I fratelli Sisters

  • The Sisters Brothers

  • USA, Francia, Romania, Spagna,
  • Genere: Western
  • durata 121'
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Regia di Jacques Audiard

Con Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Rutger Hauer, Carol Kane, Rebecca Root, Allison Tolman, Creed Bratton... Vedi cast completo

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Trama

A metà Ottocento, Hermann Kermit Warm viene inseguito per mille miglia, attraverso il deserto dell'Oregon fino a San Francisco, dai famigerati assassini Eli e Charlie Sisters, incaricati dal violento Commodore di farlo fuori. Durante il tragitto, però, Eli vive una crisi personale e comincia a dubitare delle scelte fatte, mandando all'aria tutti i piani.

Approfondimento

I FRATELLI SISTERS: UN WESTERN MODERNO

Diretto da Jacques Audiard e sceneggiato dallo stesso con Thomas Bigedain a partire dal romanzo Arrivano i Sisters di Patrick De Witt, I fratelli Sisters racconta la storia di Charlie ed Elie Sisters, due fratelli che, vivendo nel selvaggio e ostile west, hanno le mani sporche di sangue, sia di criminali sia di innocenti. I due non hanno voglia di uccidere: è semplicemente il loro lavoro. Charlie, il minore dei due, sembra nato per portare a termine i compiti a lui assegnati. Elie, invece, sogna un'esistenza normale. I due vengono assunti dal Commodore per cercare e uccidere un uomo. Dall'Oregon alla California, ha inizio allora una caccia implacabile che pian piano si trasformerà in processo iniziatico che metterà alla prova il folle legame che li unisce e la loro stessa umanità.

 

Con la direzione della fotografia di Benoit Debie, le scenografie di Michel Barthelemy, i costumi di Milena Canonero e le musiche di Alexandre DesplatI fratelli Sisters rappresenta l'esordio in lingua inglese del regista Jacques Audiard, che così ha raccontato il progetto presentato in concorso al Festival di Venezia 2018: "L'idea di adattare il romanzo di De Witt non è mia. Viene dall'attore John C. Reilly e da sua moglie, la produttrice Alison Dickey. Ci siamo incontrati nel 2012 al Festival di Toronto, dove presentavo Un sapore di ruggine e ossa. Mi hanno chiesto di leggere il romanzo, di cui avevano già acquisito i diritti. L'ho letto e mi ha entusiasmato. All'epoca, non me ne sono reso conto ma è stata la prima volta che mi è stato chiesto di mettere in scena un argomento non scelto da me ma che mi piaceva. Fino a quel momento, avevo sempre lavorato sulle mie idee. Confesso anche che, se avessi scoperto da solo il romanzo, non avrei mai avuto il coraggio di cimentarmi in un western di mia iniziativa. Mentre preparavo la sceneggiatura, ho lavorato alla realizzazione di Dheepan - Una nuova vita: ecco perché, quando si è aperto il set, mi è sembrato tutto piuttosto esotico.

 

Mai avrei immaginato di dover dirigere un western. Il genere in sé non mi ha mai entusiasmato. I titoli che mi hanno sempre interessato sono quelli che ne raccontano il "declino": penso ad esempio ai film di Arthur Penn, a Piccolo grande uomoMissouri. Tra i classici del genere sono attratto dai titoli che contengono al loro interno la critica a qualche cosa: Un dollaro d'onoreL'uomo che uccise Liberty ValanceIl grande sentiero. Da un punto di vista narrativo, il western è molto lineare, senza suspense, epico. Io amo invece le storie più tese e con sceneggiature ad effetto.  I fratelli Sisters mi ha attirato perché presenta al suo interno dei temi a me familiari come quelli della filiazione e della fraternità, mischiati a tematiche tipiche del genere: l'eredità della violenza degli antenati e come controllarla. Non siamo molto lontani da L'uomo che uccise Liberty Valance, che racconta né più né meno l'arrivo della democrazia. Come si sposerà la democrazia con la violenza? Come questa può calmarsi o cessare? In  I fratelli Sisters, tutto ciò trova ragionamenti e risposte nelle conversazioni tra i due fratelli protagonisti.

