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Libri a(ni)mati / 14 : “the Bird's Nest” di Shirley Jackson (1954) : fare a pugni con le ombre.
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Libri a(ni)mati / 14 : “the Bird's Nest” di Shirley Jackson (1954) : fare a pugni con le ombre.


“L'idea del mondo la sopraffece”.

Dopo “the Lottery and Other Stories” (raccolta di racconti contenente quello, celeberrimo, compreso nel titolo), del 1949, e prima di “the Haunting of Hill House” (1959) e “We Have Always Lived in the Castle (1962), Shirley Jackson, nel 1954, pubblica “the Bird's Nest”: la covata non s'è schiusa, la nidiata non può urlare all'unisono il suo bisogno di cibo e vita, le personalità di E.R., ognuna ricondotta al suo fragile guscio, cinguettano stonate: tutte le versioni di Elizabeth esprimono, manifestano e rappresentano una parte, più o meno grande o piccola, della realtà, della verità. Il nido freme, ogni testa di cerbero è un giano bifronte, la nidiata spalanca le fauci.

 

 

L'autrice di 6 romanzi, una mole riguardevole di racconti e due memoir, nata e cresciuta in California e trasferitasi in Vermont dove ha tirato su famiglia, quadripartisce la propria scissa, relegata, incompleta, rancorosa, sconfortata, ribelle, desiderante eroina [coincidenza (non) vuole che la ripartizione sia sovrapponibile sensatamente alla natura delle cose “così” come stanno: il Sé (la coscienza), l'Io (o Ego, la personalità consapevole), l'Es (o Id, l'inconscio/rimosso) e il Super-Io (o Super-Ego, la gendarmeria della coscienza)] in questo (primo nel suo genere) grande romanzo sulle personalità multiple: Robert Louis Stevenson e Rouben Mamouilian/Victor Fleming/Terence Fisher/Jean Renoir/Jerry Lewis/Stephen Frears e Robert Bloch/Alfred Hitccock si fermarono a due, Brian De Palma farà anche lui poker, (te)traendo dal suo protagonista altrettante personalità/identità/soggettività/semi-individualità, mentre Matt Ruff, M. Night Shyamalan e Noah Hawley riassetteranno menti dopo averle scisse in legioni.

 

 

Dal racconto in terza persona dal PdV del narratore onnisciente (I., “Elizabeth”) si passa da un lato ad un bipartito memoir (II. e IV., “il Dottor Wright”) redatto in prima persona dal PdV di un non ancora anziano psicoanalista (un po' uno sciocco, affettato, prolisso bacchettone, e un po' un comune, onesto e simpatico citatore di Thackeray) - e il cambio di prospettiva non modifica lo straniamento di certe scene, semplicemente ne completa lo svilupparsi: ad esempio i ''buchi'', i vuoti della prima parte vengono colmati dalla descrizione puntigliosa degli avvenimenti della seconda -, e dall'altro [con l'aggiunta del PdV in terza persona della zia Morgen, tanto inaspettato quanto arricchente di sana eterogeneità il narrato (V., “la Zia Morgen”) ] ad un altro dittico formidabile di biopsie caratterial-comportamentali in terza persona: III., “Betsy” (praticamente è in prima persona per tanto ch'è aderente al personaggio), e VI., “il Nome dell'Ereditiera”.

 

 

Il romanzo, così come il film che se ne trasse 3 anni dopo sceneggiato da e diretto da Hugo Haas, è medicalmente, clinicamente, scientificamente quasi nullo, ma davvero non importa: risulta impossibile non innamorarsi dello stile e della sostanza della scrittura cangiante (con una frase ribalta il PdV, il senso profondo di un intero mondo fin lì costruito) ma asciutta di Shirley Jackson, dalla costruzione impeccabile, cinematografica, ed è un complimento.

“Quattro personalità in conflitto e una matita sola”. 

Shirley Jackson - "the Bird's Nest" - 1954 

[ Ediz. Ital. : Adelphi (coll. Fabula, n. 273, brossura filo refe, 328 pagg.), 2014, traduzione di Laura Noulian]. 

