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Libri a(ni)mati / 3 : «Se mi vede Cecchi, sono fritto» ( Carlo Emilio Gadda - Goffredo Parise ), a cura di Domenico Scarpa (2014).
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Libri a(ni)mati / 3 : «Se mi vede Cecchi, sono fritto» ( Carlo Emilio Gadda - Goffredo Parise ), a cura di Domenico Scarpa (2014).

« Se mi vede Cecchi, sono fritto » è un libriccino, un librettino, un libercolo, un libraccolo, un libertucolo, insomma : un carteggio con apparato critico. Quel che almeno in parte sarebbe dovuto rimanere o-sceno, cioè privato e brulicante dietro le quinte ( e ciò vale, ovvio, per tutte le corrispondenze private che non nascano come missive da editare ), il curatore Domenico Scarpa raccoglie ed inquadra in una parziale teicoscopizzazion'epistolare : spiaggiati, però, arrivano a noi solo sparuti messaggi in bottiglia francobollati ( e un assegno - non trasferibile -, a mo' di risarcimento/restituzione di un favore/regalo, di Gadda verso Parise via Poste Italiane, mai giunto a destinazione e perduto per sempre ). Quel che prende forma e vita è, comunque, un glossario minimo. Un doppio ritratto. E ad ogni modo una meraviglia [ * * * * ].

 

 

---I---  Dunque, è un carteggio tra Carlo Emilio Gadda (1893-1973 ) e Goffredo Parise ( 1929-1986 ) - la data del loro primo incontro è il 1958, poi per un lungo periodo divennero vicini di casa a Roma ( l'uno brianzolo-milanese, l'altro vicentino-trevigiano ) andando ad abitare (1961) nello stesso quartiere a pochi isolati di distanza in zona Monte Mario - recuperato ed annotato da Domenico Scarpa e (ri)composto da 19 lettere ( 15 di Gadda a Parise, 3 di Parise a Gadda, ed una di Parise a Valentino Bompiani avente come oggetto Gadda ) comprese tra l'Ottobre del 1962 e l'Agosto del 1963

- [ meno di un anno quindi di effettivo carteggio sopravvissuto, il ''famoso'' anno ''gaddiano'' col suo baccano : nuove pubblicazioni pronte da tempo tra il brogliaccio accomodinatosi e la rotativa tipografica che lasciano finalmente la loro postazione di vedetta disimpiegata sull'uscio della natural burella e son pronte a prendere il sole e il vento dei festivàl, delle accademie, delle classifiche, delle cerimonie, delle presentazioni stringimani e serradenti ( per Einaudi "la Cognizione del dolore" e per Garzanti "Accoppiamenti Giudiziosi" ), ristampe rivedute e corrette ( sempre per Einaudi : "l'Adalgisa" e "la Madonna dei Filosofi" ), collaborazioni con quotidiani (corsera), tira e molla con gli editori (einaudi-garzanti-bompiani), ricchi premi e cotillon, e per finire la celeberrima prefazione mancata che mai vide la luce di Gadda a Parise in occasione della ristampa delle prime opere di quest'ultimo ], 

le uniche rimaste superstiti di una lunga corrispondenza ( circoscritta in una ancor più lunga conoscenza ed amicizia. E poi, non mi si crederà, m'all'epoca esisteva già il telegrafo, il fonografo e financo pure il telefono ) durata se vogliamo 15 anni ( fino alla morte di Gadda ), anche se in realtà il rapporto nel corso del tempo subirà un stasi d'arresto in folle se non d'interruzione e spengimento del motore -, 

4 scritti di Parise su Gadda ( tra cui un raccontino che narra in pura finzione veridica dell'esplorazione dell'Ingegnere una mattina fuori porta : non fuori le mure, fuor dell'uscio di casa : malanni immaginari e concreti, idiosincrasie, etc...), un dialogo giornalistico ( una botta e una risposta apparse sul Corriere della Sera dell'8 Ottobre 1967 ) tra Gadda e Parise, ed un piccolo, ''definitivo'' saggio di 30 pagine a mo' di postfazione a firma di Scarpa, quel che abbiamo tra le mani e sotto agli occhi.

 

( Au Contraire - Spin 1/2 - i personaggi ritrovano i loro caratteri dopo una rotazione di 720 gradi : Gassman (Parise) è l'...''anziano'' scavezzacollo e Trintignant (Gadda) è il giovane posato...)

