Favolacce

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Regia di Damiano D'Innocenzo, Fabio D'Innocenzo

Con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin, Barbara Ronchi, Lino Musella, Barbara Chichiarelli... Vedi cast completo

  • In TV
  • Sky Cinema Due
  • canale 302
  • Ore 19:15
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Trama

Alla periferia meridionale di Roma, una piccola comunità di famiglie vive con i loro figli. Si tratta di un mondo apparentemente normale dove silente cova il sadismo sottile dei padri, la passività delle madri e l'indifferenza colpevole degli adulti. Ma soprattutto è la disperazione dei figli, diligenti e crudeli, incapaci di farsi ascoltare, che esplode in una rabbia sopita e scorre veloce verso la sconfitta di tutti.

Approfondimento

FAVOLACCE: UNA FAVOLA (NERA) SULLA VIOLENZA FAMILIARE

Diretto e sceneggiato da Fabio e Damiano D'Innocenzo, Favolacce racconta la vita di un piccolo quartiere di famiglie alla periferia di Roma, durante il corso di un'estate dal caldo soffocante che contribuisce a creare un'atmosfera di alienazione. Osservate da lontano, le famiglie sembrano normali ma si tratta solo di un'illusione: nelle case, nei cortili e nei giardini, il silenzio cela il sottile sadismo dei madri, la passività delle madri e la colpevole indifferenza degli adulti. La disperazione e la rabbia repressa dei bambini arriverà però ad esplodere intaccando la grottesca facciata di circostanza, con conseguenze devastanti sull'intera comunità.

Con la direzione della fotografia di Paolo Carnera, le scenografie di Emita Frigato, Paola Peraro e Paolo Bonfini, e i costumi di Massimo Cantini Parrini, Favolacce è stato così presentato dai registi in occasione della partecipazione in concorso al Festival di Berlino 2020: "È difficile trovare parole sintetiche e abbastanza efficaci per descrivere i temi che volevamo affrontare nel nostro secondo progetto. Anche perché abbiamo scelto di usare le immagini per raccontare la storia piuttosto che la sola scrittura. La scrittura è troppo precisa, troppo inequivocabile. E non bastava per questa storia. C'è molto silenzio nel film e, paradossalmente, quando i personaggi parlano comunicano ancora meno di quando stanno in silenzio. Disagio, solitudine e apprensione trovano il loro luogo ideale all'interno delle famiglie di Favolacce: la casa - ciò che siamo soliti pensare come un nido, sebbene forse teneramente limitante - diventa nella storia il posto in cui convivono intolleranza, freddezza e ansia. Basta dare un'occhiata alle statistiche sui casi di violenza domestica per renderci conto di quanto questo corrisponda purtroppo a verità. Volevamo indagare sull'interruzione di comunicazione di queste famiglie, immerse nella stagnazione di sterili abitudini, dove forse solo le tragedie hanno la capacità di scuotere le cose. Si tratta di famiglia normali di tutti i giorni che ognuno può riconoscere, senza la scusa dell'essere "marginali" o alla rassicurante distanza della borghesia: compongono una sorta di Antologia di Spoon River per il nuovo millennio, che parla sia alla periferia americana sia allo stato di benessere sociale europeo.Crediamo che la nostra storia possa trasmettere un senso di palpabile sofferenza. Non solo perché racconta la sofferenza ma perché la incarna, ricorrendo alla più potente forma ancestrale, alla metafora per eccellenza: la favola. Il nostro film è come un racconto del terrore che mette in piazza i peggiori aspetti del capitalismo che non ci appartiene per cultura o tradizione ma con cui da (provinciali) cittadini del mondo dobbiamo in qualche modo fare i conti. Abbiamo dunque messo in piedi una storia complessa che si combina con una mise en scène sorprendente e spiazzante che, lontana dal realismo del nostro precedente film, La terra dell'abbastanza, trasfigura il presente in un linguaggio cinematografico senza tempo".