* * * * ¼  -  8 ½       

Playlist film

La donna nelle tenebre

  • Drammatico
  • USA
  • durata 81'

Titolo originale Lizzie

Regia di Hugo Haas

Con Eleanor Parker, Richard Boone, Joan Blondell

La donna nelle tenebre

“Lizzie”, ovvero: lo scheletro semplificato (ma non disincarnato) del romanzo

- pubblicato da Shirley Jackson (1916-1965) nel 1954 col titolo di “the Bird's Nest” (4/5 uova dischiuse, ma un solo nido/mente), dopo “the Lottery and Other Stories” (raccolta di racconti contenente quello, celeberrimo, compreso nel titolo), del 1949, e prima di “the Haunting of Hill House” (1959) e “We Have Always Lived in the Castle (1962) : “Lizzie” (questo è il titolo dell'edizione Adelphi, permutato dalla pellicola) è anch'essa, per prima, come la protagonista, un'opera (gigantesca, meravigliosa, insondabile, ammaliante, stupefacente : il confronto con la pellicola è improbo e ingeneroso) suddivisa in diversi, e più o meno inter-dipendenti / intrecciati e/o compartimentati tra loro, PdV (5, per un totale di 6 parti/capitoli: uno infatti si ripete) appartenenti ai vari soggetti narratori che, di volta in volta, tentano di prendere il controllo della storia brandendo le redini offerte loro dall'autrice e salendo sul predellino del narratore più o meno (in)affidabile -,

un'impalcatura dotata, consuetudinalmente, di talune protesi in aggiunta indipendente o in sostituzione di talaltre parti espunte o modificate rispetto al volume di partenza

[soggetto e linea guida del film diretto - e interpretato in un ruolo non così secondario (il vicino di casa di Elizabeth richmond e zia Morgen) - da Hugo Haas (ottimi qualche dolly e zoom ben serviti ed utilizzati), prodotto da Jerry Bresler per la Bryna di Kirk Douglas (Paths of Glory, Spartacus, the Last SunSet) e distribuito da MGM, sceneggiato da Mel Dinelli (“the Spiral StairCase” di Robert Siodmak), fotografato da Paul Ivano, montato da Leon Barsha e musicato da Leith Stevens, con in più l'apporto di Johnny Mathis che esegue per l'occasione due pezzi (da BillBoard) scritti e composti l'uno da Albert Stillman e Robert Allen e l'altro da Hal David e Burt Bacharach],

condensata/compressa ed espletata in 75 minuti di, pur “sui generis” (in vero, certo, appartenente a - e costituente una - folta e semi-omnicomprensiva schiera che, all'epoca della sua realizzazione, andava a plasmare ed esprimere uno stile ben codificato, canonizzato e maggioritario), rutilante e percussiva progressione inarrestabile, scevra e monda però della (necessaria) ambiguità pervasiva (quel “non” (?!) detto che…) e dell'insorgente poetica jacksoniana: pro e contro, dunque, che danno infine un risultato apprezzabile: nella luce di questo aspetto il finale può d(efin)irsi senz'altro più “compiuto” (e questa è, nel caso specifico, tanto una qualità positiva quanto negativa), e in ciò mette senza dubbio in campo una semplificazione, una normalizzazione e una risoluzione del contesto

- - - e del resto il film, da questo PdV - il suo essere medicalmente e clinicamente quasi nullo -, è già ben rappresentato e (in)disciplinato dai titoli di testa molto didascalici - ma, con un minimo di co(no)sc(i)enza critica applicata, sostenibili - e declinati sul “test” reattivo-proiettivo di psicometria diagnostica percettiva della 10 macchie di Rorschach

- - il quale andrebbe se non altro come minimo affiancato ad un Minnesota Test - per intenderci (in soldoni bucati) : “quello” dei “tre giorni” -, ch'è ben più difficile da rendere e traslare visualmente

-{per altri versi, altrettanto spicci, il film in molti casi utilizza condensandole bene alcune parti del romanzo

-[oltre a togliere una personalità ad Elizabeth (da 4 si passa a 3) ed aggiungere l'esplicitazione di una violenza sessuale subìta dalla protagonista al principio dell'adolescenza, proprio nel giorno della morte della madre (decesso che verrà scoperto solo in seguito al trauma sessuale) : a tal proposito una piccola concessione al più facile (definizione ambivalente) bisogno/richiesta/possibilità di comprensione dello spettatore rispetto al lettore è proprio lo spostamento della festa di compleanno dalla madre alla figlia: l'adulta arriva sì e comunque in ritardo, ubriaca e malmessa alla festa che però non è la sua ma bensì quella della ragazza]- :