 

Il tutto ovviamente permeato e implementato da un apparato critico puntiglioso, da una serie infinita di note al testo degne del "Pale Fire" nabokoviano e da – lo sottolineo perché la cosa non è così scontata – un indice dei nomi citati. 

«Dietro l’apparente monotonia del proprio cliché epistolare – fatto di ritardi, malanni, perifrasi attenuanti e discolpe affannose – Gadda dispiega […] nel parlare a Parise, complice l’uso di una trascinate terminologia scientifica, un’autenticità che solo una profonda comprensione può garantire. Ad accomunare i due negli anni Sessanta non è del resto la sola intelligenza del cuore, né il «morso che la memoria biografico-biologica infligge loro in maniere diverse» stringendoli al concetto di evoluzione; reduci da due best-seller amati-odiati (il Pasticciaccio e Il prete bello) essi sperimentano altresì una parabola creativa discendente (condensata per l’uno nell’infelice risultato di Amore e fervore; per l’altro nell’impotenza seguita alla tardiva consacrazione letteraria) e appaiono incalzati dagli obblighi [¹] : dalla «frana di concomitanze» legate ai premi che piovono su Gadda all’indefesso assedio degli editori.» 
Dalila Colucci – AlfaBeta2
https://www.alfabeta2.it/2015/06/16/due-cuori-e-una-spider-rossa/

 

 

---II---  Non occorre ( anche se aiuta a gustarselo appieno : è un po' come dar da mangiare un risotto milanese all'onda – mica ossi buchi o pizza e fichi secchi – ad un duenne : possibile gli piaccia (si), possibile gli faccia male (no), ma se gli piace, col gusto ancora grezzo e non ancora formato e complesso, non saprà gustarselo appieno : con rispetto e distanza, "non tutti sono condannati a essere intelligenti" ) conoscere, o anche solo aver letto e frequentato, e non dico addirittura comprendere, l'opera di Gadda ( e Parise ), e saperla contestualizzare affiancandola a quella di Moravia, Palazzeschi, Contini, Garboli, Arbasino, Prezzolini, Calvino, Pratolini, Citati, Piovene, Vittorini, Montale, Comisso, Pasolini…, per apprezzarne la densa cospicuità di bellezza.

Ma soprattutto a quella di Charles Darwin, che Gadda fece "conoscere" al giovane ''protetto'', influenzandolo largamente, ripagandolo del giro sulla MG B spider-rossa-biposto-inglese che il pazzo-a-freddo Parise fece fare all'Ingegnere ( "Quanto fa?", chiede il brigadiere al passeggero con la mano sempre ben salda e pronta sul freno a mano ad impugnare la salvezza e l'ebbrezza - chissà perché si rivolge a lui e non al guidatore. "Mah, pochino..., il contachilometri segna duecento" : Douglas Adams e Ionesco all'opera ).

«Non sanno, i narratofagi [²] esclusivi, quanto piacere possa riservare la lettura di autobiografie, diari, carteggi: non per trarne il mero punto di vista testimoniale, ma per il pullulare di es­istenze che di lì si può riuscire a pronosticare. Però, se l’immaginazione non sa prendere corpo e sostanza, un carteggio lascia troppo margine all’interrogare inevaso, è uno spazio lacunoso. A rimediare e a ricomporre il quadro possono intervenire le gioie dell’erudizione: scavo accurato di dati, loro connessione, riscontri incrociati.»
Raffaele Manica - il Manifesto
http://ilmanifesto.info/frammenti-di-roma-con-spider-rossa/

 

( Au Contraire - Spin 1/2 - i personaggi ritrovano i loro caratteri dopo una rotazione di 720 gradi : rotazione a metà ( la prima metà ), ovvero a ¼, riflessa : 360° )

 

E la cura (devozione) e l'apparato critico (dedizione) di Domenico Scarpa fanno il resto : il lavoro che il consulente letterario-editoriale di Einaudi prestato(si) ad Adelphi 

