The Bear è, innanzitutto, servizio pubblico. Ce l’abbiamo quasi tutti l’amicə che, siccome ha mangiato tre volte da Cracco e sa cos’è la curcuma, ha dedicato la sua prematura crisi di mezza età alla cucina; e dopo aver imparato a fare un uovo in camicia grazie ai tutorial di Gordon Ramsay ti invita una volta a settimana a cena a casa sua per prepararti le sue creazioni e farsi chiamare chef. Se ce l’hai anche tu quell’amicə lì e sei stufo di sentirti spiegare la differenza fra coriandolo e prezzemolo, mettilə davanti a The Bear – anche solo il pilota, ma poi la voglia di andare avanti viene da sola –, una serie fra commedia e dramma che già nei primi tre minuti riesce a fare un ritratto iperrealistico della vastità che separa i concetti di “chef” e “cuoco”, servendosi del prezioso aiuto di una regia e un montaggio serrati, oltre che di una fotografia funzionale, sgranata e desaturata.

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The Bear

The Bear è anche una di quelle serie che fanno quella cosa bella di mettersi un titolo che non è né didascalico né autoesplicativo. Anzi. Per comprenderlo – dopo l’accenno della scena onirica che apre il primo episodio – bisogna aspettare fino al finale di stagione. E sarà anche una cosa molto piccola, un dettaglio di scarso conto nel complesso di un giudizio da dare a una serie tv; ma dice anche molto su quanto i creatori di The Bear rispettino il loro pubblico: è un approccio degno di un grande chef, nella cui cucina non esistono principii ininfluenti o minori e tutti gli standard di qualità, dal più minuscolo al più lapalissiano, vanno rispettati con religioso rigore.

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The Bear


A proposito di creatori di The Bear: la serie è stata ideata, prodotta, scritta e diretta praticamente in solitaria da Christopher Storer, già dietro le quinte di un’altra ottima serie come Ramy. È un titolo FX (in esclusiva Hulu), lo stesso circuito distributivo che negli ultimi anni ha fatto circolare American Horror Stories, Y: The Last ManIn nome del cielo (in arrivo in Italia a fine agosto) e un’altra (di nuovo) grande bellezza come Reservation Dogs. Se tanto ci dà tanto, The Bear dovrebbe presto arrivare anche da noi, sugli schermi di Disney+. Non dovrebbero esserci troppi impedimenti all’orizzonte anche perché, ci teniamo a precisare, è vero che la serie è praticamente tutta ambientata nella cucina di un ristorante, e che i protagonisti sono quasi tutti italoamericani; ma possiamo garantire che nessuna pizza è stata maltrattata con dell’ananas nel corso delle riprese.

The Bear è la storia di un uomo dal nome malaccorto – Carmen, versione storpiata di Carmine a sua volta abbreviata nell’ancor più inaccettabile “Carmy” – che nella vita, fino al giorno prima dell’inizio della serie, faceva il giovane chef stellato nei ristoranti più sciccosi di New York e della California; e poi, dopo il suicidio del fratello maggiore – che si chiamava Micheal, e dimmi un po’ se Carmen non avrebbe dovuto farsi le paranoie su chi fosse il figlio preferito – decide di prendersi carico del di lui ristorante/bettola, un postaccio pieno di amore e infrazioni alle norme igienico-sanitarie, oberato dai debiti e da una gestione, diciamo così, rilassata.

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The Bear

Per rivoluzionare e migliorare il posto, Carmy dovrà scontrarsi con le polemiche del cugino Richard, un mezzo balordo burbero ma volenteroso, e con le aspettative della stagista Sydney, una giovane e preparata chef fresca di studi che vorrebbe risollevare il ristorante di quartiere per dare un po’ di speranza ai regaz del ghetto. The Bear è tutto quello che i fan dei programmi di cucina, dopo un decennio di fomento a forza di Masterchef e Hell’s Kitchen, attendevano con la bava alla bocca: una ricostruzione drammatica e super realistica della vita infernale a cui si condannano le persone che scelgono di lavorare in una cucina e nella gestione di un ristorante. Senza la cocaina, però.

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The Bear

Non è vero, a un certo punto spunta anche quella (altrimenti non sarebbe stato così realistico), e riesce a essere uno snodo narrativo trattato con la giusta attenzione, ma senza condiscendenza. Aggiungici che i personaggi – interpretati da fazze perfette, fra le quali spicca quella del protagonista Jeremy Allen White (Shameless) – sono un bell’accrocchio di scappati di casa per cui fare forte il tifo, gente fallata e fallita, ognuno con le proprie tarme in testa, ma tutti che vivono e lottano insieme per resuscitare un posto brutto e sporco come loro, ma che come loro resiste per migliorare a poco a poco e restituire qualcosa di buono al mondo.

Autore

Nicola Cupperi

Scrive per FilmTv perché gliel'ha consigliato il dottore. Nel tempo libero fa la scenografia mobile. Il suo spirito guida è un orso grigio con le fattezze di Takeshi Kitano.

La serie tv

locandina The Bear

The Bear

Commedia - USA 2022 - durata 31’

Titolo originale: The Bear

Creato da: Christopher Storer

Con Jeremy Allen White, Christopher Storer, Jon Bernthal, Corey Hendrix, Christopher Kahler, Ebon Moss-Bachrach