le metafore/similitudini del dottor Wright -[è recuperata la bambinesca declinazione strafottente di Beth/Bess verso il medico psicologo/psichiatra, presente nel romanzo, “Dottor Wrong” (l'ho dedotto dal movimento delle labbra e dalla contestualizzazione d'intorno essendo quella da me visionata, come premetto alla...fine del pezzo, una copia doppiata) : nel film è “solo” divertente, nel romanzo è reiterata più volte e serve a estremizzare l'ottima caratterizzazione dei personaggi: Bess/Beth ci gioca e il dottore se ne risente]- sulle fognature (la cui giustificazione occupa due pagine in Jackson), ad esempio, vengono trasformate su schermo in questa perfetta battuta della zia Morgen: «“Intoppo”: sembra uno stagnaro!»}-,

e che dovrebbe(ro) restare e rimanere, comunque, invalido(-i) e non convalidanti se non “scientificamente” almeno per quanto riguarda l'esercizio dei poteri esecutivo-giudiziari - -,

anche se in questo caso è messo ad indicare, più banalmente, forzandone e sballandone la natura ed il senso, lo sdoppiamento della/e personalità), ovvero un piccolo totem delle chiacchiere da bar e bottega dello spettacolo, scalzato da e secondo solo a calcio (o cuochi), vagina (o soldi) e politica (o “talent”), e tra l'altro c'entrando con tutt'e tre - - -

che rendono più agevole l'accettazione del dramma in atto (per contro, le parti di docile commedia in alcun senso contrastano discordando col tragico di fondo ma entrano in utile risonanza con esso conferendo al tutto una sorta di “placida” restituzione della realtà/verità, pur con tutti i limiti del caso già individuati, indicati ed espressi, e inoltre non esauriscono lì il loro discorso ma dialogano bene col resto, cioè la parte predominante dell'opera), appoggiandosi al mainstream (spiattellamento e spiegone) della retorica (imponendo una sorta di grossolana elicitazione delle cause del male sofferto dalla protagonista), ma pure al contempo riesce a penetrare altrettanto nel profondo - (per)seguendo altre vie d'accesso, più facili e dirette ma non per questo meno vere e significanti -, e a tal proposito valga e basti la scena, estremamente disturbante, di Robin che taglia, afferra, porta alla bocca, addenta, mastica e ingoia la fetta della torta di compleanno di Elizabeth.

Per finire - mentre il cambiamento più marcato dal romanzo al film si può senz'altro individuare (ovviamente dal PdV del mero plot) nell'inserimento del vicino di casa della zia, un personaggio (interpretato dal regista Hugo Haas) creato e inventato da zero per normalizzare e rendere più comoda, elementare ed agevole l'implementazione di alcune svolte narrative, ma che non stona affatto nell'insieme – ecco ancor'altre più o meno importanti e significative divergenze: oltre alla statua d'ebano nigeriana, presenza fisico-fantasmatica nelle pagine scritte d'altrettanto nero inchiostro e solo suppellettile di contorno sulla superficie al nitrato d'argento della pellicola, e alla figura del custode-tuttofare messicano/italiano del museo dove è impiegata Elizabeth che prende il posto del giovane, gentile dottore incontrato da Beth/Bess a New York, ecco, in penultimo non ultimo: il fango, che dal frigorifero passa al vestito; e il ritorno più espressivo/espressionista dell'edificio museale: nel finale del romanzo il calpestare ancora quelle stanze e quelle aule, quei saloni e quei corridoi (che nelle prime pagine invece assurgono a vero e proprio personaggio, con una forza icastica e un'incisività pittorica indimenticabili) è reso più come una - comunque sottilmente disturbante - visita di cortesia, mentre nella pellicola quelle scenografie vengono ri-utilizzate come substrato, contesto ed argomentazione del dare alla memoria, dopo la suppurazione e l'epurazione del trauma, un proprio luogo in cui ricongiungersi con sé stessa, ristabilirsi e ristabilire un ordine condiviso tra le parti, confluent'in fine le une nelle altre a dare somma uno: Set This House in Order! L'eterno splendore della mente riasse-s/t-tata. 

