Poi dice che uno non deve inalberarsi quando sente certe castronerie. Lo sfogo è sempre uguale, amiche e amici, ed è rivolto un’altra volta a tutti e tutte quelli e quelle che “non si può più dire niente, mamma mia il politicamente corretto che piaga, si stava meglio quando nessuno ci prendeva a pesci in faccia se dicevamo frocio, negro, muso giallo, zì badrone, battuta generica su donna che prepara sandwich mentre uomo si gratta soddisfatto il sottopalla”. Siete ridicoli e siete ridicole. E stavolta mi viene da arrabbiarmi perché sembra un’evoluzione così ovvia: secondo voi, prima del cosiddetto politicamente corretto, sarebbero potute esistere (nel Regno Unito come altrove) serie come Three Little Birds o Black Cake? Racconti televisivi che vengono da e parlano di una cultura in minoranza trapiantata in un luogo che la rifiuta a priori per razzismo e ignoranza? Sono questioni un sacco retoriche. La risposta è no, in ogni caso: prima che la cultura occidentale, fondatrice e amministratrice delegata dell’intrattenimento mainstream globale, facesse appena appena pace con il proprio passato coloniale, non c’era speranza di vedere messe in scena storie del genere, se non come forma paternalistica di tokenismo fatta da bianchi e pensata per bianchi. Oggi invece si può fare, è possibile accedere con facilità a storie inedite, raccontate da punti vista interni e proprietari. Il risultato è che, per quanto riguarda l’intrattenimento e persino l’arricchimento culturale, ci guadagnano tutti. Tutti. Se non volete farne una questione di umanità perché il termine vi secca, fatene una questione di logica e cerchiamo tutti di riappacificarci con i rispettivi cervelli.

" data-credits=
Three Little Birds

Three Little Birds, serie prodotta da ITV e distribuita in patria a ottobre 2023, l’ha creata e sceneggiata Lenny Henry, comico, scrittore, presentatore tv, attore, cantante, filantropo, attivista e, più in generale, figura di grande spicco (sin dagli anni 80) nel mondo dello spettacolo inglese, nonché fra le poche persone di colore che sono riuscite a diventare celebri nonostante l’aria mefitica che si respirava ai tempi della Thatcher. A dargli una mano a rendere la sua serie una faccenda televisiva ancora più appagante c’è il totem gallese Russell T. Davies, responsabile della rinascita di Doctor Who e già creatore del cult Queer as Folk. Diciamo che già a livelli di credibilità seriale, Three Little Birds parte con un buon vantaggio – che non spreca nel corso di una puntata pilota cauta e classica, ma non per questo meno efficace.

" data-credits=
Three Little Birds

Il primo episodio si apre nel 1957, quando per andare dalla Giamaica alla casa base del Regno Unito – che comincerà a smettere di essere tale l’anno successivo, mentre la piena indipendenza giamaicana arriverà nel 1962 – ci volevano tre settimane a bordo di gigantesche bagnarole incrostate dalla resilienza organica dell’oceano. Tre migliori amiche del cuore salpano insieme per Londra. Una, nomen omen Hosanna, è una baciabanchi pia e devota, che sale le scalette in legno sbeccato che la portano sul ponte del trashatlantico mantenendo una stretta salda sulla Bibbia (quella datale in consegna dal babbo pastore) che tiene sottomano.

" data-credits=
Three Little Birds

Un’altra, Chantrelle, sembra la più esuberante della banda e dopo aver salito le scalette come fosse a una sfilata d’alta moda, durante la lunga traversata seduce come minimo un marinaio, ma non escludiamo altre attività extracurriculari; con questo viaggio Chantrelle sogna di sfondare nel mondo del cinema, ma nel frattempo si accontenta di essere la ragazza alla pari di una famiglia inglese. Famiglia inglese che quando Chantrelle finalmente arriva, in ritardo di dodici minuti dopo una traversata transoceanica di tre settimane, la fa gentilmente entrare dal retro perché fa brutto se i vicini vedono una persona marrone mettere piede in casa loro come se fosse una cristiana normale.

" data-credits=
Three Little Birds

La terza, Leah, è il punto di equilibrio tra le altre due e partecipa al viaggio perché vuole raggiungere il fratello, Aston, lavorare in fabbrica per un periodo e raccogliere più soldi possibili da spedire a casa sull’isola, quella giusta, in cui per la maggior parte dell’anno non si viene puniti da un clima ostile. Leah dice così, ma in realtà non è ancora pronta a parlare apertamente di quello che sanno tutti: il marito e padre dei suoi tre figli è un fallito, alcolizzato, scommettitore e violento che la picchia ogni volta che può per i motivi più futili.

" data-credits=
Three Little Birds

Leah da tempo progettava di scappare, e aveva risparmiato anche per i biglietti dei figli, ma il marito l’ha scoperta e si è bevuto i contanti non prima di aver messo in riga la moglie. Oltretutto, il motivo ufficiale della missione oltreoceano delle tre donne coraggio è di far conoscere di persona Hosanna e Aston, nella speranza che si dispiacciano abbastanza poco da poter procedere con una specie di matrimonio concordato. Che in realtà non è proprio proprio concordato. È più proposto. Qualcuno un giorno ha detto “Ho un fratello in Inghilterra che vorrebbe sposarsi una brava ragazza giamaicana” e Hosanna ha detto, pronti, ci penso io. Una cosa del genere. In realtà per convincere Hosanna le hanno fatto vedere una foto di quel manzo di Harry Belafonte.

" data-credits=
Three Little Birds

In Inghilterra, dal mezzo delle Midlands in cui vive, Aston ci prova con tutto se stesso a restare positivo, ma sono anni complicati nel rapporto fra inglesi e immigrati giamaicani. Strano, perché oggi è tutto risolto e il razzismo è stato del tutto sconfitto grazie all’unione tra buona volontà e taglio dei fondi all’istruzione pubblica, se non sbaglio. All’arrivo in Europa, però, il terzetto molto unito si sfalda in fretta. Hosanna, grazie al suo fanatismo moraleggiante che non teme alcun distacco dalla realtà, dall’alto della calma dei giusti tenta di far ragionare uno degli sbirri razzisti che hanno interrotto a suon di manganellate una festa giamaicana e per tutta risposta viene sbattuta al gabbio in compagnia della sua Bibbia.

" data-credits=
Three Little Birds

Chantrelle e Leah, dopo essersi sfogate e divertite tutta sera promettendosi però di tenere al sicuro la terza amica pesce fuor d’acqua, litigano malamente e vanno ognuna per la propria strada. Sembra già la fine di tutto, ma dovete sapere che in Giamaica le persone – specialmente le donne – le fanno molto più toste di così. Non si può essere troppo permalosi e troppo molli in un ambiente indigente dove è normale per un marito prendere a pugni nello stomaco una moglie se fa qualcosa che lo screzia. Bisogna essere fatti di roccia, o bisogna saper portare con eleganza, grazia e stile le proprie cicatrici. Leah, Hosanna e Chantrelle, ognuna a modo suo, sono fatte proprio così. E non è male passare qualche ora – seppur attraverso il pesante filtro del racconto televisivo – nei panni di qualcuno con un’esperienza così diversa dalla nostra.

Autore

Nicola Cupperi

Scrive per FilmTv perché gliel'ha consigliato il dottore. Nel tempo libero fa la scenografia mobile. Il suo spirito guida è un orso grigio con le fattezze di Takeshi Kitano.