Buon compleanno Mr. Grape è il film della “nascita” di Leonardo DiCaprio. Si era fatto già notare a livello internazionale nel quasi coevo Voglia di ricominciare di Michael Caton-Jones, ma è questo di Lasse Hallström il vero trampolino di lancio. Per il quale è subito candidato all’Oscar come migliore attore non protagonista (poi il premio è andato a Tommy Lee Jones per Il fuggitivo), il settimo più giovane nella storia dell’Academy.

Aveva 19 anni, 18 ai tempi delle riprese, e il suo personaggio Arnie Grape poco meno, 17. Nella storia Arnie è autistico, pensa a lui il fratello Gilbert (Johnny Depp), il vero protagonista, un ragazzo dalla famiglia disastrata (padre suicida e mamma bulimica e intrattabile) che gestisce un negozio in un angolo remoto dell’Iowa, dove non sembra accadere assolutamente nulla. Il passaggio di Juliette Lewis sembra aprire uno spiraglio di futuro per lui, che però ha anche una grossa responsabilità nei confronti del fratello più piccolo la cui condizione cognitiva è seria e non lo rende del tutto indipendente, benché abbia rifugi mentali tutti suoi quando non è arrampicato pericolosamente sulla vetta dell’acquedotto cittadino.

Leonardo DiCaprio
Buon compleanno Mr. Grape (1994) Leonardo DiCaprio


I riferimenti a L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich sono evidenti e confermati dall’autore del libro da cui il film è stato tratto (in originale What’s Eating Gilbert Grape?), Peter Hedges, anche sceneggiatore. Hedges appartiene a quella generazione di scrittori americani “rurali” che hanno spesso attinto a esperienze autobiografiche, pure lui del resto arriva da Des Moines, Iowa. Dopo il successo di Buon compleanno Mr. Grape è passato dietro la macchina da presa (Schegge di April il primo film) e soprattutto ha ricevuto la nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale di About a Boy (2002) dal romanzo di Nick Hornby.

Altri elementi di interesse del film: il regista Lasse Hallström, già autore di quasi tutti i videoclip degli ABBA (svedesi come lui), allora travolto dal successo internazionale di La mia vita a quattro zampe (1985), e naturalmente Johnny Depp, che dà di Gilbert un ritratto a tratti dimesso eppure sempre vitalissimo, come se non ci fosse alcuna resa nei confronti di una vita priva di orizzonte. Il rapporto tra i due fratelli ha qualcosa di magico, e il merito è delle rispettive performance, così empatiche, davvero un incrocio formidabile di talenti, per una volta apprezzati all’unanimità (e senza nulla togliere a Tommy Lee Jones, l’Oscar lo meritava DiCaprio). La messa in scena di Hallström, alla quale conferisce ulteriore qualità la fotografia del bergmaniano Sven Nykvist, restituisce alla perfezione il senso di alienazione della grande provincia americana, quella dei falsi movimenti e dei desideri di fuga.

Autore

Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

Il film

locandina Buon compleanno Mr. Grape

Buon compleanno Mr. Grape

Commedia - USA 1994 - durata 118’

Titolo originale: What's Eating Gilbert Grape?

Regia: Lasse Hallström

Con Johnny Depp, Juliette Lewis, Leonardo DiCaprio, Mary Steenburgen

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