Comincia con il suono di una sveglia Adozione (Örökbefogadás) di Márta Mészáros, Orso d’oro a Berlino nel 1975 e film capitale della cinematografia ungherese. Nel buio, un trillo e, soprattutto, il ticchettare di un orologio che ricordano la sequenza di un film di un altro regista dell’Est Europa di esattamente dieci anni prima, una pellicola sempre incentrata sulle ossessioni (qui desideri) di una donna, sul suo rapporto con gli uomini e, casualità vuole, sempre fotografato in un bianco e nero malinconico.

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Repulsione

Con Repulsione (Repulsion) Roman Polanski metteva in luce gli incubi di una giovane ragazza (Carol) terrorizzata dagli uomini e disgustata dal corpo maschile al punto di commettere diversi omicidi. Nella pellicola con Catherine Deneuve il ticchettare dell’orologio commentava una delle più violente scene di stupro mai girate, mentre qui, quasi ne fosse un’antifrasi, il suono delle lancette sembra scandire un tempo tiranno nei confronti del desiderio di vita della protagonista (Kata, splendidamente interpretata da Katalin Berek), quarantaduenne, speranzosa di diventare madre a breve.

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Adozione

Kata, però, è una donna nubile, di professione falegname, arenata all’interno di una relazione illegale e frustrante con Jaska, un uomo sposato e giù padre di due bambini, dal quale vorrebbe ardentemente un figlio, nonostante questi continui a delegittimare il loro rapporto e si rifiuti di lasciare la moglie. A lottare contro il desiderio di maternità di Kata non vi è solamente il suo stato relazionale (l’uomo si rifiuta categoricamente di generare un altro figlio) ma anche la condizione di precarietà lavorativa in cui la donna versa oltre che dei modelli genitoriali-sociali castranti, specchio di una società normativa sui rapporti amorosi e sospettosa verso l’erotismo.

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Adozione

Questi stessi genitori la conducono però a compiere un incontro che le cambierà la vita: quando Anna, una ragazza in cerca di un posto in cui consumare l’amore col suo fidanzato lontana dallo sguardo opprimente del padre e della madre, si presenta alla sua porta chiedendole di poter usufruire della seconda stanza dell’appartamento in cui vive, Kata accetta, dando il via a un rapporto madre-figlia, un incontro tra due desideri da cui scaturisce una tensione quasi erotica che la porterà persino a scontrarsi con la madre naturale in difesa delle scelte e dei diritti della ragazza.

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Adozione

Kata inizia così a sviluppare le classiche preoccupazioni materne nei confronti della figlioccia e una tensione alla cura che, grazie a questo rapporto, riuscirà a riversare anche su se stessa: con Anna, infatti, si istituisce un rapporto dialettico, uno scambio reciproco, in cui la giovane sarà in grado di consigliarla sulla sua stessa vita relazionale e sulla realtà del suo rapporto amoroso con un uomo che ama ma che gestisce il tempo di entrambi a suo piacimento. Il legame tra le due donne risveglia così in Kata un sentimento di accudimento slegato dal rapporto biologico, un bisogno di amare a prescindere dalla maternità naturale che la porterà a compiere una scelta definitiva.

Adozione di Márta Mészáros è disponibile in streaming gratuito su Arte.tv fino al 31/10/2023.

Autore

Pietro Lafiandra

La prima epifania cinematografica la ebbe a quattro anni con Pomi d’ottone e manici di scopa. La seconda in adolescenza con Cosmopolis. Ora, in età adulta, prova a trovare un’improbabile sintesi tra questi due lati di sé muovendosi faticosamente tra un dottorato in visual studies, deepfake, cinema horror, film d’animazione per bambini e musica elettronica. I componenti della sua band, Limonov, dicono che è colpa dell’ascolto compulsivo dei Radiohead. Gli amici che è colpa del suo segno zodiacale, i gemelli. I dottori della schizofrenia. Lui pensa sia più cool dire che è un intellettuale post-moderno. Ai posteri l’ardua sentenza.

Il film

locandina Adoption

Adoption

Drammatico - Ungheria 1975 - durata 89’

Titolo originale: Örökbefogadás

Regia: Márta Mészáros

Con Katalin Berek, Gyöngyvér Vigh, Péter Fried, Laszlo Szabo, István Szõke, Flóra Kádár