[ autore di “Storie Avventurose di Libri Necessari” e studioso di Primo Levi : “In un'Altra Lingua-In Another Language”, con Ann Goldstein ( curatrice dei “Complete Works” per LiveRight ), per la casa editrici ''di''/''in'' Torino/Milano. Anche se nel 2015 ha visto la luce un altro po(n)deroso studio leviano, a cura di Marco Belpoliti ( altro studioso e curatore editoriale di Primo Levi, sempre einaudiano ma questa volta prestato(si) a Guanda ), una cosmogonia che prende il nome ( e lo riporta ) di “Primo Levi di Fronte e di Profilo” ] 

svolge, dedica ed imprime al commento, alla manutenzione, all'explanation/examination della breve corrispondenza superstite è a dir poco encomiabile e a dir molto di più non si sbaglia ( anche se a volte rasenta la pedissequità : scrive Gadda : «''poter non'' andare», segue nota di Scarpa : “la dislocazione a destra del ''non'' conferisce all'atto omissivo la perentorietà di un deliberato”. Altre volte però è orgasmico : «il participio con valore aggettivale "autoproducentesi" : parola composta, sdrucciola, con pronome in enclisi» ). 

 

 

---III---  Non concordo con Mario Barenghi quando esprime, in coda alla sua recensione [ http://www.doppiozero.com/materiali/parole/gadda-parise-se-mi-vede-cecchi-sono-fritto ] su DoppioZero, "una piccola riserva d’ordine editoriale. Nella trascrizione dei manoscritti si è scelta [...] la soluzione più conservativa, che nella riproduzione degli autografi gaddiani prevede il mantenimento delle virgolette sfalsate (cioè all’inverso dell’uso tedesco: a sinistra in alto, a destra in basso), i puntini di sospensione in numero superiore a tre, le sottolineature. Confesso che a me paiono scrupoli eccessivi. In una pagina manoscritta l’organizzazione dello spazio è libera, la distanza fra le righe varia, e la sottolineatura può essere facilmente staccata dal testo; a stampa, non può che mortificare le grazie inferiori dei caratteri. Non voglio esagerare, chiamando in causa la qualità tipografica che Bodoni chiamava «incanto»; ma di fatto questa prassi finisce per offuscare una delle principali differenze fra i caratteri usati di preferenza per la stampa su carta e quelli più spesso adottati nei testi per gli schermi elettronici (senza grazie, ovvero sans serif). Ma si tratta, come si vede, di un’opinione a margine, che nulla toglie ai meriti del curatore, dell’editore, dell’editor" : fatte salve le precisazioni finali, io sarei andato ancor più oltre nell'opera di recupero e presentazione : avrei mantenuto gli ''a margine'' in verticale, le annotazioni sghembe, le frecce trasversali, penetranti, traghettanti delle lettere originali ( Scarpa invece ''spesso'' descrive la pagina che trasla da avec serif a sans serif : « "qui" un esponente di nota rinviava a una postilla entro parentesi » ).  

 

( Au Contraire - Spin 1/2 - i personaggi ritrovano i loro caratteri dopo una rotazione di 720 gradi : Parise al volante è il giovane scavezzacollo e il vecchio Gadda al suo fianco poserà le mani dal volto alla leva del freno di stazionamento...) 

 

Un'anastatica non integrale ma avec serif, insomma, perché l'incatastabile Gaddus, il Gran Lombardo ( in una terra di Gran Bolliti ), in un'epoca in qui si usa il GPS anche per raggiungere il retrocortile di casa, in un'epoca in cui risulta deprecabile perdersi, non chiede una trama in sovraccoperta pellucida, una scheda, una chiarificazione : ah!, i chiarificatori della trame che ti spiegano la destra e la manca, l'alto e il basso, e che per andare da A a Z, sempre garmin-muniti, tom-tom-tontizzati, si perdono tutto il resto dell'alfabeto.

Biberoniamoci, allora, alla monolitica fonte giallarancio di neologismi, metafore, innesti, crash semantici, scomposizioni e ricomposizioni della Piccola Biblioteca adelphiana, e rinficuzziamoci contro il pirlismo ossobuchivoro e ficosecchivoro di questa sempiterna epoca post-tutto ( e poi, alla fine, qualcos'anche s'impara pure : a tenere la mano sul freno a mano accelerando, a cosa si riferisce il titolo, e chi diamine fosse Blumenstihl ). 

 

 

• Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise, « Se mi vede Cecchi, sono fritto » - Corrispondenza e scritti 1962-1973, a cura di Domenico Scarpa, Adelphi ( Piccola Biblioteca 675, brossura rilegata a filo di refe ), 2015, pp. 346, € 18,00 ( 15 € scontati su IBS, 8 € l'e-book ).
Gadda su ebook. Dio c'è. E si fa. 

