Ci sono stati attori capaci di trasformarsi, dando vita a personaggi ogni volta diversi. Ci sono stati attori che sono stati condannati a ripetere ogni volta la stessa parte, anche se in personaggi diversi. Poi c’è stato James Cagney, che è spesso semplicemente stato se stesso. Ovvero un irlandese cresciuto a New York, piccolo e muscoloso, con un corpo corto ma agile. Timido, ma anche molto incazzoso. Un vero attaccabrighe, sul set e non. Ma anche uno molto attaccato ai suoi valori, imparati dalla povertà e dalla strada. 

Perché prima di fare l’attore, James Francis Cagney - il cui padre, barista e boxer di sangue irlandese morì quando lui aveva 17 anni - fece qualsiasi cosa pur di campare e portare a casa i soldi (avrebbe sostenuto famiglia e amici per tutta la vita). Portiere, disegnatore tecnico, custode notturno, bibliotecario: lavorò al New York Sun come copy boy e fece il pugile a livello amatoriale. Nel mondo dello spettacolo entrò dalla porta di servizio, per caso: iniziò come assistente dello scenografo in un teatro di quartiere (praticamente un carpentiere), dove suo fratello Harry aveva dei piccoli ruoli. Gli andava benone così: non aspirava a recitare. Poi un giorno suo fratello non poté presentarsi alla recita e siccome lui, semplicemente assistendo allo spettacolo da dietro le quinte, aveva imparato tutte le battute a memoria, lo sostituì.

Attore per caso

Da cosa nacque cosa. E siccome James Cagney sapeva ballare finì nel vaudeville. Per un periodo si trovò anche in un quartetto dove prese il posto di un certo Archie Leach, un ragazzino inglese che poi divenne “piuttosto famoso” con il nome d’arte di Cary Grant. Andò avanti così per tutti gli anni ‘20. Nel 1922 aveva sposato una ragazza conosciuta sul palco: Frances Willard Vernon. Sarebbe stato con lei per tutta la vita. Alla fine di quel decennio cominciarono ruoli maggiori, a Broadway: il cinema avrebbe bussato presto. Ma anche lì, le cose furono casuali.

Perché quando l’impresario Al Jolson vide uno spettacolo in cui Cagney recitava, ne acquistò i diritti per la versione cinematografica, vendendoli poi alla Warner Bros (che li acquistò alla condizione che Cagney e altri attori del cast fossero in grado di recitare anche davanti alla macchina da presa. Nel film - La vacanza del peccatore - Cagney aveva la parte di un giovane che finisce con il diventare un assassino ma che tuttavia si guadagna la simpatia del pubblico: un cattivo che piace. E già in quella prima esperienza il giovane attore esordiente dimostrò il suo carattere sul set. In una scena drammatica avrebbe dovuto piangere abbracciato alla madre, dicendole “Sono ancora il tuo bambino, vero?”. Cagney si rifiutava e quando il regista Adolfi gli disse che avrebbe riferito alla produzione (con la non troppo velata minaccia che avrebbe perso il posto o che gli sarebbe stata ridotta la paga) Cagney sbottò: “Non me ne frega un cazzo di cosa gli dirai. Io quella frase non la dico.” E la frase venne tagliata. 

 

C’è chi dice no. Spesso

Era solo l’inizio di una serie di clamorosi no che James Cagney avrebbe opposto alla Warner Bros, in una relazione di amore e odio che durò praticamente tutta la carriera al punto che Jack L. Warner lo ribattezzò “the Professional Againster”, che potremmo tradurre con “bastian contrario professionale”. Non bisogna però equivocare: nel privato Cagney viene raccontato come un uomo gentile, timido, quasi in imbarazzo con l’immagine pubblica che il cinema gli aveva appiccicato addosso. Solo che era uno che non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno. Così quando arrivò il successo, quello vero, con Nemico pubblico (1931), Cagney sostenne che la Warner Bros non lo stava pagando abbastanza. Le sue richieste vennero rifiutate, lui se ne tornò a New York. Poi il fratello, che era ormai diventato il suo agente, trattò e lui tornò con un contratto maggiorato. Lo avrebbe fatto di nuovo poco dopo, minacciando che si sarebbe iscritto all’Università e avrebbe smesso di recitare. Questa volta fu Frank Capra a far da intermediario, riportandolo alla Warner. 
La sua testardaggine e la sua convinzione che i salari di tutti, non solo i suoi, avrebbero dovuto essere migliorati lo rese nel 1933 tra i sostenitori più accesi della neonata Screen Actors Guild, sostanzialmente il primo sindacato degli attori in America (che avrebbe presieduto dal 1942 al 1944). 

Ma le cose non finirono qui:  nel 1935 fece causa, sempre alla Warner, per una violazione del suo contratto. Se ne stette lontano da Hollywood per due anni, poi vinse la causa realizzando qualcosa che ai tempi sembrava impossibile: mettersi contro gli studios e vincere. Alla Warner Bros non se la presero più di tanto e gli offrirono un contratto d’oro: un mucchio di soldi, solo due film all’anno e la possibilità di scegliere i propri ruoli. Ormai era lui ad avere il coltello dalla parte del manico. 

 

Tutti i film di James Cagney

Filmografia

locandina Nemico pubblico

Nemico pubblico

Drammatico - USA 1931 - durata 83’

Titolo originale: The Public Enemy

Regia: William A. Wellman

Con James Cagney, Jean Harlow, Edward Woods, Joan Blondell, Donald Cook, Leslie Fenton

in streaming: su Prime Video

locandina Gli angeli con la faccia sporca

Gli angeli con la faccia sporca

Drammatico - USA 1938 - durata 97’

Titolo originale: Angels with Dirty Faces

Regia: Michael Curtiz

Con James Cagney, Pat O'Brian, Humphrey Bogart, Ann Sheridan

in streaming: su Chili

locandina L'uomo dai mille volti

L'uomo dai mille volti

Biografico - USA 1957 - durata 122’

Titolo originale: Man of a Thousand Faces

Regia: Joseph Pevney

Con James Cagney, Dorothy Malone, Robert Evans

in streaming: su