Luca è un regista in difficoltà: divorziato da tempo e costretto a tornare a vivere a Codigoro, tra le valli di Comacchio e l’Adriatico nella casa che fu dei genitori, si tiene occupato organizzando un laboratorio di cinema nel carcere locale, in attesa che il suo prossimo documentario venga finanziato. Una banca in cerca di una bella figura che non si merita – nel frattempo probabilmente scaricando una manciata di tasse – offre all’istituto penitenziario una donazione destinata a un progetto che coinvolga direttamente i detenuti.

Peppino Mazzotta
Peppino Mazzotta

Il direttore del carcere dà a Luca la possibilità di inventarsi qualcosa e lui, da buon (disoccupato) cineasta – d’altronde è lui stesso a dirlo: «faccio solo il mio lavoro» – propone ai suoi allievi di realizzare per ognuno di loro un film in cui metteranno in scena, in prima persona, le storie che li hanno portati in prigione. I carcerati, sotto la regia di Luca, costruiranno i loro set, opereranno come una troupe e come un cast e avranno la possibilità di raccontare la loro vicenda mettendo in gioco la propria sensibilità. La sorte decide che la prima storia a essere trasformata in film sarà quella di Beppe, ultimo arrivato che fatica a socializzare con gli altri detenuti dell’ala e che non ha ancora fatto del tutto i conti non solo con l’evento che l’ha portato in carcere, ma anche e soprattutto con le conseguenze umane che il suo atto ha provocato.

Andrea Papini, Denise Tantucci
Andrea Papini, Denise Tantucci

La speranza è che questa sinossi, leggermente più approfondita del solito, riesca a trasmettere la grazia che il regista esordiente – ma esperto uomo di produzione e veterano dei set cinematografici e televisivi – Andrea Papini è riuscito a infondere nel suo film, fatalità così profondamente attuale. L’equilibrismo riuscito è doppio: da una parte, I nostri ieri riesce a essere cinema di impegno civile senza rinunciare alle potenzialità di intrattenimento della narrazione cinematografica – anzi, sfruttandole con intelligenza e senza lasciarsi trascinare nella lotta nel fango della retorica spiccia; dall’altra è in grado di raccontare la figura di un carcerato tenendosi distante sia dagli estremi giustizialisti, sia da quelli condiscendenti e pietistici.

Francesco Di Leva, Maria Roveran
Francesco Di Leva, Maria Roveran

Beppe è un uomo che ha fatto un errore madornale per il quale sta scontando una pena, giudiziaria e umana. Non è una scimmietta che si esibisce per soddisfare la nostra pietà e la nostra curiosità, non è un poverino e non è nemmeno un mostro. La mise en abyme del suo crimine, per la prima volta raccontato come lo ricorda lui e non come è stato formalizzato negli atti del processo, non lo giustifica né lo salva, non provoca comprensione e non cerca giustificazione. Ma fa il valido tentativo di titillare il superpotere dell’empatia, fors’anche nelle persone che berciano per un ritorno, nelle carceri italiani, a strumenti incostituzionali come la tortura o la pena di morte. Usare le nostre emozioni per colmare i vuoti e non per innalzare ulteriori muri: se ci ha provato Lara – personaggio tangente alla narrazione principale, ma chiave del meccanismo umano al centro della storia – forse abbiamo il dovere di provarci anche noi.

Autore

Nicola Cupperi

Scrive per FilmTv perché gliel'ha consigliato il dottore. Nel tempo libero fa la scenografia mobile. Il suo spirito guida è un orso grigio con le fattezze di Takeshi Kitano.

Il film

locandina I nostri ieri

I nostri ieri

Drammatico - Italia 2022 - durata 119’

Regia: Andrea Papini

Con Peppino Mazzotta, Daphne Scoccia, Francesco Di Leva, Maria Roveran, Thierry Toscan, Teresa Saponangelo

Al cinema: Uscita in Italia il 09/02/2023