Da segnalare il mimetico, crashivoro, biografico, commovente “l'Ingegnere in Blu” dell'autodiscesosi gaddiano Alberto Arbasino, uscito nel 2008 sempre per i tipi di Adelphi ( 160 pagine, Piccola Biblioteca 565 ). 

 

• Note.

[¹] "...gli affanni procuratimi dalla ritualistica della nostra società (ometto l'aggettivo qualificativo), dai miei errori (sventatezze nel contrarre obblighi, da me sentiti come riconoscenza vera, ma ciò nondimeno dolorosamente ob-liganti [³] quando mi avvedo che il mio libero contegno di opinatore non è tale da ob-legarsi [³] alle richieste concettuali e rituali di chi si attende dalla mia gratitudine che io debba pensare in egual modo.)
Scusa la lunghezza della frase."
Roma, 15 Novembre 1962. Espresso. Via Blumenstihl 19.

[²] Le perorazioni “la storia!, la storia!, la storia!” e “la trama!, la trama!, la trama!” fordiane. 

[³] "Dividere le parole nelle loro parti componenti in base all'etimologia era per Gadda un gesto consueto [...]. Spezzare il pane del verbo come a volerne riestrarre, a ritroso dei linguaggi e del principio di entropia, il lievito madre di un più alto significato che, nel caso specifico, consisteva nel rimarcare la forza del legame discendente da un obbligo, in vista di uno scopo che non si può eludere (la preposizione latina ob, quando ha valore causale). Era un training per lui necessario in quella fase di obblighi concorrenti - nel senso geometrico e commerciale del termine - e schiaccianti. Di qui l'epifonema «Scusa la lunghezza della frase», a soffiare via l'angoscia dalla sintassi."
Domenico Scarpa 

 

• Puntate precedenti :
1. “ the Windup Girl ” ( la Ragazza Meccanica ) di Paolo Bacigalupi (2009). 
2. “ FlugFällan ” ( l'Arte di Collezionare Mosche ) di Fredrik Sjöberg (2004).  

I film elencati nella playlist qui sotto non seguon altro ordine ( una cosa che li accomuna è quella di essere dei buoni o dei grandissimi film e dell'esser opera - alcuni, non tutti : certi stanno lì perché quello è il loro spazio e il loro tempo -, in fase di co-sceneggiatura o di antistante romanzamento, dei due autori ) che non sia quello di sottostare alla composizione di un flusso discorsivo estrapolato dal volume in questione : siano essi opera di Gadda, di Parise o di Scarpa, le citazioni portano con sé i film, l'ordine di lettura perciò dev'essere quello ''originale'' pena uno sminchiarsi delle intenzioni dell'estensore stesso della playlist, me. 

Postilla : a domande quasi insulse, risposte magnifiche : di contadini finitimi, di discreti e mediocri ragazzi, e di - poverini - quasi deficienti ( a proposito : "Era una latteria che vendeva del latte! Mi scusi sa, eh, ma...!" ), di noiosissime tavolette inflitte, e di mali murari :

Altra versione (estesa), con uno spezzone d'intervista alla sorella :

Playlist film

Un maledetto imbroglio

  • Drammatico
  • Italia
  • durata 110'

Regia di Pietro Germi

Con Claudia Cardinale, Pietro Germi, Claudio Gora, Eleonora Rossi Drago, Franco Fabrizi

Un maledetto imbroglio

In streaming su Infinity

Quer Pasticciaccio Brutto de Via Merulana : Piero Schivazzappa, 1983 ( miniserie di 4 episodi da 60 minuti l'uno, con Flavio Bucci ) e Giuseppe Bertolucci, 1997 ( spettacolo teatrale di Luca Ronconi con Franco Graziosi ).

