Nomadland

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Regia di Chloé Zhao

Con Frances McDormand, David Strathairn, Charlene Swankie, Linda May Vedi cast completo

Uscito nelle sale il 29 apr 2021.

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Trama

Fern, una donna sulla sessantina, ha perso tutto a causa della Grande Recessione. Comincia allora a muoversi per tutto l'Ovest americano, vivendo come una nomade a bordo del suo furgone.

Approfondimento

NOMADLAND: UN INNO ALLA VITA LIBERA

Diretto e sceneggiato da Chloé Zhao, Nomadland racconta la storia di Fern, una sessantunenne che, in seguito alla crisi economica che ha spopolato la sua cittadina nel Nevada (legata alle attività di una azienda mineraria che chiude i battenti), decide di prendere il suo furgoncino e di mettersi in viaggio per il vasto paesaggio del West americano. Così facendo, scoprirà cosa significa oggi vivere come una nomade al di fuori di tutte le regole e le imposizioni della società circostante.

Con la direzione della fotografia di Joshua James Richards, i costumi di Hannah Peterson e le musiche di Ludovico Einaudi, Nomadland è il libero adattamento di Nomadland: Un racconto d'inchiesta di Jessica Bruder. A voler l'adattamento è stata l'attrice Frances McDormand, come ha avuto modo di raccontare la regista Zhao: "Frances ha acquisito i diritti di adattamento del libro di saggistica nel 2017 con l'idea d trarne un film. Il libro è un'opera di giornalismo investigativo e tratta in ogni capitolo un argomento diverso. Per metà si concentra sulla vita nomade e per metà racconta dell'esperienza di Jessica che in incognito si è presentata in un centro logistico Amazon e ha lavorato nella raccolta di barbabietole. Sapevo ben poco sulle comunità nomadi ma attraverso le mie ricerche ho scoperto un mondo sconfinato. Ho scoperto che coloro che diventano nomadi per scelta non vogliono star soli e hanno bisogno di trovare altri con cui condividere le loro esperienze un po' come i montanari di inizio Novecento: erano cacciatori di pellicce, amavano la natura, adoravano star da soli ed erano sempre impegnati nell'esplorazione, eppure si riunivano tutti insieme almeno una volta all'anno. A dar via al primo raduno nomade è stato Bob Wells, autore di un libro sul come vivere in un'automobile o in un furgone. Al primo raduno che ha organizzato nel 2011 c'erano 45 persone: nel 2019 erano invece circa 10 mila".

"Sin da quando mi è stato proposto - ha continuato la regista - sapevo che Nomadland non sarebbe stato un film facile né da fare né da vendere al pubblico. The Rider - Il sogno di un cowboy, il mio film precedente, era a suo modo un western. Nomadland, invece, parla di una donna anziana senza fissa dimora e tutti sappiamo come negli Stati Uniti esista una sorta di avversione verso le storie con protagoniste persone anziane o ai margini della società".

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Curiosità

COMMENTO DELLA REGISTA

"Nell'autunno del 2018, mentre giravo Nomadland a Scottsbluff, Nebraska, vicino a un campo ghiacciato di barbabietole, mi ritrovai a sfogliare Desert Solitaire di Edward Abbey, un libro che mi aveva regalato qualcuno incontrato sulla strada. Sfogliandolo incappai in questo passaggio: "Gli uomini vanno e vengono, le città nascono e muoiono, intere civilta? scompaiono; la terra resta, solo leggermente modificata. Restano la terra e la bellezza che strazia il cuore, dove non ci sono cuori da straziare... a volte penso, senz'altro in modo perverso, che l'uomo è un sogno, il pensiero un'illusione, e solo la roccia è reale. Roccia e sole" (Edward Abbey, Desert solitaire. Una stagione nella natura selvaggia, trad. Stefano Travagli, Baldini & Castoldi, 2015, ndr). Per i successivi quattro mesi, mentre ci spostavamo per girare il film, fu un continuo andirivieni di nomadi; molti di essi conservavano rocce raccolte durante le peregrinazioni a bordo delle loro case su ruote alimentate dal sole. Dispensavano storie e saggezza davanti e dietro l’obiettivo della telecamera. Essendo cresciuta in città cinesi e inglesi, sono sempre stata profondamente attratta dalla strada aperta, un'idea che trovo tipicamente americana: la continua ricerca di ciò che sta oltre l'orizzonte. Ho tentato di catturarne uno scorcio in questo film, sapendo che non è possibile descrivere veramente la strada americana a un'altra persona. Bisogna scoprirla da soli"

