A 84 anni Jerzy Skolimowski non ha perso un grammo della sua energia. Figlio delle nouvelle vague degli anni 60, assieme al quasi coetaneo Roman Polanski - per cui scrisse la sceneggiatura di Il coltello nell’acqua - segnò in maniera indelebile il rinnovamento del cinema polacco e europeo. Artista genuinamente apolide, Skolimowski ha firmato negli anni un corpo di lavori eterogeneo, ma sempre contraddistinto da una marca autoriale fortemente personale. Presentato in Concorso al 75° Festival di Cannes, dove ha vinto il Premio della giuria, EO (in sala dal 22 dicembre 2022) è una nuova incursione in un cinema libero e audace, moderno e radicalmente anticonformista: l’odissea di un asinello dalla Polonia all’Italia alla mercé della brutalità degli uomini si fa metafora degli orrori che scuotono il continente. 

Jerzy Skolimowski
EO (2022) Jerzy Skolimowski

EO è la sua rivisitazione, tutta contemporanea, del capolavoro di Robert Bresson Au hasard Balthazar. Cosa la lega a questo film?
Nel 1966, da neolaureato, girai la mia opera seconda, Walkover, un piccolo film modesto realizzato da un regista totalmente sconosciuto anche nel suo paese. Ricevetti però una telefonata dai “Cahiers du cinéma” che mi chiedevano un’intervista: stupore totale! Avevano stilato la classifica dei migliori film dell’anno e il mio era al secondo posto. Al primo c’era Au hasard Balthazar

Cosa pensò del film all’epoca?
Ovviamente è un capolavoro assoluto, ma la cosa che mi colpì in maniera particolare è che alla fine della proiezione avevo gli occhi pieni di lacrime. All’epoca ero un giovane regista apprendista - un apprendista stregone! - che cercava di imparare rubando il mestiere ai maestri e guardando i loro film senza mai cedere all’emozione. La visione di questo film mi ha cambiato radicalmente.

locandina italiana 2016
Au hasard Balthazar (1966) locandina italiana 2016

Che cosa le insegnò?
Mi riportò alla dimensione delle emozioni. Il grande Bresson mi fece capire che la morte di un animale può essere molto più veritiera e molto più toccante di quella messa in scena da un bravissimo attore nel suo miglior pezzo di recitazione. Questa lezione mi ha accompagnato per tutta la mia vita artistica.

Il cast del film include una star come Isabelle Huppert e un giovane talento emergente come Lorenzo Zurzolo, ma il protagonista di EO è, appunto, un animale.
Quando con Ewa Piaskowska - mia moglie, co-sceneggiatrice e produttrice - abbiamo riflettuto su cosa fare per il nostro prossimo film, eravamo d’accordo di non volere una forma tradizionale, una narrazione che va dalla A alla Z, con in mezzo la presentazione ordinata dei personaggi e delle loro vicende. Volevamo rompere questo schema e abbiamo pensato non ci fosse nulla di meglio di un animale come protagonista, innanzitutto perché questa scelta ci avrebbe permesso di eliminare gran parte dei dialoghi.

scena
EO (2022) scena

E avete pensato che un asino fosse l’idea giusta.
All’inizio abbiamo scartato animali già protagonisti di altri film, come cani o gatti. Cercavamo altro. Caso volle che passavamo l’inverno 2019-2020 in Sicilia, in un paesino chiamato Custonaci, dove mettono in scena questo presepe vivente che simula la vita del passato, che tutto sommato non si distingue molto da quella del presente. In una delle scene c’era una stalla piena di animali: galline, anatre, oche, maiali, capre, mucche e anche un grande bue, poi Giuseppe e la Madonna con il bambino in grembo. All’improvviso una gallina si alza in volo, come fosse pazza, sfiora la testa di Giuseppe e finisce dall’altro lato della stalla. Lì dove atterrò notai finalmente un asinello, tutto raccolto in sé, in silenzio, assolutamente “altro”, con questi grandi occhi spalancati con cui osservava questa scena affollata e chiassosissima senza farsi coinvolgere in alcun modo.

Gli occhi di EO sono in effetti una delle immagini che più rimangono impresse del suo film.
Trovai quello sguardo malinconico estremamente coinvolgente. Mi resi conto in quel momento che un asino sarebbe stato il mio unico protagonista e che nel suo peregrinare dalla Polonia all’Italia avrebbe guardato il mondo con la stessa espressione di tranquillità e lo stesso sguardo distante. 

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EO (2022) scena

Qual è il suo rapporto con il digitale? Pensando non solo a EO, ma anche al precedente 11 minuti, il suo cinema sembra portare avanti una riflessione sulle possibilità di questa tecnologia, così coerente con l’animo spontaneo, innovativo e ribelle dei suoi film.
La tecnologia digitale mi dà sicuramente una maggiore libertà e mi fa risparmiare tempo. È un risparmio anche di pellicola e posso vedere immediatamente il girato. Ritengo siano pregi indiscutibili. Ma non faccio particolari riflessioni. Ritengo che la differenza rispetto alla pellicola venga percepita solo dagli addetti ai lavori e non dal pubblico degli spettatori.

Fra i suoi film, ne ha uno preferito?
Mi imbarazzo a dirlo, ma il mio film preferito è EO! Lo amo alla follia.

E in generale, il film della vita?
La strada di Federico Fellini. Ora all’American Cinematheque di Los Angeles, siccome loro adorano fare i double bill, si possono vedere al prezzo di un unico biglietto La strada e EO. E non l’ho mica suggerito io! È stata una loro scelta.

Autore

Eddie Bertozzi

Eddie Bertozzi si è laureato in lingua e cultura cinese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha conseguito un Ph.D. in Film Studies alla SOAS, University of London. È stato Program Manager della Settimana Internazionale della Critica (Mostra del Cinema di Venezia) dal 2009 al 2020 ed è programmer del Filmmaker Festival di Milano dal 2017. Dal 2021 collabora con il Locarno Film Festival come responsabile del comitato di selezione Pardi di domani e come consulente per le sezioni competitive. Dal 2014 è attivo anche nel settore della distribuzione cinematografica in qualità di responsabile acquisizioni. È membro del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) e della European Film Academy (EFA).

Il film

locandina EO

EO

Drammatico - Polonia 2022 - durata 126’

Titolo originale: Hi-Han

Regia: Jerzy Skolimowski

Con Lorenzo Zurzolo, Mateusz Kosciukiewicz, Isabelle Huppert, Sandra Drzymalska, Tomasz Organek

Al cinema: Uscita in Italia il 22/12/2022

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