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Nomadland

Regia di Chloé Zhao vedi scheda film

Commenti brevi
  • I cinefili delusi, che si aspettavano un documentario, forse potrebbero apprezzare l’insolito narrare che raccoglie – in modo originale – suggestive e frammentate immagini evocatrici di grandi film del passato, decontestualizzate e fatte rivivere per testimoniare una cultura che non deve morire.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Un road movie discontinuo, con punti di forza (protagonista, fotografia), ma altrettanti di debolezza (ripetitività, monotonia, carenza di sceneggiatura). Un'opera dal taglio realista con i suoi aspetti interessanti, ma da considerare sopravvalutata per i troppi prestigiosi premi ricevuti.

    leggi la recensione completa di port cros
  • Un film che ho apprezzato moltissimo. Chloe Zao dimostra anche di essere una regista veramente brava e attenta alle emozioni umane.Non oso immaginare cosa potrebbe fare unita alla genialità e alla grandezza della Marvel. Frances Mc Dormand domina, il lato emozionale conta veramente tanto e i nomadi sono tutti bravi. Veramente bellissimo

    commento di max05
  • Stupendo, misurato, poetico, emozionante. Non il solito road-movie, un film al contempo lieve e potente.

    commento di sfrisolo
  • Finalmente un Oscar meritato. Non date retta a chi scrive "evanescente", "modesto", "poco emozionante" e castronerie simili, perché questi con il Cinema non hanno assolutamente nulla a che fare. Un unico suggerimento: cercate di vederlo in lingua originale in quanto con il doppiaggio perde tantissimo. Troppo.

    commento di Winnie dei pooh
  • Nomadland, l'Oscar eVANescente

    leggi la recensione completa di LAMPUR
  • Road movie per raccontare una realtà forse più States che europea. Vivere in un camper, spostarsi periodicamente come uccelli migratori anche se poi questo senso di libertà alla fine sembra un percorso chiuso con passi che si ripetono. Adorabile il sottofondo di piano di L.Einaudi. C'è dell'Italia in questo Oscar!

    commento di argo979
  • Fotografia di grande impatto, buon montaggio e interessante prova di Frances McDormand. Per il resto trascurabile road movie con poche scene davvero memorabili e lunghi, tediosi segmenti caratterizzati a mio avviso da una certa confusione a livello di regia.

    leggi la recensione completa di Gabriele_T
  • Modesto e, nonostante le grandi lode, modesta l'interpretazione di Frances Mc Dormand, che recupera con il mestiere ciò che non è scritto:l'analisi latita, le motivazioni pure ma ciò che non regge è proprio l'impalcatura: perché? Difficile trovare risposte ad un "on the road" in forma minimal,con poche luci e nessuna ombra ma tanti, troppi grigi.

    commento di maurri 63
  • Poetico e emozionante, tuttavia un po' di approfondimento sui personaggi e sulla dinamica delle situazioni non avrebbe guastato. La McDormand in questi panni è sempre al top.

    commento di GabryLed
  • No-mad-land: “Non è un paese per matti”

    leggi la recensione completa di leporello
  • “Gli sembrava che il modo di morire di una persona avesse molto più significato del modo in cui era vissuto. O meglio, è il modo in cui si è vissuti a decidere il modo di morire.” (Haruki Murakami)

    leggi la recensione completa di Kurtisonic
  • Una grande McDormand come sempre in un grande film. Una lezione importante di vita sbattuta in faccia ai borghesi piccolini e a ogni fan di Alberto Sordi e di Paola Cortellesi. Questa è la vita, questo è il Cinema, altro che il nostro cinemino per teatranti di una povera Italia di cazzari.

    leggi la recensione completa di 79DetectiveNoir
  • Un inno alla vita, o meglio, alla ricerca di una nuova vita dopo la perdita di ogni cosa. Nelle tematiche di Zhao si intravvede un critica alla mentalità borghese e ad materialismo capitalista aggressivo.Regia asciutta ma efficacie e funzionale,arrichitta dalle bellissime musiche di Einaudi e dall’ottimo cast. McDormand Top.Voto 8

    commento di ange88
  • Zhao punta sulla poetica della marginalità e l'epica delle minoranze,sfiorando il nervo scoperto delle falle del modello liberista post-subprime e puntando al valore di una scelta radicale e minoritaria che riassume nella decrescita felice e nella riscoperta del contatto con la natura una filosofia di vita alternativo alla stanzialità consumistica

    leggi la recensione completa di maurizio73
  • Dai Coen a Into the wild un coming of age della terza età che avrebbe voluto girare Clint Eastwood

    leggi la recensione completa di CristianoSalmaso
  • Un film istruttivo sull'idea pionieristica di vivere in viaggio su cui in effetti fonda le sue radici lo zio Zam. Un film che inietta come una malattia, il senso di perdita, di sconfitta, di inanità che un lutto grave come quello di un figlio per un genitore, di un marito per una moglie o la perdita di un lavoro stabile, può scardinare tra le "mura

    leggi la recensione completa di gaiart