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

La bella di Lodi

  • Commedia
  • Italia
  • durata 85'

Regia di Mario Missiroli

Con Stefania Sandrelli, Angel Aranda, Elena Borgo, Gianni Clerici

La bella di Lodi

Ovvero, del come e del perché “la Bella di Lodi” non è “Crash”.
Perché non s'è venuta a creare una sorta di - a proposito di "anno gaddiano" - Gruppo '63 ( voglio qui ricordare Sebastiano Vassalli, candidato al Nobel 2015, stroncato dalla vita pochi mesi fa ) del cinema italiano ? Forse perché nel '61 uscì quell'Horcynus Orca che spiaggiò tutto il resto, il monstrum, portentum, ostentum che riuscì finalmente a ri-de-Formare l'Italia di allora, "la Dolce Vita" ?
Scrive Calvino ( che al Gruppo '63 s'interessò e lo seguì, pur senza aderirvi o condividerne l'abito e lo sfondo, e che per certi, molti, tutti i versi seppe superare per inventiva postmoderna-massimalista ) in una lettera a Parise del '64 - aveva appena riletto ''la Grande Vacanza", a cui preferiva ''il Ragazzo Morto e le Comete'', e in cui ravvisava spauracchi da codice penale : " Perdio, che fiato avevamo da giovani ! Forza di trasfigurazione, ricchezza, libertà, coraggio, cattiveria, insomma poesia. Come ci ha tarpato le ali ( a te, a me, a tutti ) il trionfo del verismo romano-piccoloborghese su tutta la letteratura italiana del dopoguerra. ( Me la prendo più con i critici che con gli scrittori i quali da questo clima sono tutti fregati, Moravia per primo, anche se non se ne rendono conto. ) ".
Eppure il secondo componente dei ''coniugi romanzieri" [cit. gaddiana], Elsa Morante, al contrario di Moravia ci provò eccome : basti per sempre "la Storia" ( e "Aracoeli" ), vs. "Menzogna e Sortilegio" e "l'Isola di Arturo".
Cosa sarebbe successo al cinema italiano ( lo spegnersi di De Sica in mezzo a un campo di girasoli : figurativamente un film meraviglioso, in mezzo a tanto altro dimenticabile, l'irresoluta cocciutaggine anti-populista - ma pure ''anti'' pubblico - del Rossellini ur-didattico...) se...
Non avremmo dovuto aspettare decenni per avere i primi film postmoderno-massimalisti : "Aprile"-"Caro Diario"-"il Caimano", ''l'Ora di Religione"-"Buongiorno, Notte"-"Vincere"...
E invece ecco "la Grande Bellezza"...

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

La vita agra

  • Commedia
  • Italia
  • durata 120'

Regia di Carlo Lizzani

Con Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli, Giampiero Albertini, Nino Krisman

La vita agra
altre VISIONI

IN TV Sky Cinema Drama

canale 308

«...sebbene aborrisca dal profetare e mi ricusi anche di semplicemente pronosticare ti confesso che non vedo la situazione del lavoro generale e direi comune, attualmente in corso, in modo così roseo come la vedono i giovani, gli energici, i volitivi, i sicuri, gli ottimisti, e in somma le sonnambule felici dell' ottimismo coûte que coûte che vanno a occhî sbarrati sulla grondaia del possibile; il possibile che esse credono certo e sicuro mentre le più volte è solo scarsamente probabile. Negli attuali amministratori e contabilizzatori della cosa pubblica, ad esempio, io vedo dei fantasiosi parolaî, e confusionarî del cacchio, che sospingono la mandra verso una non improbabile rovina. Delle due l'una : o le cose andranno come loro le preparano, i sorridenti coglioni, e sarà il fallimento: o un felice colpo di vento ci porterà il contrario di ciò che loro preparano, e potrà essere lo scampo insperato. Intanto c' è il doganiere di Terni che ha prevaricato per un miliardo allo Stato pianificatore senza che lo stato pianificatore battesse ciglio e nemmeno fosse in grado di batterlo. Salvati, se sei in tempo: accetta dalla dura necessità esterna qualche limitazione, anche se ti parrà compromesso; sii cauto: se Livio ti chiedesse qualche modifica, decurtazione, o riduzione non mandar tutto a ramèngo solo per questo. La realtà è un pasticcio estremamente complesso e, in pratica, noi non abbiamo le forze di respingerne una parte solo perché quella parte non ci piace, o addirittura ci fa ribrezzo. Dico «in pratica». Nella libertà della nostra anima, certo, siamo i padroni : è una padronanza facile, che può sboccare al silenzio : come è stato per molti di noi vecchi che, al dire di Tacito, "siamo arrivati alla vecchiaia attraverso il silenzio" ».  
Roma, 15 Novembre 1962. Espresso. Via Blumenstihl 19.

