Tutti i membri della famiglia Asada che sono diventati adulti prima del secondogenito Masashi da piccoli avevano un sogno che, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a realizzare. Non per questo sono diventate brutte persone, frustrate o avvelenate dalla vita. Tutt’altro. Tanto che, quando al piccolo Masashi viene regalata una macchina fotografica per il suo nono compleanno e il bambino realizza che la sua ambizione più grande è quella di diventare un fotografo professionista, la famiglia lo supporta con entusiasmo.

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Foto di famiglia (2020) scena

E Masashi non può che rispondere con altrettanto amore. La sua identità di artista della fotografia nasce e si sviluppa di pari passo all’affetto che prova per mamma, papà e fratello. Deciso a fare qualcosa di speciale per loro, il piccolo di famiglia li convince a posare per servizi fotografici in cui vengono messi in scena i sogni irrealizzati di ognuno di loro. Il padre che sognava di fare il pompiere, il fratello che sarebbe voluto diventare pilota di Formula 1 e la madre, che a sorpresa si era sempre immaginata come la moglie di un gangster della Yakuza.

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Foto di famiglia (2020) scena

Grazie a questi scatti, che estraggono la felicità più pura e fanciullesca dai soggetti, Masashi realizza effettivamente il suo sogno e diventa un fotografo premiato, affermato e stimato. Un fotografo che nel solco dell’intuizione che gli ha portato fortuna, continua a ritrarre con originalità numerose altre famiglie nell’atto di realizzare – anche se solo per il tempo di un servizio – i loro rispettivi sogni, regalando a svariati clienti ricordi indelebili e momenti irripetibili. La perfetta parabola di Masashi – insieme a quella di moltissimi altri suoi connazionali – si interrompe bruscamente l’11 marzo del 2011, quando si scatena il Grande terremoto del Giappone orientale, il più potente mai registrato nel paese e il quarto più intenso al mondo dall’inizio delle registrazioni moderne nel 1900.

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Foto di famiglia

Lo tsunami provocato dalla scossa sottomarina causa il disastro della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, e le onde alte oltre 10 metri (con picchi di 40 metri) che raggiungono una velocità di circa 750 chilometri orari devastano la costa nord-est del Giappone, provocando più di 15mila morti. Il paese è in ginocchio, e Masashi stesso – nonostante sia nato e cresciuto nel sud del Giappone – è annichilito. Intenzionato a fare qualcosa di utile e concreto per tutte le persone sfollate e rimaste sole, si unisce a un gruppo di volontari che svolgono una missione apparentemente sui generis: salvare le foto e gli album di famiglia smarriti nel crollo delle case, recuperandoli, ripulendoli e restituendoli ai rispettivi proprietari. Le foto sono le memorie lasciate dai dispersi, il cui valore è diventato inestimabile, molto più preziose di tutti i beni materiali andati distrutti. Sono i ricordi che ci aiutano a sopportare una perdita. Sono il filo che ci lega al passato e che, allo stesso tempo, ci dà la forza per accettare il presente.

Ryota Nakano
Foto di famiglia (2020) Ryota Nakano

Con questi due film al prezzo di uno, il regista e sceneggiatore giapponese Ryōta Nakano nel 2020 aveva prima deliziato e poi fatto sudare gli occhi agli spettatori del 36º Festival internazionale del cinema di Varsavia e a quelli del 25º Festival internazionale del cinema di Busan. Un equilibrismo coraggioso, quello di raccontare il trauma più spaventoso e devastante nella storia recente del Giappone attraverso una storia – peraltro realmente accaduta, per quanto ampiamente romanzata – che trasuda tenerezza, anche quando la perfetta fotografia di famiglia degli Asada viene adombrata dalle inevitabili tragedie della realtà, prima quelle personali e poi quelle universali. Il film, grazie allo sforzo distributivo di Officine UBU, sbarca finalmente anche nelle sale italiane a partire dal 19 ottobre. Per festeggiare l’avvenimento, non ci sarebbe nulla di più azzeccato che farsi scattare una foto all’entrata del cinema, per ricordarci di quella volta che un film dimenticato dalla grande distribuzione ci ha fatto divertire e commuovere insieme.

Autore

Nicola Cupperi

Scrive per FilmTv perché gliel'ha consigliato il dottore. Nel tempo libero fa la scenografia mobile. Il suo spirito guida è un orso grigio con le fattezze di Takeshi Kitano.

Il film

locandina Foto di famiglia

Foto di famiglia

Drammatico - Giappone 2020 - durata 127’

Titolo originale: The Asadas

Regia: Ryota Nakano

Con Jun Fubuki, Yuira Gotô, Mitsuru Hirata, Nobue Iketani, Yukiya Kitamura, Haru Kuroki

Al cinema: Uscita in Italia il 19/10/2023