Nel 1972 Hayao Miyazaki ha trent’anni; al debutto nel lungometraggio ne mancano sette, alla fondazione dello Studio Ghibli altri 13, ma lui è già pienamente se stesso, proprio come la sua prima eroina, Yuki, un nome come tanti (come in italiano Anna, o Maria) e neanche cinque minuti di racconto di vita, eppure lei, che di anni ne ha dieci, nel corto eponimo Yuki’s Sun, disponibile su MUBI reca già le stimmate luminose che connoteranno le successive bambine magiche immaginate dal sensei.

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Yuki's Sun

La micro-puntata pilota viene realizzata per un adattamento anime di Yuki no tiaiyo, manga firmato da Tetsuya Chiba (Rocky Joe), ma naufraga, nello stesso anno in cui tramonta il progetto di un’altra trasposizione (Pippi Calzelunghe); segna tuttavia la prima volta in solitaria di Hayao alla regia, dopo (e mentre procede) il sodalizio con l’amico, compagno d’arte e avventura Isao Takahata, di cui è in quegli anni collaboratore multitasking (scene designer di La grande avventura del piccolo principe Valiant, sceneggiatore di Panda! Go Panda! Il circo sotto la pioggia e co-regista di alcuni episodi di Lupin III). In Yuki’s Sun, prodotto in seno alla compagnia Tokyo Movie, si affacciano la scanzonatura del ladro e la sovrumana gentilezza di un’orfana dalle mille risorse empatiche (come la Heidi di lì a venire), l’imprendibilità idiosincratica, spumeggiante di Mei e Ponyo, la corsa coraggiosa dentro le intemperie della vita di Nausicaä, Chihiro e Sophie, l’aggressione giuliva ai fronzoli da femminuccia di Fio e il travestimento fuori dai canoni societari di Mononoke; in filigrana, onnipresente, il sentimento della natura come unica chance per vivere e rispettare il mondo così com’è.

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Yuki's Sun

Yuki, una croce di legno come unico simulacro d’amore familiare perduto e un paio di jeans ribelli, cavalca maialini (prima che la principessa spettro lo faccia con i lupi) e passa da un orfanotrofio di Hokkaido all’altro, gli adulti tentano di addomesticarla e di attenuarne lo spirito ma lei, freak of nature, si divincola; infine scopre la violenza - che viene sempre dall’uomo: l’ambiente reagisce punendo l’abbiente famiglia corrotta - e il lutto - del padre ritrovato - ma anche l’amicizia - con la figlia dei “padroni”.

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Yuki's Sun

È la promessa di un racconto spericolato e di vortici mélo, di una gioiosità narrativa pur tematicamente già carica di consapevolezze senza scampo, e che risuona con una perfezione amara se accostato all’imminente (al cinema dal 1° gennaio 2024) Il ragazzo e l’airone, ultimo lungo di Miyazaki, ultima (forse) verifica sullo stato delle cose, faticosamente fantastica, dove il presente puerile dell’oltremondo magico è attanagliato dal trauma bellico di un passato che lede irrevocabilmente il futuro e la speranza (e cos’altro?) da consegnare alle immagini. Un film che testamentario lo è solo in superficie, lo è quanto poteva esserlo il corto; riluttante all’autoreferenzialità, vivido nell’osservazione di bene e male, adesso come allora Hayao si dà a noi generosamente, nel vento animato che lo porta.

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Yuki's Sun

Autore

Fiaba Di Martino

Fiaba Di Martino è nata nel 1991, a un passo dal cinema Arcadia di Melzo, sua seconda casa e tempio irrinunciabile; è diplomata alla Scuola Civica di Cinema e Televisione Luchino Visconti di Milano (indirizzo scrittura cinetelevisiva) e si occupa dal 2016 di giornalismo e critica cinematografica per il settimanale cartaceo Film Tv e relativo sito web. Ha lavorato per MyMovies e Best Movie, collabora con Tv Sorrisi & Canzoni e con Gli Spietati. Insieme a Laura Delle Vedove nel 2016 ha scritto la monografia Xavier Dolan – Il sentimento dell'invisibile (Sovera Edizioni) e dal 2023 cura per il Cinema Farnese Arthouse di Roma le rassegne Arthouse Award e Nuova onda.

Il film

locandina Il sole di Yuki

Il sole di Yuki

Animazione - Giappone 1972 - durata 5’

Titolo originale: Yuki no taiyô

Regia: Hayao Miyazaki

in streaming: su MUBI