Nel mese di maggio del 2022 il ritratto di Marilyn Monroe, intitolato Shot Sage Blue Marilyn, realizzato da Andy Warhol due anni dopo la morte dell’attrice, è stato venduto all’asta a New York. Sono bastati quattro minuti. Il prezzo è schizzato a 195 milioni di dollari registrando un record: è il prezzo più alto a cui sia stato mai venduto un quadro del Novecento e il prezzo più alto in assoluto per un’opera di un artista americano. 

È un quadro famosissimo, certo, ed è di Warhol. Ma è anche il ritratto di Marilyn e questo non può passare inosservato. Lo stesso mese un abito indossato dall’attrice è stato piazzato per quasi 5 milioni di dollari: e qui Warhol non c’entra. Era il famoso abito con effetto nude-look e coperto di cristalli che l’attrice indossò per cantare Happy birthday a John Fitzgerald Kennedy al suo 45esimo compleanno. Tre mesi dopo sarebbe morta.

 

L’abito, proprietà di un privato, è poi stato indossato al Met Gala da Kim Kardashian, suscitando non poche polemiche. L’International Council of Museums - l’associazione che rappresenta i musei del mondo - ha avuto da ridire: “gli indumenti storici non dovrebbero mai essere indossati. Quell’abito è patrimonio dell’umanità e preservato per le generazioni future”. Che un vestito indossato da un’attrice debba essere riverito e conservato come la Sacra Sindone dà la misura di molte cose e aprirebbe a una miriade di riflessioni.

 

Comunque di certo la misura del mito di Marilyn è incommensurabile: supera la sua vita, travalica la sua qualità come attrice. Si autoalimenta di continuo e pervade da 60 anni (il 4 agosto scorso erano giusto 60 anni dalla sua morte) la cultura mondiale. È più che probabile che un ragazzo nato dopo il 2000 che non ha mai visto un film dell’attrice nata in California, il cui vero nome era Norma Jean Mortenson, sappia associare il suo volto al suo nome. 

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Contare i libri che sono stati scritti su di lei è un esercizio impossibile. I documentari girati sono una miriade. E molti anche i film sulla sua vita. A questi se ne sta aggiungendo ora un altro: Blonde (2022), di Andrew Dominik, che sarà in concorso a Venezia, con l’attrice cubana Ana De Armas (la parte inizialmente doveva andare a Naomi Watts, poi a Jessica Chastain). Il film è prodotto da Netflix e questo vuol dire che ovviamente - magari dopo un breve giro nelle sale di cui però non si ha al momento notizia  - sarà distribuito in streaming sulla piattaforma: la data fissata è il 28 settembre. 

Anche qui ci sono state subito polemiche: il trailer originale fa sentire alcune brevi frasi recitate dall’attrice cubana e il pubblico madrelingua ha subito alzato la voce: si sente l’accento spagnolo! È verosimile: quando Ana De Armas è arrivata a Los Angeles, nel 2014, non parlava nemmeno inglese. Che ora riesca a recitare in quella lingua è già tanto. Ovviamente il pubblico italiano si vedrà il film doppiato e se ne fregherà bellamente.

 

Ma la domanda che si fanno alcuni è se il film - che è stato definito disturbante dalla stessa Joyce Carol Oates, che ha scritto il libro da cui il film è tratto (che negli USA è stato vietato ai minori di 17 anni) - scuoterà il mito. Il regista australiano Dominik è già stato molto diretto: “Ognuno troverà nel film un motivo per offendersi”. Fortemente femminista nei toni (Dominik ha detto che prima del #MeToo un film del genere non avrebbe interessato nessuno), parlerà dell’intera vita dell’attrice: dalla sua travagliata infanzia sino al suicidio per overdose di barbiturici. E offrirà un ritratto ben differente da quello di cui si nutre il mito, che anche se conosce i fatti, li semplifica o li mistifica e innalza ogni cosa alla sua propria dimensione. 

Il libro della Oates è tuttavia una versione fittizia della vita di Norma Jean: prende alcuni fatti e li isola da altri e offre suggestioni e  fantasie come realtà, giungendo a concretizzare ipotesi cospirazioniste sulla morte della Monroe. Non si sa se il film seguirà pienamente questo cammino ma si sa che Dominik ha dichiarato di voler essere critico verso “la mucche sacre americane”. 

Prossimamente in streaming

locandina Blonde

Blonde

Biografico - USA 2022 - durata 166’

Titolo originale: Blonde

Regia: Andrew Dominik

Con Ana de Armas, Adrien Brody, Bobby Cannavale, Rebecca Wisocky, Julianne Nicholson, Scoot McNairy

Al cinema: Uscita in Italia il 30/11/-0001

in streaming: su Netflix