In una stagione televisiva già satura di racconti natalizi, il film Una renna sotto l’albero su Rai Premium la sera del 2 dicembre sembrerebbe a prima vista solo un’altra variazione sul tema: una donna troppo impegnata, un uomo dal cuore ferito, un lodge innevato pieno di addobbi e zero connessione Wi-Fi. Eppure, dietro le luci di Natale e le tradizioni forzate, il tv movie Hallmark tenta di dire qualcosa sulla disconnessione moderna, il bisogno di rallentare e il valore dei legami autentici, anche quelli inaspettati.

La scelta “sbagliata”
Nel film di Rai Premium Una renna sotto l’albero, Molly (Nicky Whelan) è una consulente aziendale perennemente connessa, che considera il lavoro una missione e le vacanze un ostacolo. Quando il suo capo l’ufficio per celebrare un traguardo aziendale, Molly si ritrova improvvisamente in ferie.
Il colpo di scena arriva presto: vincitrice di un viaggio premio, sale su un volo per quella che crede essere la Giamaica tropicale, ma scopre a metà volo che la destinazione è invece Jamaica, Vermont. Lì, in un lodge natalizio a tema chiamato Reindeer Lodge, Molly si ritrova “bloccata” con Jared (Josh Kelly), un uomo conosciuto in aeroporto con cui aveva già scambiato battute pungenti.
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Incontri mai casuali
Il soggiorno forzato diventa l’occasione per osservare da vicino non solo la trasformazione personale di Molly, ma anche la dinamica che si instaura tra lei e Jared. Entrambi provenienti da famiglie segnate da perdite e separazioni, condividono un passato emotivo fragile che si riflette nella loro iniziale riluttanza ad aprirsi. Il lodge, gestito da una padrona eccentrica e decisamente invadente (interpretata da Beth Broderick), è una trappola natalizia dal fascino kitsch: ogni giorno una tradizione, ogni stanza un cliché. Eppure, proprio grazie a questa cornice esagerata, Molly e Jared si trovano costretti a fare i conti con le proprie difese emotive.
La storia del film di Rai Premium Una renna sotto l’albero si complica quando Molly scopre che il lodge è in difficoltà economica e rischia la chiusura. Il gruppo di ospiti, tra cui una giovane coppia innamorata e una donna alle prese con un lutto silenzioso, si unisce per salvarlo. Non mancano i colpi di scena: la rivelazione che Jared è legato personalmente alla proprietà del lodge (attraverso il padre, interpretato da Robert Pine), il fraintendimento tra i due protagonisti, e infine il ritorno a sorpresa delle renne, assenti fino all’ultimo ma simbolicamente decisive per l’epilogo.

Sotto la neve
Molly è costruita come un archetipo classico della donna “di successo ma sola”, ma riesce a evolversi grazie a una scrittura che, pur semplice, le offre una curva di cambiamento coerente: dall’iper controllo alla vulnerabilità. Nicky Whelan le conferisce una rigidità iniziale che si scioglie lentamente, scena dopo scena. Jared, al contrario, parte come un personaggio più morbido, già segnato da una rottura sentimentale e con un rapporto difficile con il padre. Josh Kelly riesce a renderlo credibile, anche quando il copione lo spinge in situazioni un po’ troppo costruite. Intorno a loro, la proprietaria del lodge e gli altri ospiti creano un microcosmo dove l’empatia è obbligatoria, ma mai davvero approfondita.
Il film di Rai Premium Una renna sotto l’albero, come molti titoli Hallmark, lavora su una struttura narrativa che sembra quasi rituale: la frenesia del mondo esterno viene contrastata da un luogo fuori dal tempo (e dalla rete), dove il Natale è totalizzante e le emozioni devono per forza emergere. Il tema centrale è il tempo sospeso: Molly e gli altri sono costretti a fermarsi, a osservare se stessi, a riconsiderare ciò che conta davvero. C’è anche una riflessione, seppur leggera, sulla manipolazione del destino – il fatto che la proprietaria del lodge abbia “pilotato” la vacanza attraverso la radio non è solo un espediente comico, ma un modo per sollevare la questione di quanto siamo disposti a lasciarci sorprendere.
In parallelo, il tema della famiglia, biologica e scelta, attraversa la storia con delicatezza. Jared e suo padre affrontano una distanza affettiva più che geografica, mentre Molly trova nel gruppo di sconosciuti una forma di intimità che mancava alla sua vita. Infine, le renne stesse, inizialmente assenti e poi magicamente ritornate, diventano metafora di ciò che pensavamo perduto e che invece può tornare, se solo sappiamo aspettare.
Natale è anche messa in scena
Il film di Rai Premium Una renna sotto l’albero è consapevole di appartenere a un genere prevedibile, e in certi momenti sembra giocarci. Dalla battuta finale (“Sembra che tutto il mondo stia riposando”) al numero esasperato di volte in cui viene pronunciata la parola “renna”, il tv movie costruisce una cornice iperrealistica del Natale, tra ironia e affetto. Il fatto che l’asta benefica venga salvata da una mandria bloccata da una mucca sulla strada è solo l’apice di un racconto che si diverte a mettere insieme l’improbabile e l’inevitabile.
Dietro la sua trama semplice e i suoi personaggi scolpiti con stampini già usati, Una renna sotto l’albero resta un film che funziona come pausa e come promemoria: a volte per ritrovarsi bisogna perdersi, e magari anche sbagliare Giamaica. Le renne, alla fine, non sono state Cupido ma hanno comunque fatto la loro parte. E questo, in fondo, basta per un Natale Hallmark.
Filmografia
Una renna sotto l'albero
Sentimentale - USA 2017 - durata 90’
Titolo originale: Romance at Reindeer Lodge
Regia: Colin Theys
Con Nicky Whelan, Beth Broderick, Lindsay Hartley, Robert Pine, James McCaffrey, Nichole Galicia
in TV: 02/12/2025 - Rai Premium - Ore 02.40
in streaming: su Rai Play


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