 

Dal mio punto di vista,  I fratelli Sisters è un western pre-Freud. Ci sono due fratelli che parlano, parlano, parlano, e finiscono per dire cose che non hanno mai detto. Normalmente ciò dovrebbe avvenire in un salotto e non a cavallo. I fratelli Sisters sono chiacchieroni impenitenti ma anche spietati assassini e questo mix li rende interessanti. Ci è piaciuta l'idea di portare la storia verso una sorta di racconto macabro: due bambini persi nella foresta che avanzano verso qualcosa.

 

Ai due fratelli abbiamo opposto i personaggi di Warm e Morris, l'idealista e il dandy. Esistevano già nel romanzo ed erano delle figure divertenti. In contrasto ai due fratelli, alla loro follia e alla loro brutalità, rappresentano il mondo moderno e sono portatori di un'utopia. Le idee dell'idealista Warm finiranno per sedurre i due fratelli e, in particolare, Elie, portando a un punto di svolta inatteso, a un orizzonte morale diverso verso cui dirigersi. La figura di Warm ha il suo riscontro storico in quelle dei sansimoniani che, nel XIX secolo, attraversarono gli Stati Uniti diffondendo il loro presocialismo europeo.

 

Nei western moderni si possono distinguere, per semplicità, due diverse tendenze. Da un lato, c'è quella neoclassica con titoli come AppaloosaTerra di confine - Open Range che cercano di riportare in auge la mitologia del West, con una certa reverenza nei confronti degli archetipi del genere; dall'altro lato c'è invece chi ricorre all'approccio messo in atto da Tarantino usando l'ironia, l'ultraviolenza e l'applicazione dei codici di violenza del cinema contemporaneo sul western. Io ho cercato una terza via: il western "calmato"."

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Il cast

A dirigere  I fratelli Sisters è Jacques Audiard, regista, sceneggiatore e montatore francese. Nato a Parigi nel 1952, Audiard è figlio del realizzatore francese Michel Audiard ed era destinato a divenire professore se durante i suoi studi in Letteratura non avesse scoperto la passione per il cinema, abbandonando… Vedi tutto

Commenti (7) vedi tutti

  • I fratelli Sisters, che pure contiene in sé l’amore per una donna che non vedremo mai, è soprattutto un meraviglioso racconto di fratellanza con il quale il regista prova a inseguire un sentimento di solidarietà alla ricerca di giorni migliori che (forse) non arriveranno mai.

    leggi la recensione completa di spopola
  • Audiard gira con grazia un film personalissimo, un western degenere che si distanzia fortemente da Sergio Leone per rimanere completamente francese e originale.

    commento di jacknance
  • “…vanno combattuti tutti coloro che campano alle spalle del proletariato senza svolgere alcuna attività”. Si rende necessaria la solidarietà fra le classi produttive “…dei collaboratori e dei soci, dal più semplice manovale al più ricco industriale, all’ingegnere più illuminato” (Henry de Saint Simon).

    leggi la recensione completa di laulilla
  • un guazzabuglio confuso e decisamente noioso. lo sviluppo psicologico dei personaggi è completamente scentrato e anche la trama lascia molto a desiderare.

    commento di antimes
  • Western brautigan-picaresco, pre-steampunk e fanta-storico, memore della lezione altmaniana, innervato da un doppio inconsapevolmente freudiano ante litteram stream of consciousness e sfociante in uno struggente finale ambientato in una ideale sequela di odisseiche stanze kubrickiane in cui i ritrovatisi personaggi superstiti si osservano vivere.

    leggi la recensione completa di mck
  • E' un western atipico che guarda ai sentimenti,alla fratellanza e alla famiglia,dopo tutto quello che in un film western ci si aspetta tra polvere da sparo e violenza gratuita, c'è una morale ben definita sull'avidità dell'uomo che non è mai passata,su come alla fine la solidarietà e l'amore vince su ogni male

    leggi la recensione completa di Infinity94
  • bello questo sguardo europeo (sarebbe meglio dire, francese) sul western classico versione anti-eroica, come si conviene da tempo ormai. anche l'apporto di un altro francese, il compositore Alexandre Desplat, aiuta il tutto a mantenere quel fascino avventuroso e introspettivo allo stesso tempo.

    commento di giovenosta
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

spopola di spopola
8 stelle

  Ho letto il libro di Patrick Dewitt poco prima che fosse pubblicato grazie ad Alison Dickey, la moglie di John C. Reilly, e mi ha subito entusiasmato. Forse se avessi trovato questo volume in una libreria di Parigi non mi sarebbe mai venuto in mente di trasformarlo in un film, ma siccome questa proposta mi veniva da amici americani mi sembrava giusto esplorare la possibilità di… leggi tutto

