Espandi menu
cerca
Favolacce

Regia di Damiano D'Innocenzo, Fabio D'Innocenzo vedi scheda film

Recensioni

L'autore

Mulligan71

Mulligan71

Iscritto dal 6 aprile 2007 Vai al suo profilo
  • Seguaci 40
  • Post -
  • Recensioni 991
  • Playlist 2
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Favolacce

di Mulligan71
7 stelle

"Favolacce" è, facendo le proporzioni, l' "America Oggi (Short Cuts)" di Altman, ma immerso nel mare fermo della periferia romana, anno domini 2020 o dintorni. Già l'esordio di questi due fratelli, prestati al Cinema ma già altre cose, fra poesia e fotografia, era un film forte e "romano", superiore, a mio modo di vedere, a questo. Qui affondano i denti e le idee, in un quartiere romano, piccolo borghese, dove la coralità di famiglie-non-famiglie fa cozzare fra loro la vita e la crescita di ragazzini adolescenti, per lo più distaccati dalla realtà che li circonda, quasi autistici nei rapporti con genitori del tutto assenti e incapaci di una pur minima capacità educativa. Ma se vi aspettate un film pieno di cliché del genere, vi sbagliate di grosso, perché i D'Innocenzo lasciano fluire, con un nichilismo annientante, le storie minime che s'intrecciano, fino a un devastante finale, unico e terribile. La regia, a differenza di "La Terra Dell'Abbastanza", molto più a fuoco ma molto più "facile" da girare, è stilizzata all'eccesso, quasi finta, favolistica appunto, iper realistica, con gli occhi e i volti dei ragazzini a condensare tutto il dolore e la solitudine del mondo. E' un Cinema di (s)formazione, dove il diventare adulti si sfalda in piscine abbandonate, temporali, cellulari, famiglie in via di distruzione e una scuola asettica e distante. Nessuna corsa verso il mare, qui, verso un futuro, verso una speranza. Solo la grande luminosità di un'estate romana, in realtà più nera della pece. Un film per niente facile, per niente accondiscendente, cattivo e tenero, dove gli orchi delle favole, sono la mamma e il papà. Qualcosa non funziona, ma questi sono registi da tenere d'occhio, proprio per la loro diversità, per il loro coraggio, in un cinema italiano ormai quasi del tutto uniformato. Premiato a Berlino 2020. 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati