Dice che è arrivato in città un altro – forse l’ennesimo, ma solo volendo fare i fenomeni; più probabilmente è il 160esimo o giù di lì – esempio di una serie e/o di un format televisivo inglese rifatto dagli americani. E le orecchie si drizzano subito. Perché sarà pur vero che non è sempre domenica e non è che tutti gli anni capitano dei capolavori come The Office o Veep; ma è altrettanto vero che molto spesso – House of Cards, Shameless, Queer As Folk, ma anche Chi vuol essere milionario?, Top Gear, MasterChef, Hell’s Kitchen – i remake americani di serie e format inglesi sono stati ottimi oggetti televisivi, memorabili pur non essendo clamorosi come The Office o Veep.

" data-credits=
Skins (2007)

Quindi, se ci dicono che Fox (la versione generalista che non è stata assorbita da Disney) ha scelto di mettere mano a una serie antologica creata nel 2010 dal più che veterano inglese Jimmy McGovern, non dico che la compriamo a scatola chiusa, ma quasi. Non la compriamo a scatola chiusa solo perché ogni tanto è anche lunedì mattina, il gatto ha la diarrea, il caffè è finito e hanno appena bussato alla porta: sono i testimoni di Geova. Il nostro cuore è stato già ferito in passato e ci stiamo ancora leccando le ferite cerebrali provocate dalla visione degli stupidi remake americani di Skins, di Utopia (contando anche che a un certo punto doveva farlo David Fincher e poi è saltato tutto), di Little Britain, e di Fawlty Towers (ci hanno provato addirittura due volte, una palla si chiama Amanda’s e l’altra si chiama Payne); ma anche, volendo andare più sull’oscuro, degli sciocchi rifacimenti di Coupling (opera del satrapo Steven Moffat), di The Fall and Rise of Reginald Perrin (una delle più amate sitcom inglesi anni ‘70) e di Red Dwarf (stessa storia di The Fall and Rise of Reginald Perrin ma con gli anni ‘80 al posto degli anni ‘70).

" data-credits=
Accused (2023)

Per affetto nei confronti di Michael Chiklis – ma anche per stima professionale nei confronti dello showrunner solidone Howard Gordon, già co-creatore di Homeland, sceneggiatore di 24 e produttore di Awake – ho guardato il pilota di Accused, che negli intenti di McGovern è una mini-rivoluzione nel linguaggio dei thriller procedurali da tv generalista – tutti i vari Law & Order, Criminal Minds, NCIS, CSI e Chicago P.D. del caso, per intenderci. Nell’antologia ideata dallo scaltro inglese e ripresa da Gordon, ogni puntata inizia con un accusato che si prepara al suo processo mentre noi spettatori rimaniamo nel limbo dell’ambiguità per quanto riguarda le sue imputazioni. Nel tempo necessario a salire i gradini del tribunale, viene ripercorsa la storia di come si sia arrivati al processo. Vediamo il crimine e vediamo la punizione. Nient’altro. Nessuna procedura, nessun discorso burocratico, niente poliziotti che indagano o dicono le parolacce perché sono frustrati per la scarsa collaborazione di un sospetto o camminano a grandi passi lungo i corridoi con i cappotti svolazzanti maledicendo quella volta che hanno deciso di smettere di fumare. Solo crimine e punizione: le due cose che, parola del buon vecchio Jimmy McGovern, contano più di tutte in qualsiasi dramma criminale.

" data-credits=
Accused

Ne consegue che lo spazio lasciato vuoto fra crimine e punizione – o potremmo dire fra delitto e castigo, ma solo se volessimo farci querelare dalla famiglia di Dostoevskij – diventa una lavagna bianca per disegnare come si deve le parabole dei personaggi, tentando di andare a squadernare argomenti topici. Un’ottima ricetta – protagonisti ben approfonditi, struttura antologica (quindi impegno relativo), attenzione e personalità nella scrittura e nella messa in scena – per attirare torme di grandi attori.

" data-credits=
Accused

Nelle due stagioni della versione inglese si alternavano Christopher Eccleston, Peter Capaldi, Andy Serkis, Naomie Harris, Olivia Colman, Sean Bean e Stephen Graham. Nel pilota americano di Accused, Michael Chiklis è un acclarato neurochirurgo con un figlio adolescente che soffre di disturbi psichiatrici e fatica a tenere sotto controllo la sua rabbia. Chiklis sospetta che il ragazzo stia architettando una strage o qualcosa di similmente orrendo e si fa titillare dal pensiero di ucciderlo con le sue stesse mani per porre fine al problema. È questo il motivo per cui l’uomo è a processo? No che non ve lo dico, che diamine. Ma posso dirvi che quando (e se) Accused arriverà in Italia, sarà la serie perfetta da indicare a quello strano zio a cui piacciono tantissimo sia Philippe Daverio sia CSI.

Autore

Nicola Cupperi

Scrive per FilmTv perché gliel'ha consigliato il dottore. Nel tempo libero fa la scenografia mobile. Il suo spirito guida è un orso grigio con le fattezze di Takeshi Kitano.