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Un sapore di ruggine e ossa

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Regia di Jacques Audiard

Con Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Bouli Lanners, Céline Sallette, Corinne Masiero, Alex Martin, Tibo Vandenborre Vedi cast completo

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Trama

Ali ha 25 anni, è grande e grosso, non ha un soldo e con il figlio di 5 anni, che era sinora vissuto con la madre, attraversa la Francia per arrivare in Costa Azzurra, dove vive la sorella, Anna, cassiera in un supermercato. Per guadagnare qualche soldo, comincia a lavorare come buttafuori in una discoteca dove una sera conosce Stephanie, la bella e piuttosto sprezzante addestratrice di orche del parco acquatico di Antibes. Poco dopo una tragedia sconvolge la vita di Stephanie, facendole perdere l'uso delle gambe. Ma Ali non se ne cura e per Stephanie il rapporto con quel gigante allo stesso tempo servizievole e anaffettivo diventa inaspettatamente il gancio che le serve per restare attaccata alla vita, che dopo il trauma le sembra invivibile. 

Approfondimento

TERZO ADATTAMENTO LETTERARIO PER AUDIARD

Quando il regista Jacques Audiard e lo sceneggiatore Thomas Bidegain hanno deciso di lavorare al loro nuovo film, la scelta è ricaduta sulla raccolta di racconti Ruggine e ossa dello scrittore Craig Davidson. Per Audiard si è trattato di lavorare per la terza volta, su sei film realizzati in carriera, a un adattamento di un'opera letteraria, dopo aver portato sullo schermo Triangle di Teri White in Regarde les hommes tomber e Un héros très discret di Jean-François Deniau nell'omonimo film (Un héros très discret). Ruggine e ossa di Davidson ha colpito il regista poiché presenta al suo interno la descrizione di un mondo moderno vacillante, in cui gli Stati Uniti sono rappresentati come un universo razionale e gli esseri umani sono in lotta per trovarvi un proprio posto e smarcarsi dal destino, amplificato da drammi o incidenti, a loro riservato.

UN MELODRAMMA ESPRESSIONISTA

Ali e Stephanie, i protagonisti del film, non appartengono però ai personaggi della raccolta di Davidson: la loro storia prende semmai spunto da essa per la forza e la brutalità del contesto della narrazione, che da dramma viene sublimata in melodramma attraverso una scelta che Audiard stesso definisce visivamente "espressionista". La realtà circostante, descritta con un'estetica di contrasti brutali e violenti, dal regista viene resa combinando un forte realismo a un'oscurità da trincea. Così facendo, in Un sapore di ruggine e ossa si riflette un mondo violento e sull'orlo del disastro economico, in cui i due protagonisti vivono la loro quotidiana guerra per la sopravvivenza della loro storia d'amore e per uscire dalla loro disperata situazione.

PICCOLE BUGIE DA SET

Un curioso aneddoto lega la protagonista Marion Cotillard, premio Oscar per La vie en rose, alla realizzazione del film. Nonostante in Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno la Cotillard avesse un piccolo ruolo, la produzione del blockbuster di Nolan aveva vietato per contratto a tutti gli attori del cast di assumere altri impegni in contemporanea con le riprese. Per interpretare il film di Audiard, l'attrice ha mentito sulla data delle riprese e la stessa produzione francese ha dovuto avviare il tournage in gran segreto.

Note

È straordinario come Audiard sappia fare uso delle pure sembianze fisiche della violenza e dell’amore per raccontare che in un mondo senza futuro, senza economia, senza protezione, l’unica certezza sia la capacità di usare il proprio corpo e i propri sentimenti senza guardare in faccia nessuno. Il profeta – uno dei film più belli degli ultimi anni – era un romanzo di formazione annidato in un prodigioso film carcerario, Un sapore di ruggine e ossa è una favola naturalista che, come quello, ha il coraggio di persuaderti di ciò che nessuno osa neanche più sospettare: chiunque ha il diritto di cambiare il proprio destino. Prossimità tattili, epidermidi sfocate e incandescenti, inquadrature e montaggio che non defibrillano un occhio prensile e reattivo come il suo protagonista, che svirgola sul mondo come una goccia su una roccia (chi è capace di filmare un’orca che strappa gli arti di un individuo in modo così minaccioso ed ellittico?), protesi e percosse, periferie e tangenziali, spiagge e cortili, acqua e sangue: un cinema che lavora a mani nude, con le nocche scheggiate, sulla sensualità e il dolore, senza preavviso, perché questa, forse, è l’unica vera forma della vita, l’unica misteriosa chance della bellezza.

