Umile come sempre, Ramy Youssef aspetta la calma delle ferie d’agosto per tornare (senza apparire personalmente, tra l’altro) sugli schermi di tutti – per il potere di Netflix – con Mo, una nuova commedia seriamente brillante che ha co-ideato e co-creato insieme a Mohammed Amer (già ottimo co-protagonista di Ramy).

Mohammed Amer
Mo (2022) (2022) Mohammed Amer

Nonostante Mo non sia tutta farina del sacco di Youssef – semplicemente perché si ispira alla biografia di Amer – lo stile, il ritmo, le atmosfere sono proprio quelle che abbiamo imparato ad apprezzare nel comico, autore e attore di origini egiziane. Quelle che hanno fatto di Ramy probabilmente la miglior commedia seria degli ultimi 10 anni di televisione. Ramy, se ben ricordate, era una serie che si ispirava alla vita e alle paranoie – sessuali, emotive, amorose, morali, sociali, fondamentalmente un grumo legato al rapporto con la cultura e la religione islamica – del suo protagonista e ideatore, trentenne musulmano nato e cresciuto nel New Jersey, alle prese con l’accettazione delle proprie (profonde) radici e in grossa difficoltà nell’adattarle a uno stile di vita occidentale che, in effetti, sembra fatto apposta per attentare alla san(t)ità delle persone.

Ramy Youssef, Dave Merheje
Ramy (2019) Ramy Youssef, Dave Merheje

In uno scioccante twist narrativo, oltretutto, Ramy ci mostra che, alla fin della fiera, la soluzione comune – non importa se sei musulmano, cristiano, ebreo, ateo o altro – sono sempre i soldi. Se li hai e li usi con un po’ di fantasia, puoi risolvere facilmente le più angustiose idiosincrasie che rendono complicata la purezza della fede in questi tempi di tentazioni facilmente accessibili.

Youssef nasce come comico stand-up, e la sua è stata una carriera costellata da una provvidenza piuttosto sfigata. Non riuscendo a sfondare subito in tv come comico, per pagarsi l’affitto (metaforicamente) accetta un ruolo da co-co-protagonista nei panni della minoranza etnica obbligatoria da contratto nella fetente sitcom Un papà da Oscar, raccapricciante tentativo di riesumare la carriera di Scott Baio, ex Chachi di Happy Days (il cuginetto sbarbato di Fonzie) e attuale sostenitore di Donald Trump, ma proprio di quelli a cui rendersi ridicoli non fa un baffo.

Quel lavoro alimentare, poi, porta a un ruolo serio e ricorrente nella terza stagione di Mr. Robot. E infine, nel 2019, il tanto agognato speciale di stand-up prodotto da HBO e intitolato Feelings. Uno spettacolo davvero valido, e soprattutto intimo. Per farci ridere, allo sguardo acuto di Youssef basta osservare e riportare lo scollamento tra lo stile di vita di un buon musulmano e le aspettative sociali sottese alle comunità normalmente benestanti delle grandi città americane.

Non si tratta di sfruttare la carta della curiosità etnica e dell’esotismo: fortunatamente quella è una faccenda colonialista che si è esaurita (nella maggior parte dei casi) già da un po’. Per Youssef si tratta di essere se stesso e di esprimersi come tale. Essere un trentenne musulmano della periferia di New York in questi tempi di tumulto e assestamento fa parte della sua identità tanto quanto la passione per il basket.

Per dire: i suoi argomenti risuonano con quelli di Hasan Minhaj, perché entrambi condividono l’esperienza di essere semi -giovani millennials islamici cresciuti in un paese che li teme irrazionalmente (se non lo conoscete, ne abbiamo parlato nella rubrica Sguardi in rete su Film Tv n° 18/2019).
Ma Youssef non ha la stessa rabbia, lo stesso desiderio di virtue signalling imbracciato da Minhaj. Entrambi adattano il proprio vissuto personale a seconda della propria indole e del proprio stile. E quello di Ramy è molto posato, malinconico, quasi laconico, osservativo, totalmente egoriferito e anche per questo mai timoroso di mostrare la propria emotività – forse l’evoluzione che più allontana le nuove generazioni dalle vecchie.

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Feelings


Sono tutte caratteristiche comiche, queste, che si adattano meravigliosamente a una forma narrativa più strutturata come quella seriale, perché prevedono una parabola di auto-riflessione e di sviluppo del personaggio. È una comicità che non crea una situazione (set-up) per poi farla crollare a colpi di punch-line; è una comicità che osserva la situazione, reagisce e si adatta a essa con spirito umoristico. È questo lo stile, il ritmo e l’atmosfere che Youssef, da co-sceneggiatore e co-creatore, trasporta da Ramy a Mo; rendendo quest’ultima, di default, una serie da recuperare prima di subito.

Autore

Nicola Cupperi

Scrive per FilmTv perché gliel'ha consigliato il dottore. Nel tempo libero fa la scenografia mobile. Il suo spirito guida è un orso grigio con le fattezze di Takeshi Kitano.

Le serie tv di Ramy Youssef

locandina Ramy

Ramy

Commedia - USA 2019 - durata 30’

Titolo originale: Ramy

Creato da: Ramy Youssef, Ari Katcher, Ryan Welch

Con Ramy Youssef, Amr Waked, MaameYaa Boafo, Josephine Huang, Mahershala Ali, Richard Mark Jordan

in streaming: su Mediaset Infinity

locandina Mo (2022)

Mo (2022)

Commedia - USA 2022 - durata 24’

Titolo originale: Mo (2022)

Creato da: Mohammed Amer, Ramy Youssef

Con Solvan Naim ... (1 episode, 2022) Series Writing Credits   Mohammed Amer ... , Mohammed Amer, Walt Roberts, Kausar Mohammed, Mohammad Hindi, Omar Elba

in streaming: su Netflix Netflix basic with Ads