"La storia di Favolacce - hanno aggiunto i registi - poteva venir fuori dalle pagine di autori come Updike, Vonnegut, Yates, Ibsen, o ancora più ovviamente dalle opere dei fratelli Grimm. Raffigura un mondo di sensazioni, colori luminosi e odori, ma che alla lunga brucia. E come in ogni favola che si rispetti ha un narratore che sottolinea e precisa gli eventi... un narratore beffardo a cui piace mescolare le carte, vedere ambiguità nel più normale dei gesti e rendere normale ciò che invece è inumano. Ogni film è sogno, dopotutto. Favolacce parla di un sogno infranto, quello di una generazione di giovani uomini e donne che immaginavano il loro futuro con un senso di speranza che si è dimostrato vano. E quello dei loro figli, che non vogliono andare da nessuna parte verso il loro stesso futuro".

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Il cast

A dirigere Favolacce sono i fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo. Nati nel 1988, sono entrambi registi e sceneggiatori. Hanno trascorso la loro infanzia alla periferia di Roma dipingendo, scrivendo poesie e scattando fotografie. Senza avere alle spalle nessuna formazione classica in regia, hanno fatto il loro debutto… Vedi tutto

Commenti (19) vedi tutti

  • Un cesso pauroso

    commento di ENNAH
  • Un film estremamente tragico, intenso e autentico.

    leggi la recensione completa di Carlo Ceruti
  • Inguardabile. Schifo totale. VOTO 3

    commento di arcarsenal79
  • Tempo 20 minuti e mi sono addormentata. Avevo deciso di guardarlo per Elio Germano ma francamente è tempo perso.

    commento di primavera63
  • Le favole raccontate prima di dormire tranquillizzano. Le "favolacce" narrate con questo film possono lasciare svegli, invitando a profonde riflessioni.

    leggi la recensione completa di Guidobaldo Maria Riccardelli
  • Fuga da Spinaceto (“Oh, come t’inganni!”).

    leggi la recensione completa di mck
  • Pretenzioso e quindi irritante!

    commento di vjarkiv
  • Opera assolutamente originale nel panorama cinematografico italiano. Tuttavia lo straniamento indotto da uno stile al contempo gelido e grottesco e la sgradevolezza respingente di tutti i personaggi mi ha impedito di appassionarmi e la trama, frazionata in episodi poco coesi, mi è risultata difficile da seguire, fino ad ingenerare noia e distacco.

    leggi la recensione completa di port cros
  • "Oh come t'inganni/se pensi che gli anni/ non hanno a finire/bisogna morire"

    leggi la recensione completa di leporello
  • Tanto pretenzioso quanto noioso e con certi dialoghi le cui parole non si percepiscono nemmeno tanto che il film diventa ancora più una palla.....basta mettere in fila quattro casi umani disagiati per essere incensati dalla critica ???

    commento di Travis21
  • Ottimo questo secondo lungometraggio dei fratelli "D'Innocenzo". Bravi tutti gli attori, in particolare i bambini

    leggi la recensione completa di Furetto60
  • Premi meritati. Un (neo)realismo che può sfuggire solo a chi non conosce la gravità del furto dell'infanzia, sottovaluta le insidie - che non perdonano - di vite vuote e senza valori, nonché di cortocircuiti tra miseria e violenza, sì violenza E' un film ottimo ma violento.

    commento di Piero
  • Le favolacce sono storie ne’ vere ne’ false. Sono incubi alla luce del sole, vissuti da adolescenti senza speranza, che cercano un’appartenenza diversa dal degrado e dall’indifferenza. Dramma intenso, sofferto, pasoliniano; il “cupio dissolvi” dei fratelli d’ Innocenzo, che fanno centro al secondo lungometraggio. Impagabili tutti gli interpreti.

    commento di Vellocet
  • Dopo questo film guarderò le famiglie dei miei vicini in modo diverso.

    commento di mosez78
  • "Favolacce" è una sorta di libro narrato per immagini,dettagli e metafore,qui gli occhi dei bambini indagano e scrutano un mondo adulto brutale e superficiale.La periferia romana diventa una sorta di contenitore tra realtà,immaginazione e sogno dove non vi è la morale ma solo un pessimo finale.

    leggi la recensione completa di GIMON 82
  • Dopo la loro opera prima La Terra dell’Abbastanza, i fratelli d’Innocenzo fanno il bis con un’altra prova notevole. Stavolta il punto dei vista è quello dei bambini con una ”favola” amara e cruda, ma piena di poesia.