Commenti (9) vedi tutti

  • Bella costruzione narrativa, ricca di dense corrispondenze metaforiche, presenti fin dalla prima scena

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Alla base di tutti i contrasti presenti nel film, c'è la provocazione del regista: "Siete così sicuri che la brutale superficialità porti solo danni? In alcuni casi, è l'unica via per lenire la solitudine". Voto: 7-

    leggi la recensione completa di andenko
  • La Storia fa pensare,Gli Attori non sono male ma il Film non mi ha del tutto convinto.voto.4.

    commento di chribio1
  • E’ un’opera di rara potenza e tenuta che conferma la grandezza registica di Audiard. Forse non raggiunge la tragica intensità di Un prophète ma comunque ci si avvicina molto nel suo essere a sua volta un trattato psicologico delicato e violento come il suo protagonista che è istintualmente brutale, ma all’occorrenza anche accogliente e tenero.

    leggi la recensione completa di spopola
  • Prospero nello sviluppo psicologico dei caratteri, vibrante e imprevedibile nella narrazione, un po' acquiescente nell'epilogo, "De Rouille et d'Os" comunque si fa apprezzare, in quanto elargisce i suoi drammi senza scadere nella retorica.

    commento di Stefano L
  • 7,5 Molto bello. Intenso, piacevole. Come gran parte di molti film dell'ultimo decennio c'è quasi un'ostentata ricerca del disagio. Comunque il risultato è molto valido

    commento di GanaJuza
  • Voto al Film : 6

    commento di ripley77
  • Il film ha una trama caratteristica ma credo che sia 6 il voto che merita. La sceneggiatura "cade" in certi punti ma il film rimane guardabile e rimane uno dei migliori del 2012 (ovviamente).

    commento di Giugi98
  • Il melodramma secondo Audiard. Dopo "Un Prophete" ora sappiamo che la prigione, a volte, è la vita stessa. Un film potente, fatto di corpi e menti lacerate dalla sofferenza. Da non mancare, se si ha uno stomaco forte. Voto: 8,5

    commento di BobtheHeat
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

spopola di spopola
8 stelle

Ispirato ai racconti di Craig Davidson, scrittore canadese di appena 27 anni, De rouille et d’os, l’ultima fatica registica di Jacques Audiard, ne riproduce magistralmente il senso, l’ambiente, il degrado, la sofferenza e la determinazione furente, ci trasmette con una messa in scena epidermicamente tattile, tutti i colori, gli odori ed i sapori di un mondo (quello evocato dallo scrittore)… leggi tutto

32 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

lorenzodg di lorenzodg
6 stelle

“Un sapore di ruggine e ossa” (De rouille et d'os, 2012) è il sesto lungometraggio del regista parigino Jacques Audiard.    Senza mascheramento alcuno e con idiomi solari di scarto alla macchina da presa, il film appare disponibile al rigetto e sacrario nel gioco distante di due corpi. I confini tra chi orienta l’inquadratura e i contrappunti di una messa in scena scarna ma non troppo e… leggi tutto

14 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle negative

kubritch di kubritch
2 stelle

Non vi fate ingannare dal finto realismo. Troppi sensazionalismi attaccati con lo sputo in un melodrammone. Come mai l'orca non se l'è mangiata intera resta un mistero. Per quasi tutto il film mi sono arrovellato sul fulcro narrativo del film senza trovare risposta. Elogio del buzzurro? Buzzurro è vita? Per reazione m'immagino che la vita dello scrittore fosse di una monotonia e di… leggi tutto

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laulilla di laulilla
8 stelle

  Jacques Audiard ci introduce nel pieno della vicenda senza che nulla conosciamo della storia dei due protagonisti, il passato dei quali ignoriamo- Sappiamo però che lui, Alì, (Matthias Schoenaerts) è padre di un bellissimo bambino di cinque anni, del quale non si è mai troppo curato, e che lei, Stephanie (Marion Cotillard)…

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Recensione

andenko di andenko
7 stelle

ATTENZIONE!!! Recensione vietata ai minori di anni 18 e ai cuori troppo sensibili! Poiché non sono in grado di analizzare i parallelismi con "Il profeta", precedente pellicola del regista Audiard che purtroppo non ho visto, mi contenterò di ispirarmi a un altro "Profeta", un tale così soprannominato perché dispensava perle di saggezza nelle bettole di paese che…

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Strano incontro fra un agente di sicurezza privato e un’addestratrice di orche marine che ha perso le gambe in un incidente in piscina. Audiard ricalca lo schema di Sulle mie labbra: fra un omaccione rude e una donna inasprita dalla propria menomazione nasce una complicità che all’inizio non include il sesso ma che rende entrambi più forti; del resto c’era…

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2016
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Recensione

clodine di clodine
6 stelle

Ho trovato questo film sicuramente d'impatto, forte.. forte nel rappresentare il rapporto tra Alì ed il piccolo figlio, forte nel rappresentare il disagio di Stèphanie e più in generale la situazione di inadeguatezza e solitudine che accomuna i due protagonisti della pellicola. Premetto che si tratta del primo film di Audiard che ho l'occasione di vedere..…

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