Ottimi tutti gli interpeti: la...muliebre, bellissima e...in parte Eleanor Parker (Detective Story, Scaramouche, Escape from Fort Bravo, Interrupted Melody, the Man with the Golden Arm, a Hole in the Head, Home from the Hill, the Sound of Music, il Tigre); la rimarcabilmente topica maschera da consolante americano medio (una via di mezzo tra un medico di base e d uno specialista) calzata a pennello da Richard Boone; la fenomenale e variegata caratterizzazione di Joan Blondell (the Public Enemy, FootLight Parade, a Tree Grows in Brooklyn, the Blue Veil, Opening Night). Completano il cast: Hugo Haas, il regista, che come già ricordato qui veste anche i panni del vicino di casa; Ric Roman, l'italo-americano (o messicano che doppiar si voglia) amante di Lizzie-Beth-Bess; Dorothy Arnold, la madre di Lizzie e la sorella di Morgen; John Reach, la Causa del Male, l'amante della madre di Lizzie, Robin; e infine Johnny Mathis, con due performance già segnalate, e Marion Ross (la futura Mrs. Cunningham), qui agli inizi di carriera. 

“Lizzie” è, …“ovviamente”..., la storia di un triplice suicidio/omicidio, e di una rinascita.  

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Ecco il film [ * * * ¾ ] :

Versione con doppiaggio italiano (sufficiente) e hard-sub (traduzione dei testi delle due canzoni) in ceco-slovacco. Video discreto [480p (640x480) - 315 MB] e audio scarso.

https://www.youtube.com/watch?v=95aclS1x1tQ

Recensione.   

Rilevanza: 2. Per te? No

Psyco

  • Thriller
  • USA
  • durata 108'

Titolo originale Psycho

Regia di Alfred Hitchcock

Con Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam

Psyco
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In streaming su Microsoft Store

“Elizabeth Richmond, ventitré anni, non aveva amici, né genitori, né conoscenti, e nessun progetto che non fosse sopportare l’ineludibile intervallo antecedente la sua dipartita stando il meno male possibile.” 

“Morgen non aveva modificato nulla di sé per un numero di anni superiore a quello che preferiva ricordare. Il suo modo di vestire, di parlare, di acconciarsi i capelli, di passare il tempo era rimasto sempre lo stesso sin da quando a una ben più giovane Morgen era divenuto chiaro che nella sua vita futura a nessuno sarebbe mai importato un bel niente dell'aspetto che aveva o di quello che faceva; e il dolore nemmeno troppo straziante di lasciarsi l'umanità alle spalle era stato più che compensato dalla lieta liberazione da mille piccole seccature.”  

Rilevanza: 2. Per te? No

Sybil

  • Drammatico
  • USA
  • durata 133'

Titolo originale Sybil

Regia di Daniel Petrie

Con Sally Field, Joanne Woodward, Brad Davis, Martine Bartlett, Jane Hoffmann, Charles Lane

Sybil

“Finì il caffè e rimise la tazza sul piattino proprio come facevano tutti gli altri, scese dallo sgabello, prese la borsetta e la valigia e si recò alla biglietteria. Davanti a lei una donna stava dicendo all'impiegato: “New York, sola andata, per favore”, e siccome l'impiegato non alzò la testa e non si mise a ridere Betsy dedusse che questo fosse il modo abituale di chiedere il biglietto. Avvertì un senso di grato appagamento nei confronti del bigliettaio e della donna davanti a lei e dell'uomo del bar e del tassista e di tutto quel mondo totalmente insolito; “New York, sola andata, per favore” disse, attenta a utilizzare l'inflessione giusta, e l'impiegato non alzò la testa e nemmeno sorrise, limitandosi a darle il resto con aria annoiata. “Tra quanto parte il pullman?” gli domandò baldanzosa, e il bigliettaio diede un'occhiata all'orologio e le disse, senza fare una piega: “Dodici minuti, porta laterale.” 

“Anche se Betsy non dormiva, ed era convinta di non aver mai dormito, a Elizabeth il sonno era necessario, chiaro; per tutto il tempo in cui era stata prigioniera l'aveva guardata dormire, standosene rintanata in un angolino in fondo alla mente, inerte e inetta, a osservare come da una nebbia frastornante il mondo dei sogni di Elizabeth, vedendo le fioche forme del mondo di Elizabeth quando gli occhi di Elizabeth erano aperti, e i fantasmi urlanti degli incubi di Elizabeth quando gli occhi di Elizabeth erano chiusi. Era stata rannicchiata là sotto, a gridare, silenziosa e torpida, incapace di muovere le mani o i piedi di Elizabeth, resa pazza dal desiderio del moto, della vista, della parola, paralizzata nel bozzolo di un silenzio straziante; adesso che dominava la superficie della mente di Elizabeth, con indulgenza le concesse di sognare, deliziandosi dell'immagine di quella sotto di lei, muta, inerme e in attesa. Alle spalle di Elizabeth, nel regno remoto della mente, c'era Beth che vagava assonnata, ignara, stordita, persa fra ombre silenziose. Betsy sentiva che quelle due erano là sotto, pronte, così come un tempo succedeva a lei, a ridestarsi al primo suono brusco o immagine capace di ridestarla alla coscienza. Adesso Elizabeth dormiva, e nel sonno corrugò appena la fronte, e si girò scomoda nel morbido sedile del pullman, e dondolò seguendone gli scossoni, e Betsy, appoggiando la schiena contro il soffice cuscino dei sogni di Elizabeth, si mise a fare piani per il futuro, adesso che era libera.”