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Il cast

A dirigere Nomadland è Chloé Zhao, regista, sceneggiatrice e produttrice cinese. Nata nel 1982 a Pechino, si è mostrata abbastanza ribelle sin dall'adolescenza e, influenzata dalla cultura pop occidentale, ha frequentato un collegio a Londra prima di trasferirsi a Los Angeles per finire il liceo. Laureata in… Vedi tutto

Commenti (15) vedi tutti

  • Un film che ho apprezzato moltissimo. Chloe Zao dimostra anche di essere una regista veramente brava e attenta alle emozioni umane.Non oso immaginare cosa potrebbe fare unita alla genialità e alla grandezza della Marvel. Frances Mc Dormand domina, il lato emozionale conta veramente tanto e i nomadi sono tutti bravi. Veramente bellissimo

    commento di max05
  • Stupendo, misurato, poetico, emozionante. Non il solito road-movie, un film al contempo lieve e potente.

    commento di sfrisolo
  • Finalmente un Oscar meritato. Non date retta a chi scrive "evanescente", "modesto", "poco emozionante" e castronerie simili, perché questi con il Cinema non hanno assolutamente nulla a che fare. Un unico suggerimento: cercate di vederlo in lingua originale in quanto con il doppiaggio perde tantissimo. Troppo.

    commento di Winnie dei pooh
  • Nomadland, l'Oscar eVANescente

    leggi la recensione completa di LAMPUR
  • Road movie per raccontare una realtà forse più States che europea. Vivere in un camper, spostarsi periodicamente come uccelli migratori anche se poi questo senso di libertà alla fine sembra un percorso chiuso con passi che si ripetono. Adorabile il sottofondo di piano di L.Einaudi. C'è dell'Italia in questo Oscar!

    commento di argo979
  • Fotografia di grande impatto, buon montaggio e interessante prova di Frances McDormand. Per il resto trascurabile road movie con poche scene davvero memorabili e lunghi, tediosi segmenti caratterizzati a mio avviso da una certa confusione a livello di regia.

    leggi la recensione completa di Gabriele_T
  • Modesto e, nonostante le grandi lode, modesta l'interpretazione di Frances Mc Dormand, che recupera con il mestiere ciò che non è scritto:l'analisi latita, le motivazioni pure ma ciò che non regge è proprio l'impalcatura: perché? Difficile trovare risposte ad un "on the road" in forma minimal,con poche luci e nessuna ombra ma tanti, troppi grigi.

    commento di maurri 63
  • Poetico e emozionante, tuttavia un po' di approfondimento sui personaggi e sulla dinamica delle situazioni non avrebbe guastato. La McDormand in questi panni è sempre al top.

    commento di GabryLed
  • No-mad-land: “Non è un paese per matti”

    leggi la recensione completa di leporello
  • “Gli sembrava che il modo di morire di una persona avesse molto più significato del modo in cui era vissuto. O meglio, è il modo in cui si è vissuti a decidere il modo di morire.” (Haruki Murakami)

    leggi la recensione completa di Kurtisonic
  • Una grande McDormand come sempre in un grande film. Una lezione importante di vita sbattuta in faccia ai borghesi piccolini e a ogni fan di Alberto Sordi e di Paola Cortellesi. Questa è la vita, questo è il Cinema, altro che il nostro cinemino per teatranti di una povera Italia di cazzari.

    leggi la recensione completa di 79DetectiveNoir
  • Un inno alla vita, o meglio, alla ricerca di una nuova vita dopo la perdita di ogni cosa. Nelle tematiche di Zhao si intravvede un critica alla mentalità borghese e ad materialismo capitalista aggressivo.Regia asciutta ma efficacie e funzionale,arrichitta dalle bellissime musiche di Einaudi e dall’ottimo cast. McDormand Top.Voto 8

    commento di ange88
  • Zhao punta sulla poetica della marginalità e l'epica delle minoranze,sfiorando il nervo scoperto delle falle del modello liberista post-subprime e puntando al valore di una scelta radicale e minoritaria che riassume nella decrescita felice e nella riscoperta del contatto con la natura una filosofia di vita alternativo alla stanzialità consumistica

    leggi la recensione completa di maurizio73
  • Dai Coen a Into the wild un coming of age della terza età che avrebbe voluto girare Clint Eastwood

    leggi la recensione completa di CristianoSalmaso
  • Un film istruttivo sull'idea pionieristica di vivere in viaggio su cui in effetti fonda le sue radici lo zio Zam. Un film che inietta come una malattia, il senso di perdita, di sconfitta, di inanità che un lutto grave come quello di un figlio per un genitore, di un marito per una moglie o la perdita di un lavoro stabile, può scardinare tra le "mura

    leggi la recensione completa di gaiart
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maurizio73 di maurizio73
6 stelle

