In quel di Parigi opera un metodico assassino professionista che vanta il corpo flessuoso, dalla postura invidiabile, e il perfetto volto, seppur poco rassicurante, di Michael Fassbender. Non è un assassino per modo di dire, non fa lo sterminatore di cimici del letto. Ammazza proprio le persone a pagamento. Egli, Michael Fassbender, si prepara come suo solito a svolgere il prossimo compito, come sempre maniacale – nella sua routine tra Smiths, yoga e vestirsi male come un turista tedesco per passare completamente inosservato – e pronto a portare a termine la missione con l’usuale, estrema precisione. Non fa trapelare alcuna emozione, specialmente quando opera i suoi meccanici gesti di morte, che si ripetono sempre uguali e infallibili. Però stavolta, a causa di un errore imprevisto, di un glitch che può intaccare anche il sistema più impeccabile, il sicario sbaglia ed è costretto a darsi alla fuga, mentre i suoi committenti gli danno la caccia. Non solo. L’errore innesca nel killer una crisi che si fa via via sempre più profonda e porta l’uomo a dubitare di se stesso in maniera che riteneva impensabile, fino a fargli persino mettere in discussione le proprie abilità.

locandina
The Killer (2023) locandina

The Killer, presentato in concorso all’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e distribuito da Netflix a partire dal 10 novembre, sembra aver diviso la critica. Per alcuni è un’altra pietra miliare nel percorso registico di David Fincher, cineasta schiacciasassi capace di leggere un presente digitale e frammentato attraverso il genere e la scelte di messa in scena (Zodiac The Social Network su tutti); famigerato nel settore per avere la stessa propensione al perfezionismo del suo protagonista, interpretato in maniera statuaria e al contempo sorniona da Michael Fassbender. Per altri si è trattata della maniera più semplice e meno di spessore per onorare l’accordo di esclusiva (fino al 2024) fra il regista e Netflix.

Michael Fassbender
The Killer (2023) Michael Fassbender

La verità assoluta, come sempre, non sta da nessuna parte. Ma forse, stavolta, non è nemmeno nel mezzo. È vero che Fincher ha scelto di realizzare una storia dalla parabola narrativa meno accentuata rispetto al suo solito. The Killer cresce lentamente insieme al virus del dubbio che si incista nella mente del sicario in seguito al suo errore. Fassbender non è il gangster con un codice morale di Melville o di Jarmusch; non è nemmeno i pistoleri sensibili di John Woo o i criminali ellittici e poetici di Kitano. The Killer non ammicca. Porta in avanti l’affinato studio sul genere di Fincher e non a caso è sceneggiato – a partire dall’omonima serie francese a fumetti (in 13 albi) scritta da Alexis Nolent (in arte Matz) e disegnata da Luc Jacamon – da Andrew Kevin Walker, che aveva già scritto Seven. È un Fincher quintessenziale. Che sembra quasi una tautologia: tutti i film di Fincher sono quintessenziali. Hashtag rivalutiamo Il curioso caso di Benjamin Button.

Autore

Nicola Cupperi

Scrive per FilmTv perché gliel'ha consigliato il dottore. Nel tempo libero fa la scenografia mobile. Il suo spirito guida è un orso grigio con le fattezze di Takeshi Kitano.

Il film

locandina The Killer

The Killer

Azione - USA, Francia 2023 - durata 113’

Titolo originale: The Killer

Regia: David Fincher

Con Michael Fassbender, Tilda Swinton, Kellan Rhude, Monika Gossmann, Sophie Charlotte, David Storm

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