“Siccome era importante non farsi vedere sveglia mentre tutti gli altri dormivano, Betsy chiuse gli occhi, e pensò con stupore che era lei a viaggiare da sola nella notte. Per la prima volta era nelle mani indifferenti di gente sconosciuta, affidando la propria persona alla tenerezza dell'autista del pullman, e il proprio nome alla donna che sonnecchiava sedile più avanti; avrebbe passato il resto della vita nella stanza di qualcun altro e mangiato alla tavola di un estraneo e camminato per strade ignote sotto un sole che, da sveglia, non aveva mai visto.” 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Doppia personalità

  • Thriller
  • USA
  • durata 93'

Titolo originale Raising Cain

Regia di Brian De Palma

Con John Lithgow, Lolita Davidovich, Steven Bauer, Frances Sternhagen, Amanda Pombo

Doppia personalità
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In streaming su iTunes

“Ti ricovereremo in un bel posto, vedrai. […] In un istituto, un manicomio, un superbordello dove potrai smontarti e rimontarti come un maledetto puzzle, con tutti quei bei dottori attorno che ti applaudiranno quando ti frazionerai in tanti appartamenti, e quelle gentili infermiere che ti daranno le carezzine sulla testa quando diventerete in sedici e sghignazzeranno e ti porteranno via e ti chiuderanno a chiave e io mi sarò liberata di te e il mondo si sarà liberato di te, e il tuo caro dottore si sarà liberato di te, e l'universo sarà un posto migliore quando tu andrai a spaccarti in privato.” 

Rilevanza: 1. Per te? No

Strade perdute

  • Noir
  • USA
  • durata 134'

Titolo originale Lost Highway

Regia di David Lynch

Con Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia

Strade perdute
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In streaming su Vvvvid

Una delle migliori trasformazioni sullo schermo cinematografico degli ultimi anni rimane ancora quella presente in “Lost HighWay” di David Lynch del 1996: è, però, attenzione, una trasformazione in questo caso del tutto consapevole (una situazione dicotomica rispetto a quella di “Mulholland Drive” del 2001, quindi), non c'entrano le doppie o multiple personalità, e non certo di “opportunità”, ma di estrema, sopravvivente (cioè che permette la sopravvivenza di chi mette in scena la sciarada) finzione diegetica, si tratta: è il personaggio interpretato da Patricia Arquette che finge di mutare atteggiamento, che si disvela indossando una maschera (di salvezza).

La scena è inserita qui di seguito, e cliccando “play” l'AudioVideo di YouTube, pre-impostato, si aprirà già al momento clou (il passaggio, la transizione tra le identità).

https://youtu.be/VVHEGlaAMxw?t=1m43s

Rilevanza: 1. Per te? No

Mulholland Drive

  • Noir
  • USA
  • durata 145'

Titolo originale Mulholland Drive

Regia di David Lynch

Con Naomi Watts, Justin Theroux, Ann Miller, Melissa George, Laura Harring, Dan Hedaya

Mulholland Drive
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In streaming su Google Play

“E poi, con le lacrime di Lizzie ancora sulle guance, pensò: «Mi sarebbe piaciuto avere una sorella vera».”

Rilevanza: 1. Per te? No

Shutter Island

  • Noir
  • USA
  • durata 138'

Titolo originale Shutter Island

Regia di Martin Scorsese

Con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Michelle Williams

Shutter Island
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In streaming su Infinity

