Sono passati dieci anni da La notte dei morti viventi (1968). Un’altra era. Un’altra (nostra) età. Boom! Cambio epoca, cambio scena, cambio colore. Moquette bordò sporco. Non è un pavimento. È la parete insonorizzata di una cabina di regia televisiva, c’è il mixer. Breve zoom all’indietro (non credo sia un movimento di macchina, è troppo meccanico). Raggomitolata in un angolo, Fran sonnecchia, ma non è serena, si lamenta, ha un incubo. Si risveglia prima che la risveglino. «Shit really hit the fan», le dicono. C’è il caos, dentro lo studio tv, ma è chiaro che il caos sia anche fuori.

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Zombi: scena

Mentre va in onda un confronto-dibattito tra il conduttore e il suo ospite, i tecnici, i registi, gli assistenti, tutti cercano di fare i conti con la merda che stavolta è venuta a galla per davvero. I morti sono già tornati in vita. Lo scopo è cibarsi. L’ospite del talk show, informato dei fatti, insiste che è necessario recidere il cervello dal resto del corpo. Il conduttore è allibito. E incazzato. Stephen, il fidanzato di Fran, giunge sul posto: vediamoci sul tetto, ce ne andiamo. Fran esita. Un suo giovane collega la esorta ad andare, non c’è più niente da fare: «Our responsibility is finished». Che significa, per esteso: nessuna notizia può essere più utile, nessun dato, nessuna informazione, è tutto finito, siamo finiti.

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Zombi: scena

Stacco. La notte, uno spicchio di luna. Le forze dell’ordine circondano un edificio. Alcuni agenti irrompono. Spari. Fumo lacrimogeno. Zombi. Nello scantinato, Roger e Peter, della SWAT, incontrano un prete: «When the dead walk, señores, we must stop the killing... or lose the war». Tra le ragnatele e i panni stesi ad asciugare, molti cadaveri, avvolti in sudari, si stanno rianimando: Roger e Peter li giustiziano - ancora - con un colpo alla testa. (Giustizia?) Sul tetto l’elicottero è pronto a decollare. Via dalla pazza folla. Atterrerà su un altro tetto, quello di un centro commerciale. Ed è lì, tra le vetrine e le corsie e le scale mobili, che si farà la storia del film. E la Storia dell’horror.

Romero inizia Zombi così, che sembra già a metà. Che voglia intendere che è La notte dei morti viventi la sua prima parte? Stando all’incipit del terzo capitolo della saga, Il giorno degli Zombi, un altro incubo, un altro brusco risveglio, un’altra determinazione temporale in medias res, direi che si tratta al contrario di una dichiarazione d’intenti autoriale. Perché non c’è più tempo per niente, our responsibility is finished. Bando agli abbellimenti, alla cornice, al galateo cinematografico di un titolo e di un antefatto: Zombi comincia che è già tutto concluso. Per il genere a cui il film appartiene è quasi uno schiaffo. E per il 1978, quando la New Hollywood è già terminata, quando il nuovo blockbuster hollywoodiano è già nato, quando Reagan sta per essere eletto alla Casa Bianca e quando il cinema statunitense sta per subire un drastico giro di boa, è un gesto politico che equivale a un atto terroristico. Boom!

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Zombi: scena

Zombi si svolge quasi interamente in uno shopping mall, ossia uno dei simboli-cardine degli anni Ottanta americani e del loro cinema. Romero guarda avanti, prevede, anticipa. È già l’alba. Dawn of the Dead, il titolo originale. Altro che aurora, però: questa è un’alba che ha i suoni e i colori smorti dell’apocalisse in terra. Si dice che quando non ci sarà più posto all’Inferno, i morti cammineranno qui da noi. Dunque nessuna soluzione di continuità: Inferno e Terra sono la stessa cosa. Incominciare quando è già finished, nell’anno di Il cacciatore, Halloween. La notte delle stregheTerrore dallo spazio profondo e Un mercoledì da leoni, significa sapere benissimo di avere già perso. Come è spazzata via la nostra responsabilità, così è perduta l’innocenza, la civiltà, l’umanità. Impossibile tornare indietro. Impossibile rimettere ordine in quello studio televisivo, tra quelle telecamere, davanti ai microfoni, live. Impossibile, infine, crederci ancora. A chi? A cosa? Chiedetelo ai morti. Vediamo un po’ cosa rispondono. Nel frattempo, ammesso che si possa trovare anche soltanto un minuto, illudiamoci che Dio ascolti, veda e provveda. E fantastichiamo sulla sua, di responsabilità.

Autore

Pier Maria Bocchi

Pier Maria Bocchi guarda cinema da quando aveva 5 anni. E forse anche prima.

La saga dei morti viventi

locandina La notte dei morti viventi

La notte dei morti viventi

Horror - USA 1968 - durata 93’

Titolo originale: The Night of the Living Dead

Regia: George A. Romero

Con Duane Jones, Judith O'Dea, Russell Streiner, Karl Hardman, Judith Riley

in streaming: su Vvvvid Prime Video

locandina Zombi

Zombi

Horror - USA 1979 - durata 110’

Titolo originale: Dawn of the Dead

Regia: George A. Romero

Con David Emge, Ken Foree, Scott Reiniger, Gaylen Ross, Tom Savini

in streaming: su Tim Vision iTunes

locandina Il giorno degli Zombi

Il giorno degli Zombi

Horror - USA 1985 - durata 102’

Titolo originale: Day of the Dead

Regia: George A. Romero

Con Lori Cardillo, Terry Alexander, Joseph Pilato, Jarlath Conroy

locandina La terra dei morti viventi

La terra dei morti viventi

Horror - Canada/Francia/USA 2005 - durata 93’

Titolo originale: Land of the Dead

Regia: George A. Romero

Con Simon Baker, John Leguizamo, Dennis Hopper, Asia Argento, Robert Joy

Al cinema: Uscita in Italia il 15/07/2005

in streaming: su Prime Video

locandina Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi

Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi

Horror - USA 2007 - durata 95’

Titolo originale: Diary of the Dead

Regia: George A. Romero

Con Michelle Morgan, Joshua Close, Shawn Roberts, Amy Ciupak Lalonde, Joe Dinicol, Scott Wentworth

Al cinema: Uscita in Italia il 30/10/2009

in streaming: su Prime Video

locandina Survival of the Dead

Survival of the Dead

Horror - USA, Canada 2009 - durata 90’

Titolo originale: Survival of the Dead

Regia: George A. Romero

Con Devon Bostick, Athena Karkanis, Kathleen Munroe, Julian Richings, Kenneth Welsh, Alan Van Sprang

in streaming: su Prime Video