Nel panorama sempre più ibrido della commedia romantica contemporanea, il film Quando la sfortuna ti fa innamorare, su Rai 1 in seconda serata il 16 agosto, si inserisce come un curioso esperimento Hallmark: una storia che parte da un presupposto quasi fiabesco per esplorare, attraverso il linguaggio della leggerezza, il potere paralizzante della paura e la necessità di abbracciare l’incertezza.
Diretto da Cameron Johann, il tv movie va oltre le solite dinamiche zuccherose del genere e costruisce attorno a un’idea assurda (una maledizione adolescenziale che colpisce le relazioni sentimentali) una trama che gioca con l’assurdo, ma affonda le radici in paure fin troppo umane.

Una vita sotto malasorte
Nel film di Rai 1 Quando la sfortuna ti fa innamorare, Betty Baldwin (Laci J. Mailey), oggi affermata professionista, è convinta di essere vittima di una maledizione. Quando era alle scuole medie, una compagna gelosa le lanciò una “maledizione d’amore” per aver osato avvicinarsi al ragazzo sbagliato. Da allora, ogni relazione sentimentale nella sua vita è finita con un disastro. Letteralmente: infortuni, incidenti, rotture in taxi, uomini traumatizzati.
Ormai adulta, Betty ha chiuso con l’amore. Vive blindata tra numeri, tabelle di probabilità e piani razionali. Ma, quando nell’appartamento accanto si trasferisce Alex (Marco Grazzini), fotografo freelance affascinante e spericolato, qualcosa cambia. Alex è tutto ciò che Betty teme: imprevedibile, istintivo, amante del rischio. Eppure, l’attrazione è immediata.
Spinta dalla sua migliore amica Mya (Meghan Heffern), Betty tenta di sfidare le sue paure e si lascia coinvolgere in una relazione che la mette alla prova, sia emotivamente che fisicamente tra partite di rugby, campeggi all’aperto e incendi improvvisi.
Quando Alex si ferisce cadendo dalle scale, Betty è convinta che la maledizione stia colpendo di nuovo. In preda al panico, parte alla ricerca della misteriosa Eleni, la compagna delle medie che un tempo le “lanciò” la maledizione. Ma l’incontro finale è il punto di svolta: Eleni non ricorda nulla, e la “strega” del passato è oggi una madre tranquilla con un lavoro in banca. La maledizione non è mai esistita. Era solo una proiezione. O forse una scusa.
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Tra commedia e conflitto interiore
Betty, interpretata nel film di Rai 1 Quando la sfortuna ti fa innamorare con energia e goffaggine da Laci J. Mailey, è una protagonista fuori dagli schemi Hallmark: ipercontrollata, ansiosa, tesa come una corda di violino. Il suo lavoro da attuaria è quasi una metafora incarnata del suo bisogno costante di protezione. Ogni sua azione, anche la più comica, è mossa dal terrore che accada qualcosa a chi ama. La sua evoluzione non è verso l’amore, ma verso la libertà emotiva.
Alex, invece, è il polo opposto: rilassato, gentile, un uomo che non teme il rischio. Il suo ruolo è fondamentale non tanto come oggetto amoroso, quanto come catalizzatore: è la presenza che costringe Betty a uscire dalla sua zona di comfort. Grazzini riesce a infondere ad Alex una leggerezza autentica, senza mai scivolare nello stereotipo del “principe perfetto”.
Mya, la migliore amica di Betty, è la vera ancora del film. Alle prese con una serie di imprevisti nella preparazione del proprio matrimonio, rappresenta un parallelo perfetto: è quella che, nonostante tutto, continua a credere. Funziona anche come specchio narrativo: mentre Betty teme il peggio e paralizza le relazioni, Mya prova a costruirne una, affrontando contrattempi reali senza mai mollare.

Paura e controllo
Il film di Rai 1 Quando la sfortuna ti fa innamorare si muove su due livelli: da un lato, la narrazione romantica, con i suoi snodi prevedibili; dall’altro, un discorso più sottile su come ci costruiamo la nostra identità a partire da vecchie ferite. La “maledizione” è solo un dispositivo narrativo: ciò che tiene Betty lontana dall’amore è la paura di perdere il controllo, e la convinzione radicata che la vita sia una serie di variabili da contenere.
Il tema della sfortuna è affrontato in modo ambivalente: a tratti come elemento comico, altrove come scudo emotivo. Non si tratta di magia né di destino, ma di come interpretiamo ciò che ci accade. Betty attribuisce alla maledizione eventi che, nel mondo reale, sarebbero semplicemente coincidenze e, così facendo, rinuncia a vivere. Solo quando smette di cercare risposte mistiche e si prende la responsabilità della propria storia, può davvero cambiare.
Giocando con i codici del genere
Il film di Rai 1 Quando la sfortuna ti fa innamorare segue i canoni della rom-com con consapevolezza e un certo gusto per il paradosso. I momenti slapstick (Betty che si lancia sul campo da rugby, la fuga dal campeggio, la scena della palazzina in fiamme) sono volutamente sopra le righe. La sceneggiatura di Johann flirta con il nonsense, ma mantiene un sottotesto coerente: amare significa accettare il rischio.
La regia non cerca mai il realismo e forse è questo l’elemento più coerente dell’intera operazione. Il film non vuole essere credibile, ma vuole raccontare con leggerezza un meccanismo psicologico universale: la tendenza ad auto-sabotarci per paura del dolore.
Quando la sfortuna ti fa innamorare è una commedia romantica che mescola assurdismo, introspezione e cliché con una certa disinvoltura. Non tutti gli elementi funzionano (alcune dinamiche sono ripetitive, certi personaggi restano un po’ abbozzati) ma nel complesso il film riesce a costruire un discorso meno banale di quanto il titolo lasci intendere.
Non è la storia di una maledizione. È la storia di una donna che deve disimparare la paura per potersi permettere l’amore.
Filmografia
Quando la sfortuna ti fa innamorare
Sentimentale - Usa/Canada 2024 - durata 84’
Titolo originale: Betty's Bad Luck in Love
Regia: Linda-Lisa Hayter
Con Laci J Mailey, Marco Grazzini, Meghan Heffern, David Epstein, Christopher Rosamond, Daylin Willis
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