Qui sopra Gadda rivolgendosi a Parise si riferisce al lavoro nell'editoria...ma la cosa è rapportabile all'insieme-mondo come meglio non si potrebbe, la parte per il tutto.

Nelle note a legenda del curatore dell'opera editoriale, Domenico Scarpa, si spiega - non ne riporto qui il brano (olè) - chi fosse il ''Doganiere di Terni'', Cesare Mastrella : “Sono l'unico ad essere in prigione per aver rubato allo Stato”.

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La cuccagna

  • Commedia
  • Italia
  • durata 95'

Regia di Luciano Salce

Con Donatella Turri, Luigi Tenco, Umberto D'Orsi, Liù Bosisio, Anna Baj, Emilio Barrella

La cuccagna

In streaming su Amazon Prime Video

Però vale la pena proporre un altro brano presente nelle note di Scarpa, sempre a proposito di quel passaggio della lettera di Gadda a Parise :

« Sulla base della propria esperienza lastricata di incompiute ( sia pure di successo come il Pasticciaccio o come l'imminente Cognizione del Dolore, aprile 1963 ) Gadda aveva ogni ragione per sconsigliare i lavori di lunga lena. In questo caso il consiglio era anche legato alla situazione politica contingente : alle imprese del IV governo Fanfani, costituito il 21 febbraio 1962 : un'alleanza Dc-Pri-Psdi [...nuntereggae più...] che fu il primo esperimento di centro sinistra «non organico», ossia senza la partecipazione diretta del Partito Socialista, che assicurava l'appoggio in parlamento mediante astensione. Un blando governo, a osservarlo dalla distanza di mezzo secolo, sufficiente però a compromettere la fiducia di Gadda nell'avvenire. I suoi lettori sanno che questi rovesci della cronaca in letteratura non sono rari : uno, particolarmente teso, era nel suo ultimo – al momento, e in assoluto – testo narrativo, Accoppiamenti Giudiziosi, uscito in quattro puntate nella rivista parmense «Palatina» tra il gennaio 1957 e il giugno 1958. Qui la terza persona è un velo sottilissimo dell'io :

“ Aveva capito che cos'era il capitale : e come bisognava in ogni modo adoperarsi, non soltanto a utilizzarlo e ad accrescerlo, e a difenderlo con tutti i mezzi avverso la sottile estorsione degli altruisti ( che così appunto si chiamano perciocché intendono beneficare gli altri con le palanche degli altri ) ma anche a tegumentarlo e a nasconderlo con ogni cura davanti alla concupiscenza irrequieta dei presumibili estorquenti privati o pubblici, tribuni della plebe o ministri delle finanze : difendendo, col fermo possesso del capitale, le ragioni stesse della vita. Non era egli, allora, piccolo Beniamino, un professore di economia avveniristica e men che meno un legiferatore italiano della seconda metà del secolo (ventesimo) : era un forte bimbo lombardo della seconda metà del secolo (decimonono) che noverava una a una le palline, e le giocava una a una per moltiplicarle ” ».


Fare il soldo col soldo. La Meglio Gioventù. Alè.

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Vincere

  • Biografico
  • Italia
  • durata 128'

Regia di Marco Bellocchio

Con Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Corrado Invernizzi, Michela Cescon, Matteo Mussoni

Vincere
altre VISIONI

In streaming su Amazon Prime Video

" Eretto ne lo spasmo su zoccoli tripli [...], il somaro dalle gambe a ìcchese aveva gittato a Pennino ed ad Alpe il suo raglio. Ed Alpe e Pennino echeggiarlo, hì-hà, hi-hà, riecheggiarlo infinitamente hè-jà, hè-jà, per infinito cammino de le valli (e foscoliane convalli) : a ciò che tutti, tutti!, i quarantaquattro millioni della malòrsega, lo s’infilassero ognuno nella camera timpanica dell’orecchio suo, satisfatto e pagato in ogni sua prurigo, edulcorato, inlinito, imburrato, imbesciamellato, e beato. Certi preti ne rendevano grazie all’Onnipotente, certi cappellani di cappellania macellara; certe signore, quella sera, «si sentivano l’animo pieno di speranza». A chiamarlo animo, il sedano, e a chiamarla speranza, chel sugo. "
Carlo Emilio GaddaEros e Priapo : da Furore a Cenere – 1944-1945