14 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

negro di negro
6 stelle

Devo dire che mi aspettavo di peggio dopo aver letto il romanzo da cui è tratta, sicuramente non memorabile. Il film lo rispetta e, discostandosi dalla tensione tipica del genere, riesce a regalare momenti di umanità. Un film molto delicato a cui siamo poco abituati. Bravi gli attori mentre le ambientazioni risultano abbastanza scialbe. leggi tutto

1 recensioni sufficienti

2019
2019
Nel mese di luglio questo film ha ricevuto 5 voti
vedi tutti

Recensione

GoonieAle di GoonieAle
8 stelle

Il western è morto? Si, ma anche no. Se la produzione del genere non è più come un tempo, se ogni strada è stata "cavalcata", ci si accorge che le vie del western sono infinite anche se qui, il regista Jacques Audiard, ci mostra i confini, la circostrizione, in una delle sequenze più belle del film. Oltre, non si va. Dopo aver ucciso il padre, aver perso…

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Recensione
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Nel mese di giugno questo film ha ricevuto 4 voti
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Nel mese di maggio questo film ha ricevuto 37 voti
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negro di negro
6 stelle

Devo dire che mi aspettavo di peggio dopo aver letto il romanzo da cui è tratta, sicuramente non memorabile. Il film lo rispetta e, discostandosi dalla tensione tipica del genere, riesce a regalare momenti di umanità. Un film molto delicato a cui siamo poco abituati. Bravi gli attori mentre le ambientazioni risultano abbastanza scialbe.

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Utile per 2 utenti

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diomede917 di diomede917
8 stelle

Il cinema di Jacques Audiard è un cinema maschio, quasi primitivo, uno sguardo della società attuale attraverso i nostri istinti bestiali. E non si ritrae da questo percorso neanche il suo esordio in lingua inglese The Sisters Brothers (già un ossimoro fin dal titolo), un western classico e anomalo, americano ma con una visione autoriale europea. I Fratelli Sisters…

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Utile per 3 utenti

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spopola di spopola
8 stelle

  Ho letto il libro di Patrick Dewitt poco prima che fosse pubblicato grazie ad Alison Dickey, la moglie di John C. Reilly, e mi ha subito entusiasmato. Forse se avessi trovato questo volume in una libreria di Parigi non mi sarebbe mai venuto in mente di trasformarlo in un film, ma siccome questa proposta mi veniva da amici americani mi sembrava giusto esplorare la possibilità di…

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laulilla di laulilla
8 stelle

Oregon 1851 Due fratelli, Eli e Charlie Sister (rispettivamente John C. Reilly e Joaquin Phoenix), cacciatori di taglie, lavorano al soldo di un potentissimo ma misterioso signore locale, il “Commodoro”, per catturare e uccidere Hermann Kermit Warm (Riz Ahmed), geniale chimico di provenienza medio-orientale e anche seguace delle teorizzazioni saintsimoniane,…

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Recensione

champagne1 di champagne1
7 stelle

Due fratelli, bounty-killer al soldo del "Commodoro", cercano e uccidono chi si para davanti al boss. Non per avidità né per senso di giustizia: solo perché non sanno fare altro. Ma l'ultimo viaggio alla ricerca di un damerino, una sorta di chimico/filosofo che ha in mente di dare vita alla società perfetta, anarchica e solidale, li porterà davanti a un…

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Recensione

obyone di obyone
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    Venezia 75. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. È palese, fin dal titolo originale, che questo stravagante oggetto filmico, vincitore del Leone per la miglior regia a Venezia 75, è qualcosa di assai singolare, qualcosa che esula dal genere a cui dovrebbe, per natura, appartenere, contaminato, com'è, da sferzante ironia e venature da Black…

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Uscito nelle sale italiane il 29 aprile 2019

Recensione

Infinity94 di Infinity94
8 stelle

Leone d'argento alla regia per Jacques Audiard al Festival di Venezia 2018 per questa pellicola in cui sono protagonisti due fratelli di cognome Sisters, caratterialmente opposti ma entrambi dimostrano grandi abilità come pistoleri tant'è che vengono reclutati da il Comandante di trovare una "magica" formula in grado di far vedere nelle profondità dell'acqua le pepite…

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Recensione
Utile per 2 utenti
Nel mese di febbraio questo film ha ricevuto 5 voti
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