    leggi la recensione completa di siro17
  • Inserisci una fotografia enigmatica, calda, sfuocata, elegante. Inserisci una storia nera che toccca i bambini, gli innocenti, le vittime di una società deviata malata, irrispettosa. Inserisci una scrittura potente animata e resa viva da attori perfetti, con facce perfette, spietati genitori e figli conseguenti. Inserisci casette a schiera di provi

    leggi la recensione completa di gaiart
  • Sicuramente nella top ten dei più brutti film mai visti,

    commento di nds
  • Ma perché? Una robaccia che non ha davvero nulla da dire e lo fa nel modo più noioso possibile. Ma nemmeno kubrick nel suo genio si dilungava così tanto. Voto meno di 0

    commento di Sladkii
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Recensioni

La recensione più votata è negativa

M Valdemar di M Valdemar
4 stelle

    Favolacce. Fratellacci. Filmaccio. Si apre s'una pagina dalla didascalia solenne e ammiccante, il favoloso Favolacce («Quanto segue è ispirato a una storia vera. Una storia vera ispirata a una storia falsa. La storia falsa non è molto ispirata»): inchiostrata in bella grafia, nella astuta dichiarazione della menzogna, l'autoassoluzione del narratore e… leggi tutto

4 recensioni negative

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

ilcausticocinefilo di ilcausticocinefilo
5 stelle

  Pretenziosità altisonanti d'un giovane duo gemellare di registi già precocemente assurti al grado di "autori". Favolacce (misteriosamente premiato per la sceneggiatura a Berlino) è un film faticoso, straniante, allucinante, tetro, morboso. A seconda dei casi, questi aggettivi – parrà forse un paradosso – nel mondo del cinema possono perfino… leggi tutto

5 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle positive

alan smithee di alan smithee
7 stelle

"Quanto segue, è ispirato ad una storia vera; la storia vera è ispirata ad una storia falsa; la storia falsa non è molto ispirata". Sono più inquietanti i genitori, che ostentano armonie familiari appiccicate con lo sputo e camuffate dietro l'ordine posticcio ed autoimposto di casette a schiera tutte uguali e tutte ugualmente finte e senza personalità, o… leggi tutto

16 recensioni positive

2020
2020

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Carlo Ceruti di Carlo Ceruti
8 stelle

Quel che più colpisce di Favolacce è l'autenticità, la crudezza delle immagini, dei dialoghi e della psicologia dei personaggi. Ciò è merito anzitutto dei due registi che danno vita a una narrazione angosciante e qua e là claustrofobica ma è merito anche delle interpretazioni degli attori, tutti straordinariamente credibili a…

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steno79 di steno79
7 stelle

Se ne parla come uno dei film più interessanti del momento, e devo dire che a colpire ti colpisce, anche se nel mio caso con qualche riserva. Uno "Short cuts" italiano, altrettanto dolente e pessimista? Una versione riveduta e corretta dei racconti sulle borgate di Pasolini, aggiornata allo sfacelo italico contemporaneo? Il film dei gemelli D'Innocenzo semina diverse piste, conduce in…

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Guidobaldo Maria Riccardelli di Guidobaldo Maria Riccardelli
8 stelle

Per chi non ama i lieto fine a prescindere, le mielose storie di comprensione e ricongiungimento, il serpeggiante buonismo da famiglie Barilla, queste cupe favole saranno una piacevole scoperta e la tristezza concettuale che deriverà dalla loro visione lascerà quel retrogusto amaro tipico dei film che hanno qualcosa da dire. Ammirevole il coraggio della regia che affonda il…

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mck di mck
8 stelle

    Premessa. “Se è una scelta editoriale, mi pare discutibile. Se, invece, è una scelta politica, la capisco benissimo.” Così Enzo Biagi rispondeva indirettamente ad Agostino Saccà alla fine di gennaio 2002, quando l’allora direttore di Rai Uno preventivò un probabile spostamento de “il Fatto” ad altro orario ed…