Persi lavoro e marito in un colpo solo, la non più giovane Fern inizia una carriera improvvisata di lavoratrice stagionale a bordo di un furgone attrezzato lungo le vie dell'Ovest americano. La sua radicale decisione di non mettere più radici si traduce nelle difficili scelte di rinuncia agli affetti stabili e ad una vita errabonda nel limbo pittoresco dei diseredati d'America.… leggi tutto

6 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle positive

obyone di obyone
8 stelle

    Venezia 77. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Quando le foglie ingiallite cadono sui vialetti delle case americane inizia il periodo delle feste e con esso si mettono in moto quei fenomeni di massa ormai abituali anche in Italia. Black Friday, cyber monday, cyber week sono termini con cui abbiamo imparato a ragionare nel mese di novembre tanto che i cari vecchi… leggi tutto

10 recensioni positive

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LAMPUR di LAMPUR
5 stelle

  Alla fine rieccoci all’ennesimo film sui loop che stanno tornando di moda, anche se qui il loop è più spazio che temporale. La sessantenne Fern, vittima della recessione, perde lavoro, casa e marito (cancro) praticamente in una botta sola. Prende su la sua poca roba e con un fatiscente van e si appresta ad un tour del precariato facendo la stagionale in uno…

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barabbovich di barabbovich
5 stelle

Un anno nella vita di Fern (McDonald), vedova che si arrabatta tra lavori precari e oltre al marito ha anche perso la propria abitazione nel Nevada. Così, suo malgrado, decide di unirsi col suo van (che è anche la sua casa) a un gruppo di persone nella sua stessa condizione nomade. Ma Fern è inquieta, continua a spostarsi, a inseguire i propri fantasmi. Tratto dal libro…

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Gabriele_T di Gabriele_T
6 stelle

La fotografia rappresenta l'unico elemento davvero di nota di questo film nel complesso trascurabile, che vorrebbe raccontare molto ma che in fondo non riesce come vorrebbe nel suo intento. La pellicola segue il viaggio, fisico e spirituale, di una nomade per necessità ma in fondo anche per scelta. Una volta introdotti allo stile di vita e alle caratteristiche della protagonista, il film…

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Uscito nelle sale italiane il 26 aprile 2021

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Mulligan71 di Mulligan71
5 stelle

L'America post recessione del 2008, è una grande "ghost town", proprio come Empire, nome non scelto a caso, cittadina di poche case, nata intorno ad una fabbrica e scomparsa insieme a lei. Da qui si muove, in un van, Fern, una brava Frances McDormand, alla ricerca di un lavoro, che trova come stagionale, muovendosi qui e là per l'ovest americano: Nebraska, South Dakota, Arizona,…

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stefanocapasso di stefanocapasso
8 stelle

Fern ha perso il lavoro a causa della crisi finanziaria che ha fatto chiudere i battenti alla fabbrica dove aveva lavorato una vita. Ha perso anche il suo affetto, Bo, il marito scomparso in seguito ad una malattia. Attrezza il suo furgoncino a casa mobile e si mette in viaggio per gli States alla ricerca di qualcosa che ancora non capisce ma ben decisa a non rientrare più nel ricatto del…

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Andreotti_Ciro di Andreotti_Ciro
7 stelle

Empire, nel Nevada, è ormai una città fantasma da quando la locale fabbrica dedita alla produzione di cartongesso è stata chiusa trascinando al fallimento l’economia urbana. Per questo Fern, sessantenne rimasta vedova, decide di caricare il proprio van e andare finalmente alla ricerca di una vita migliore.   Dai freddi panorami del Nevada, stato con scorci meno…

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leporello di leporello
7 stelle

       Pressoché impeccabile sotto ogni punto di vista (di Frances McDormand, che ne parliamo a fare?), il film vincitore a Venezia e (prevedo) mattatore alla notte degli Oscar prossima ventura nasconde forse una pecca. Premesso che in ogni caso mi è piaciuto e che ritengo sia da non perdere, l’ho trovato in qualche modo troppo…

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