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Les Misérables

Regia di Tom Hooper vedi scheda film

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La recensione su Les Misérables

di bufera
6 stelle

Dopo le venti (più o meno) trasposizioni cinematografiche del romanzo di Victor Hugo Les Misérables, inevitabili  per la messe di temi che la fonte letteraria offre,ecco la trasposizione cinematografica del musical omonimo, di cui nel 1985 a Londra fu rappresentata l’edizione inglese, a seguito di quella francese, con autori Alain Boublil e Claude- Michel Schonberg, con grande e persistente successo dovunque sia stato messo in scena. Mentre assistevo al film, che è la prima, per ora, trasposizione cinematografica del musical, mi chiedevo se l’operazione fosse poi così necessaria, anche se abbiamo e visto e apprezzato molti musical trasposti in cinema da My Fair Lady a Funny Girl a Mamma mia! a Evita a Jesus Christ Superstar al bellissimo Fantasma dell’Opera e altri, perchè il  voler riprodurre il musical da parte di un regista perfezionista come Tom Hooper, che dopo” Il discorso del re” mira più in alto, colmando tutti i vuoti tra le parti cantate musicali  con ulteriore musica, cantata e non, ( richiesta ex novo agli Autori), di modo che non ci sia spazio che per poche frasi dette di fretta con voci traumaticamente fuori tono per l’orecchio pregno di musica e canto, non mi ha convinta. Ecco, in tal modo egli sembra aver strafatto, quasi volendolo far assurgere all’opera lirica che è tutta un’altra cosa in termini di canto e musica. Hooper, che  ha avuto un grande budget a disposizione e ne ha ben fruito per ambientazioni, scene, costumi, colore, luci, fotografia, effetti speciali e presa diretta del canto utilizzando alte professionalità, ma quando siamo alla scelta degli attori che, poveretti cantano sempre, qualunque cosa accada, con la loro voce e in diretta (fattore pregevole), non sembra aver ponderato a sufficienza o non gliene è importato granchè, poiché il canto è sì interpretazione dei ruoli e sono tutti  bravi attori, ma il canto chiede anche una buona voce ben impostata e qui proprio gli attori di maggiore fama hanno lasciato a desiderare, l’uno con una sua semplice esperienza di band rockettara, oltre ad una scarsa immedesimazione nel personaggio (Russel Crowe quale l’ossessivo legalitario Javert),  l’altro, la cui interpretazione del povero ladro per miseria è molto intensa e commovente, non è  valorizzato dal timbro della voce ad alto e fiacco registro ( Hugh Jackman come Jean Valjean). Sorprendente e di grosso rilievo l'intera prestazione di Anne Hathaway, come Fantine madre disgraziata di Cosetta. A parte la paradossale coppia di gaglioffi Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter, molti giovani sono più all’altezza del loro compito, come Amanda Seyfried e Eddie Redmayne( Cosetta adulta e Marius). Nel  complesso Les Misérables è un grande film per spettacolarità ed eventi, rivoluzione, barricate, eroismi, redenzioni, moralismi e santificazioni, ma qui si parla del testo di Hugo che si dilata a conclusioni filosofiche ed esistenziali inneggianti ai poveri, per lo più buoni e degni di redenzione, al contrario dei cattivi e tribolati che possono perdere di vista l’aspirazione alla redenzione in questo o quell’altro mondo. E allora si vede che la musica amalgama questa massa caotica di personaggi ed eventi tristi, purchè avvolgente, parlante da sè e non cronachistica anche da parte di chi sta per morire. Purtroppo non è venuta fuori da tanto impegno e cotanti investimenti quell’opera memorabile che      poteva essere, anche se si segue con partecipazione e  viva commozione. L’insistenza dei primi piani sui cantanti non ha reso le riprese più aderenti  alla teatralità, anzi, talora è fastidiosa e spesso distraente dall’azione generale: a teatro non si sta tutto il tempo con il binocolo a seguire le facce di  coloro che cantano.

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