L'edizione ''primitiva'', originale, senza auto-censura, di questo saggio polemico / pamphlet satirico edulcorato dall'Autore con l'ausilio e la coadiuvazione di Enzo Siciliano per Livio Garzanti nel 1967 come parte di uno stuolo di ''risarcimenti'' - libri postumi pubblicati in vita - sotto al tiro a fuoco incrociato con l'altro editore di Gadda, Giulio Einaudi, è in predicato da Adelphi per il 2015 questo (s)venturo.
http://www.gadda.ed.ac.uk/Pages/resources/essays/eros1-3.php

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Torneranno i prati

  • Drammatico
  • Italia
  • durata 80'

Regia di Ermanno Olmi

Con Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti, Francesco Formichetti, Andrea Di Maria

Torneranno i prati
altre VISIONI

In streaming su RaiPlay

...'14('15)-'18...oplà...('39)'40-'45...oplà...

the Dreamers.

Parlando con Parise, fresco di ritorno da Parigi ( in seguito l'autore diverrà corrispondente di guerra ) e dal suo Maggio, Gadda 

--- che alla Grande Guerra ( che gli portò via il fratello minore, amatissimo ) ci andò volontario, esente da «paradigma vittimario» ( il ''calpesto e deriso'' lo riserverà, ritorcendoglielo contro, al ventennio prossimo venturo, e al suo «pòppolo» ), riconoscendosi, con un impossibile flashforward, in ciò che scriverà Giaime Alonge s'un recente numero di "l'Indice dei Libri del Mese", argomentando attorno e dentro al termine coniato da Giovanni De Luna, recensendo il film di Ermanno Olmi :

" La guerra non fu sic et simpliciter [solo - NdR] una scelta delle classi dirigenti, contro la volontà di ceti subalterni spinti al macello da un apparato poliziesco " - ovvero : la guerra incontrò sino alla fine un massiccio sostegno anche tra le prime linee. E così continuando : " A cent'anni di distanza, quello che stupisce di più di quei 4 (5) anni di morte su scala industriale è come mai non ci furono più rivolte fra le truppe, come mai la maggior parte dei soldati andò avanti a combattere, e non solo per paura del tribunale militare " - oltre l'arruolamento volontario, insomma : qui si raggiunge la persistenza del Fronte, dell'Assalto (morale, metaforico, segnante il passo nelle trincee, invero : fermo), del voler continuare ad essere, lì.

E Gadda, in questo, divergerà completamente : si veda il "Giornale di Guerra e di Prigionia" ( dico davvero. Qui un articolo, sempre dall'Edinburgh Journal of Gadda Studies, da cui ho tratto il brano che segue ) : « Anch’io come ogni combattente degno del nome, ho una mia esperienza e una mia documentazione, chiuse però nel cassetto e consegnate alla dimenticanza. [...] Dove si fonderà la storia, e la Vittoria futura, e la verità del popolo Italiano? [...] Oh! non saranno la sagra, né la ghirlanda, né il trombone, saranno un crudo esame delle situazioni di fatto, una cruda confessione delle difficoltà e dei peccati militari, una intelligente ricostruzione, un senso vivo e adeguato della realtà. E per avere un’idea di quella che è stata la vita nostra di guerra, il futuro [...] non avrà molto a sua disposizione: anche le lettere dei combattenti, nobilissime e sacre cose, sono fonte in diverso modo viziata (p.e. dalla preoccupazione di tacere il pericolo alla mamma). Meglio il diario, meglio il diario di uno che è senza volerlo (mi riferisco alla «involontaria» bellezza artistica del diario rispetto ai momenti in cui fu scritto) artista e scrittore, che con vividezza così prontamente e stupendamente rievocatrice ci dà la luce, il suono, l’odore, il giorno e la notte della guerra e della battaglia ».

Troppa pace prima d'allora. Per fortuna oggi ( come ieri, all'alba del Secolo Breve ) ci sono i mercenari. Siam ritornati a Senofonte, Atene e Sparta. E ancor più in là, verso Troia. Insomma, come sempre, qui si sta andando tutti a... ---

così sentenziò ( riportato dal suo interlocutore ) :

« “ Le bar­ri­cate ! ”, bofon­chiò. “ Le bar­ri­cate ! Avrei voluto vederli, sull’Altopiano, con le Saint-Étienne…” ».

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