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axe di axe
6 stelle

Nonostante un'apparente normalità - o meglio, il disagio della quotidianità ormai purtroppo consueto - all'interno di alcune famiglie, le quali vivono l'una vicino all'altra in alcune case indipendenti nell'estrema periferia romana, si sono consolidate dinamiche che vedono i più giovani subire direttamente o indirettamente angherie a causa dell'atteggiamento degli adulti, le…

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alexio350 di alexio350
7 stelle

Bruno (Elio Germano) vive in qualche sobborgo di Roma con la moglie e i figli dodicenni, è fermo con il lavoro e suscettibile a scatti d’ira incontrollati. I suoi contatti sociali prevedono la frequentazione di Amelio, il quale sprona il figlio appena adolescente ad avere rapporti sessuali con una ragazzina che gli gira intorno. I bambini assistono apparentemente inermi alle…

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panunzio di panunzio
6 stelle

Dopo Criminali come noi risalente a sabato 22 febbraio, finalmente una proiezione e sul grande schermo. Criminali come noi, forse potrebbe essere il sottotitolo del film dei fratelli D’Innocenzo (la cui Terra dell’abbastanza che non ho ancora visto sto registrando su Rai3…) Sintetiche ed immediate impressioni: gli autori colgono nel segno se loro intenzione era di offrire una…

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attidur di attidur
4 stelle

Film abbastanza deludente che fa dubitare una volta di più su come vengano assegnati i premi cinematografici. Innanzitutto, un film è destinato ad essere anche ascoltato e, come dice Leporello, l'audio è pessimo e l'utilizzo del romanesco spinto anche eccessivo. Alcuni momenti del film vanno completamente perduti chiedendosi che cosa abbia detto, ad esempio, il padre del…

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port cros di port cros
5 stelle

Ben disposto dall'ottima impressione che mi fece l'esordio dei fratelli d'Innocenzo La Terra dell'abbastanza e dai premi prestigiosi ricevuti a Berlino (Orso d'argento per la Migliore Sceneggiatura), mi sono avvicinato a Favolacce (già in onda su Sky, essendo la sua uscita in sala stata bruciata dal lockdown per il coronavirus) con aspettative elevate che sono purtroppo andate in gran…

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leporello di leporello
8 stelle

   Ci sono due estremi in questo film: quello in basso è l’audio pessimo, affiancato a un romanesco spinto che non è il massimo, e che lascia sul campo decine di dialoghi incomprensibili (beati, anche in questo caso “inverso”, quelli che l’hanno visto in lingua originale coi sottotitoli...); quello in alto è il brano  “La…

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LAMPUR di LAMPUR
4 stelle

  C’erano ‘na vòrta un catatonico, ‘na schizofrenica, ‘n’autistico… No Franco dai, non puoi iniziare così.. capito che il film non t’è piaciuto, ma è ritenuto un capolavoro quasi all’unanimità, vincitore di premi e riconoscimenti, un manifesto di lampante cinema del futuro, lucida denuncia, appassionata…

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Furetto60 di Furetto60
7 stelle

La narrazione prende vita da una voce fuori campo , che in sottofondo ci riferisce, di un diario rinvenuto nella spazzatura, da qui parte una storia vera, forse o più probabilmente no, in ogni caso non molto ispirata, come afferma il nostro novellatore. Siamo nella periferia romana di Spinaceto durante una torrida estate dei nostri tempi ed entriamo subito nelle vite solo apparentemente…

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M Valdemar di M Valdemar
4 stelle

    Favolacce. Fratellacci. Filmaccio. Si apre s'una pagina dalla didascalia solenne e ammiccante, il favoloso Favolacce («Quanto segue è ispirato a una storia vera. Una storia vera ispirata a una storia falsa. La storia falsa non è molto ispirata»): inchiostrata in bella grafia, nella astuta dichiarazione della menzogna, l'autoassoluzione del narratore e…

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Mulligan71 di Mulligan71
7 stelle

"Favolacce" è, facendo le proporzioni, l' "America Oggi (Short Cuts)" di Altman, ma immerso nel mare fermo della periferia romana, anno domini 2020 o dintorni. Già l'esordio di questi due fratelli, prestati al Cinema ma già altre cose, fra poesia e fotografia, era un film forte e "romano", superiore, a mio modo di vedere, a questo. Qui affondano i denti e le idee, in un…

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