C’e una scena di un episodio della 5a stagione di Boardwalk Empire - L’impero del crimine (2010) in cui Lucky Luciano prende in giro Al Capone (interpretato dal gigantesco Stephen Graham), che si sta rimirando in un filmato in cui vengono descritte le sue malefatte, chiamandolo “the Italian Wallace Beery” e facendo ridere tutti. La cosa - per chi si ricorda quell’episodio - non andrà propriamente a genio ad Al Capone...

Fuck Wallace Beery, I’m the real movie star.

La rievocazione rende la misura di quanto in quegli anni il nome di Wallace Beery fosse popolare. Siamo nel 1931 e Wallace Beery era nelle sale d’America con  The Secret Six, di George Hill, dove interpretava Louis “Slaughterhouse” Scorpio, che da tirapiedi di un capomafia scala il potere ponendosi a capo dell’organizzazione: un personaggio chiaramente ispirato allo stesso Al Capone (lo stesso nomignolo del personaggio di Beely, che potremmo tradurre con “mattatoio”, fa chiaramente riferimento al massacro di San Valentino, del 1929).

Che Beely, con il suo ghigno storto e “grumpy”, fosse l’uomo giusto per interpretare un villain era scontato. Ma il volto rude dell’attore andava bene anche per altri ruoli: quello stesso anno, il 1931, vinceva l’Oscar per il miglior attore con Il campione di Vidor, melò strappalacrime in cui interpretava - fiancheggiato da un giovanissimo Jackie Cooper - un pugile in disgrazia legato da un profondo affetto al suo figlioletto ma da lui saperato (da cui poi il remake di Zeffirelli, del 1979 con Jon Voight, e - se volete - anche The Wrestler che, quantomeno nella struttura, gli assomiglia molto).

Di quelle parti in seguito ne ebbe molte. Lui che aveva esordito nelle comiche mute indossando i panni di Sweedie, una domestica svedese, parte in drag assai ridicola proprio perché interpretata da un corpo attoriale maschile rude e massiccio, lui che poi aveva trovato un suo primo ruolo di rilievo nei panni di Riccardo Cuor di Leone nel Robin Hood del 1922 a fianco di Douglas Fairbanks e che aveva interpretato spesso dei villain (fu due volte Pancho Villa, per dire, e Pancho Villa allora per gli yankees era un vero cattivone) si sarebbe trovato a interpretare più volte la parte del burbero simpatico a fianco di attori ragazzini.

Per quanto sulle scene il ruolo funzionasse, i suoi partner non erano troppo felici di stare sul set con lui. Perché Wallace Beery non era esattamente un tipo facile e amorevole. Chiedetelo a Gloria Swanson che lui sposò quando l’attrice aveva solo 17 anni, nel 1916 (mentre lui ne aveva 30). Nella sua biografia la diva racconta che lui la prima notte di nozze la violentò e poi le somministro a tradimento una sostanza in grado di indurre l’aborto quando restò incinta. Il matrimonio non poteva durare molto e l’anno dopo Swanson divorziò.

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Brutale, misantropo, indisponente. Quando recitava non si dava cura di imparare la sua parte, mettendo spesso in difficoltà i colleghi. Era detestato e se ne fregava.

Lo so, Beery è un vero figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana”. 


Robert Young disse di lui che era un vero stronzo (a shitty person), e Louis B. Meyer, quando Beery lavorava per la MGM (facendogli fare un sacco di soldi) disse “Lo so, Beery è un vero figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana”. 
Nonostante avesse adottato ben due bambini,  sul set era terribile anche con loro. Jackie Cooper - che recitò al suo fianco nel Campione e poi nell’Isola del tesoro - ricorda di come Beery cercasse sempre di “sabotarlo” sul set, mosso da gelosia, mentre la piccola Margaret O’Brian, che gli fu al fianco in Bascomb il mancino, raccontò di come qualcuno dovesse sempre sorvegliarla perché Beery aveva preso gusto a rifilarle dei terribili pizzicotti. Infine lo scrittore di fantascienza Ray Bradbury raccontò di come da ragazzino ebbe modo di incontrarlo e di chiedergli un autografo: in tutta risposta Beery si misa a imprecare e gli sputò addosso. 
L’unico con cui andava d’accordo e che cercò sempre di spezzare una lancia per lui fu Mickey Rooney, che ammise che però “non tutti lo apprezzavano quanto lui”. 
Nel dopoguerra arrivò il declino: diversi suoi film furono dei flop al botteghino. E il 15 aprile del 1949 morì di infarto, a 64 anni. 

 

Tutti i film di Wallace Beery

Filmografia

locandina Il campione

Il campione

Drammatico - USA 1931 - durata 87’

Titolo originale: The Champ

Regia: King Vidor

Con Wallace Beery, Jackie Cooper, Irene Rich, Roscoe Ates, Edward Brophy