“L'atto di ricordare, all'inizio esitante e incerto, presto era diventato ossessivo; adesso guardando la soglia dello studio del dottore vi vedeva riflesse le innumerevoli volte in cui l'aveva già varcata. Negli occhi della zia Morgen c'erano strati di dubbio e sorpresa e amore e collera, e la voce della zia riecheggiava in un'infinità di belle frasi intelligenti, che risalivano tanto indietro quanto era lungo il tempo. Lo studio del dottore era affollato e mutevole, un caleidoscopio di visite, e nel corso dell'ultima settimana, seduta sulla poltroncina davanti alla scrivania del dottore, continuava a chiedersi se fosse davvero lì o se non stesse piuttosto ricordando la volta prima, ammesso che fosse mai accaduto; e se non fosse esistita invece una volta sola, compressa e poi dilatata all'infinito nei suoi ricordi. Era obnubilata dalla memoria, il bisogno di trovare razionalità e coerenza in un tempo che ne era privo la disorientava; era perduta in un mondo che si rifletteva all'infinito, e lì solo la zia Morgen e il dottor Wright riuscivano a seguirla mentre lei inseguiva loro. Quando si gira verso la zia gridandone il nome, l'altra le rispondeva da quindici anni prima; lei distingueva bene la voce, ma le braccia, benché tese in avanti, non riuscivano mai a raggiungerla e a offrirle un rifugio; e quando si aggrappava al dottor Wright, per quanto salda fosse la presa delle mani di lui, la sua voce le giungeva da una vetta di derisione, a coronare splendide frasi tornite prive di senso.” 

Recensione.

Rilevanza: 2. Per te? No

Il cigno nero

  • Drammatico
  • USA
  • durata 108'

Titolo originale Black Swan

Regia di Darren Aronofsky

Con Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Winona Ryder, Sebastian Stan

Il cigno nero
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IN TV Sky Cinema Due

canale 302

“Quando era venuta a sapere che il dottor Wright e sua nipote complottavano fra loro intorno all'idea romantica che Morgen avesse una nipote Elizabeth, una nipote Beth, una nipote Betsy e una nipote Bess, dapprima si era spaventata, e poi era rimasta incantata dalla novità di una personalità camaleontica, capendo che si trattava in fondo della versione più vivace di un'idea con cui lei stessa a volte si era gingillata. Pensò con ironia a tutte le volte in cui aveva visto in sé stessa una personalità alla «Jekyll & brandy»: c'era Morgen la saggia a mezzogiorno, la sera Morgen la cinica, ma al risveglio e a colazione c'era solo un essere ringhiante; riconoscere quel tratto dentro di sé la mise in condizione di tollerarlo meglio anche in Elizabeth. Se si accorgeva di dare in escandescenze con sua nipote, pensò, non doveva far altro che pensare alla Morgen del risveglio per riuscire a parlarle con maggiore gentilezza; e se la ragazza piagnucolava o si esprimeva in maniera sgarbata o faceva le smorfie, bisognava ricordare che aveva vissuto a lungo con molte Morgen e dunque forse era arrivato il momento delle molte Elizabeth. Così, giunta a forza di ragionamenti fino a questo punto, soddisfatta della propria capacità d'introspezione e più ancora della vivacità immaginativa di sua nipote, Morgen scese di sotto afflitta da un ultimo sgradevole residuo dei postumi della sbronza, e trovò il frigorifero pieno di fango.”

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

The Ward. Il reparto

  • Horror
  • USA
  • durata 88'

Titolo originale The Ward

Regia di John Carpenter

Con Lyndsy Fonseca, Amber Heard, Danielle Panabaker, Mika Boorem, Mamie Gummer, Jared Harris

The Ward. Il reparto
altre VISIONI

In streaming su Amazon Prime Video

“Mi passi il dottor Wright, per favore. Devo parlare col dottore, è urgente, la prego.”
“Eh?”
“La prego, sono a un telefono pubblico e ho molta fretta. Mi passi il dottor Wright, per cortesia. Gli dica che sono Beth.”
“Chi cerca?”
“Il dottore, la prego. Il dottor Wright.”
“Ha sbagliato numero, signorina.”
“Certo che ho sbagliato numero, pezzo di idiota. Pensa che sono matta?”  

Recensione.

