorni dell'umanità (2022) scena

La metamorfosi spaventa. Ma dopo le Torri gemelle, Genova 2001, Netanyahu, Modi, il COVID-19, Putin e l’Ucraina, è inevitabile. Il kolossal di ghezzi si fa cinema soggettivo, clandestino, postumano e resuscita Fuller, Anthony Mann e Renoir. Quel che lì è «disarticolato, dissociato, dislocato, si mantiene, fissato, nel momento stesso in cui viene esposto: il dis-giunto». Lo scriveva Derrida di Valerio Adami, il pittore pop che in Vacances dans le désert teorizza il desiderio insoddisfatto di ghezzi. Filmare l’intera vita. È L’acquario di quello che manca. Si segue il sentiero dorato e prima o poi si arriverà nel Kansas.

Autore

Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974. Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

Il film

locandina Gli ultimi giorni dell'umanità

Gli ultimi giorni dell'umanità

Documentario - Italia 2022 - durata 196’

Regia: Enrico Ghezzi, Alessandro Gagliardo

Con Aura Ghezzi, Enrico Ghezzi, Adelchi Ghezzi, Toni Servillo

Al cinema: Uscita in Italia il 08/05/2023