Rilevanza: 1. Per te? No

Split

  • Thriller
  • USA
  • durata 116'

Titolo originale Split

Regia di M. Night Shyamalan

Con James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Betty Buckley, Haley Lu Richardson, Brad William Henke

Split
altre VISIONI

In streaming su Netflix

“Se voglio che tutto vada a buon fine, se voglio diventare una persona vera, si disse in silenzio, Robin deve entrarci come tutti gli altri; non può tirarsene fuori così facilmente. Per giunta chiunque abbia dei ricordi ricorda anche le cose brutte, non solo quelle belle; la gente troverebbe molto strano se di tutta una vita ricordassi solo le cose belle. Non sarebbe normale. Per cui deve esserci anche Robin, perché era cattivo e odioso. Andammo a fare un picnic, Robin, mia madre e io. No, pensò Betsy a quel punto, scuotendo la testa, se deve entrarci anche quello, allora bisogna che ci sia tutto, fin dall'inizio, perché è così che uno ricorda le cose. Devo partire da quel mattino, devo cominciare dal principio, e ricordare bene tutto. Perché non si ricorda mai solo la cosa in sé, ma anche il contorno…”  

“Quando ti chiederanno cosa ricordi di brutto o di cattivo potrai sempre raccontare di Robin, e questo li soddisferà.”

Recensione.

Rilevanza: 1. Per te? No

Gli invasati

  • Horror
  • Gran Bretagna
  • durata 112'

Titolo originale The Haunting

Regia di Robert Wise

Con Richard Johnson, Claire Bloom, Russ Tamblyn, Lois Maxwell

Gli invasati
altre VISIONI

In streaming su iTunes

“Non è dimostrato che il suo equilibrio personale venisse alterato dalla pendenza del pavimento, né si poté dimostrare che fosse stata lei a svellere il palazzo dalle fondamenta; è innegabile tuttavia che l'uno e l'altro cominciarono a smottare all'incirca nello stesso periodo.”

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Un giorno a New York

  • Musicale
  • USA
  • durata 98'

Titolo originale On the Town

Regia di Gene Kelly, Stanley Donen

Con Gene Kelly, Frank Sinatra, Jules Munshin, Ann Miller, Betty Garrett, Vera-Ellen

Un giorno a New York
altre VISIONI

In streaming su iTunes

“Si sentì sfiorare da un piccolo scroscio di risate, come prima dalla carezza del fiume, e strinse forte le dita sul bordo del davanzale, deliziata: come siamo felici tutti noi, pensò, e che fortuna che finalmente io sia arrivata!”

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

2001. Odissea nello spazio

  • Fantascienza
  • Gran Bretagna
  • durata 141'

Titolo originale 2001: A Space Odyssey

Regia di Stanley Kubrick

Con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter

2001. Odissea nello spazio
altre VISIONI

In streaming su Netflix

“È perché...” - balbettò Elizabeth, accarezzando piano l'acqua con la mano - “...perché lui, il dottore mi ha spiegato che quando sarò guarita torneremo tutte insieme, io, Betsy e Beth eccetera. Ha detto che sono una di loro. Cioè io non sono io, sono solo una come quelle là. Ha spiegato che ci rimetterà tutte insieme e che saremo una persona sola”.
“E allora?”. Era giusto che Elizabeth ragionasse su queste cose , che se ne preoccupasse? Per quanto fosse esitante e impacciata nel parlarne, era giusto permetterle di proseguire? “Perché non aspettiamo di vedere cosa succede?”, suggerì Morgen, ispirata.
“Senti”. Elizabeth si girò a guardarla. “Io sono solo una di loro, sono solo una parte. Io penso e sento e parlo e cammino e guardo e ascolto e mangio e faccio il bagno...”.
“D'accordo”, disse Morgen. “Fai queste e tante altre cose ancora, e che c'è di male? Le faccio anch'io”.
“Ma io faccio tutto con la mia testa”. Elizabeth parlò molto lentamente, come tastando il terreno. “Quello che il dottor Wright otterrà al termine della sua terapia sarà una nuova Elizabeth Richmond, con la sua mente. Lei penserà e mangerà e ascolterà e camminerà e farà il bagno. Non io. Forse sarò una parte di lei, ma io questo non lo saprò: lo saprà lei”.
“Non capisco”, disse Morgen.
“ Be'”, disse Elizabeth, “quando sarà lei a pensare e a sapere tutto, io non sarò...morta?”.

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Darkness/Light/Darkness

  • Animazione
  • Cecoslovacchia
  • durata 6'

Titolo originale Tma/Svetlo/Tma

Regia di Jan Svankmajer

Darkness/Light/Darkness

“Le avrebbe lasciato tutte le cose inutili, i seni e le cosce e le parti che, con gran gusto di Betsy, le facevano male; Lizzie poteva tenersi la schiena, così avrebbe avuto sempre mal di schiena, e lo stomaco, così avrebbe continuato ad avere i crampi; ah, consegnare a Elizabeth l'intero il regno delle viscere e lasciarla andare, così lei sarebbe rimasta padrona di sé.”   

Recensione.

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Under the Skin

  • Fantascienza
  • Gran Bretagna
  • durata 104'

Titolo originale Under the Skin

Regia di Jonathan Glazer

Con Scarlett Johansson, Krystof Hádek, Robert J. Goodwin, Paul Brannigan, Michael Moreland

Under the Skin
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In streaming su RakutenTv

“Elizabeth Richmond, ventiquattro anni, altezza un metro e settanta, peso cinquantaquattro chili, capelli castani, occhi azzurri, indossa un tailleur blu, una camicetta bianca, scarpe nere col tacco basso, un semplice cappello nero, l'ultima volta è stata vista con una valigia marrone chiaro. Si ritiene che sia stata rapita da una giovane, tale Betsy Richmond, sedici anni, altezza un metro e settanta, peso cinquantaquattro chili, capelli castani, occhi azzurri, indossa un tailleur blu… No, era essenziale cambiarsi d'abito.” 

Recensione.

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Psycho

  • Thriller
  • USA
  • durata 103'

Titolo originale Psycho

Regia di Gus Van Sant

Con Vince Vaughn, Anne Heche, Viggo Mortensen, William H. Macy

Psycho
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Refusi.

“Quello fu, dunque, il mio primo «primo incontro» con miss R. (e a evitare che il lettore trasecoli e indichi beffardo una sgrammaticatura nelle pagine del buon dottore, mi si lasci precisare, per amor di dignità, che uso a bella posta la ridondante espressione primo «primo incontro», quasi a mo' di battuta: conobbi infatti, come il mio sconcertato lettore avrà presto modo di scoprire, più di una volta questa poco comune ragazza).

p. 35 : nello stile dei vita → nello stile di vita
p. 198 : un sorpesa una sorpresa
p. 231 : ...la figura che, con un'ondata del gelo di fuori[,] era comparsa sulla soglia…
p. 303 : la nostrata cantata → la nostra cantata

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Le folli notti del dottor Jerryll

  • Comico
  • USA
  • durata 103'

Titolo originale The Nutty Professor

Regia di Jerry Lewis

Con Jerry Lewis, Stella Stevens, Kathleen Freeman, Del Moore, Med Flory, Norman Alden

Le folli notti del dottor Jerryll
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In streaming su Google Play

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L'inquilino del terzo piano

  • Drammatico
  • Francia
  • durata 125'

Titolo originale Le locataire

Regia di Roman Polanski

Con Roman Polanski, Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Shelley Winters

L'inquilino del terzo piano
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IN TV Sky Cinema Suspense

canale 306

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Vestito per uccidere

  • Thriller
  • USA
  • durata 105'

Titolo originale Dressed to Kill

Regia di Brian De Palma

Con Nancy Allen, Michael Caine, Angie Dickinson, Keith Gordon

Vestito per uccidere
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In streaming su iTunes

Rilevanza: 1. Per te? No

Fight Club

  • Drammatico
  • USA
  • durata 135'

Titolo originale Fight Club

Regia di David Fincher

Con Brad Pitt, Edward Norton, Helena Bonham Carter, Jared Leto, Meat Loaf, Zach Grenier

Fight Club
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In streaming su Amazon Prime Video

Rilevanza: 1. Per te? No

Io me & Irene

  • Commedia
  • USA
  • durata 116'

Titolo originale Me, Myself & Irene

Regia di Peter Farrelly, Bobby Farrelly

Con Jim Carrey, Renée Zellweger, Chris Cooper, Robert Forster

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IN TV Comedy Central

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Boardwalk Empire - L'impero del crimine

  • Serie TV
  • USA
  • 5 stagioni 56 episodi

Titolo originale Boardwalk Empire

Con Steve Buscemi, Kelly Macdonald, Michael Pitt, Michael Shannon, Shea Whigham

Tag Gangster, Maschile, Crimini, Politica, USA, Anni '20

Boardwalk Empire - L'impero del crimine

Film suggerito da @Marcello del Campo.

"Chance" (Hulu, 2016-in corso), di Kem Nunn e Alexandra Cunningham, con Hugh Laurie, Lisa Gay Hamilton, Ethan Suplee e Gretchen Mol (e proprio quest'ultima interpreta un personaggio che sta sviluppando una seconda personalità).

La scheda non è ancora presente nel database di ftv.it, perciò ho utilizzato quella di BwE, grandiosa serie in cui sempre Gretchen Mol interpreta un personaggio liminalmente consimile.

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