Trama

Samantha Andretti è stata rapita una mattina d'inverno mentre andava a scuola. Quindici anni dopo, si risveglia in una stanza d'ospedale senza ricordare dove è stata né cosa le è accaduto in tutto quel tempo. Accanto a lei c'è un profiler, il dottor Green: sostiene che l'aiuterà a recuperare la memoria e che insieme cattureranno il mostro. Ma l'avverte che la caccia non avverrà là fuori, nel mondo reale. Bensì nella sua mente. Bruno Genko, invece, è un investigatore privato. Quindici anni prima è stato ingaggiato dai genitori di Samantha per ritrovare la figlia. Adesso che la ragazza è riapparsa, sente di avere un debito con lei e proverà a catturare l’uomo senza volto che l'ha rapita. Ma quella di Genko è anche una lotta contro il tempo: un medico gli ha detto che gli restano due mesi di vita. E, per uno scherzo del destino, quei due mesi sono scaduti proprio nel giorno in cui Samantha è tornata indietro dal buio. Chi giungerà prima alla verità: l'investigatore o il profiler? Ma siamo sicuri che, alla fine di tutto, ci sia un'unica verità? Questa, dopotutto, non è un'indagine come le altre: qualcuno ha un segreto, qualcuno sta mentendo. E da qualche parte, là fuori, c'è un labirinto pieno di porte. E dietro ognuna si nasconde un enigma, un inganno

Approfondimento

L'UOMO DEL LABIRINTO: LE NOTE DI REGIA

"Sin dai tempi di Agatha Christie, l'autore di un thriller ingaggia una sfida con il lettore: sarà in grado di celare fino all'ultima pagina il colpo di scena che risolve il mistero? Egli, però, dovrà fornire al lettore tutti gli elementi per giungere da solo alla soluzione, anche prima del tempo. Potrà usare inganni o sotterfugi, ma la verità dovrà essere sempre davanti agli occhi di chi legge – opportunamente occultata, si intende.

Il mio scopo è sempre stato scrivere romanzi che sembrano dei film e di fare dei film che assomigliano a un romanzo. Con i miei libri cerco di evocare immagini nella mente del lettore, così i miei film non devono esaurirsi in ciò che è visibile sullo schermo. Io credo nel potere evocativo del racconto. Per esempio, in La ragazza nella nebbia, molti spettatori hanno successivamente citato la scena di un omicidio che, in realtà, nel film non c'era ed era solo descritta da uno dei protagonisti. Eppure quelli erano assolutamente convinti di averla vista! Ho fatto tesoro di quell'esperienza e in L'uomo del labirinto l'invisibile è importante almeno quanto ciò che si vede. Questa dimensione del racconto è fatta di linguaggi subliminali e di trappole per l'inconscio. Il pubblico non sarà semplicemente "spettatore": verrà coinvolto, compromesso e, a volte, sarà anche complice.

L'investigatore privato Bruno Genko (Toni Servillo) è un uomo che sta per morire: i medici gli hanno dato due mesi di vita e, quando inizio a raccontarlo, il conto alla rovescia è appena scaduto… ma lui non è morto. «Ieri sera aspettavo la mezzanotte, come Cenerentola... E non è successo niente…» afferma, ridendo di se stesso.

Ho voluto che tutta la storia si svolgesse come una sfida fra due protagonisti: l'investigatore privato e il profiler. L'uno è la nemesi perfetta dell'altro. Una caccia all'uomo – al colpevole, al malvagio – condotta con due metodi diversi. Quella di Genko avviene nel mondo reale, sporcandosi le mani e rischiando in prima persona… Anche se uno che sta per morire non ha nulla da perdere. Quella del dottor Green è cerebrale, sottile ma anche spietata perché il profiler non risparmierà alcun mezzo, anche il più scorretto, pur di penetrare nella mente della vittima: perché è lì che si nasconde il mostro, la preda agognata da ogni cacciatore.

Per realizzare questa messinscena avevo bisogno di Toni Servillo e Dustin Hoffman.

A Toni ho chiesto di modificare voce, postura, energia del personaggio man mano che si avvicinava la fine di Genko e questi si addentrava nel proprio inferno. Insieme abbiamo costruito gli incontri del protagonista con i vari demoni: perché solo chi è in fin di vita riesce a vedere e a sentire cose che agli altri sono precluse.

A Dustin ho domandato di essere gentile, compassionevole ma anche ambiguo. Non volevo il solito profiler, uno di quei moderni investigatori che si vedono nelle serie o nei film o che si trovano nei libri: tecnicamente abilissimi a decifrare gli indizi, quasi come supereroi pronti a salvare il mondo. Invece avevo bisogno di un vecchio saggio, dotato di una lunga esperienza, capace di cogliere non le prove ma i segni del male. Un maestro severo che insegna alla vittima a sconfiggere da sola il proprio carnefice. Anche se questo comporta un percorso duro e doloroso.

I due attori, come i rispettivi protagonisti, s'incontreranno due sole volte nella storia. Il primo è un incontro quasi subliminale, il secondo è la soluzione di tutto ma segna anche l'inizio di un nuovo mistero: quello che il pubblico dovrà portarsi a casa.

Il loro dialogo, apparentemente futile, è la sintesi estrema del racconto.

Ho voluto fare un noir che fosse coloratissimo e pieno di musica.

Volevo uscire dall'atmosfera gelida dei thriller degli ultimi anni, che si accompagna spesso a una musica cupa, di solito elettronica.

L'ispirazione me l'ha data Hitchcock. Un giorno mi sono imbattuto per caso nelle foto di scena di Psyco. A dispetto di ciò che si vede sullo schermo, il maestro della suspense aveva voluto set e costumi esageratamente colorati (i maligni raccontano che il regista alla fine abbia optato per un film in bianco e nero perché, avendo finanziato personalmente una pellicola in cui nessuno credeva, non aveva potuto "permettersi" il Tecnicolor…)".

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Il cast

A dirigere L'uomo del labirinto è Donato Carrisi, regista e scrittore italiano. Nato a Martina Franca nel 1973, Carrisi si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sui serial killer. Successivamente si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. Si è trasferito a Roma nel 1999 per intraprendere… Vedi tutto

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La recensione più votata è negativa

M Valdemar di M Valdemar
2 stelle

      Purtroppo non è un “gioco” (col quale sollazzarsi nelle segrete pseudolabirintiche di menti drogate di attenzioni): L'uomo del labirinto è seri(o)ssima messinscena del nulla, ipersatura cromatura del grigio anonimo, sgangheratissima parodia involontaria, paludosa architettura del mistero (multiplo), masturbatoria nonché molesta ricerca… leggi tutto

5 recensioni negative

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

diomede917 di diomede917
5 stelle

La fedeltà al testo letterario è una delle diatribe più sentite da chi ama letteratura e cinema. La domanda che ci si fa spesso è quanto deve essere più rispettoso un film alla sua fonte di ispirazione e al tempo stesso mantenere una propria dignità di fondo. Donato Carrisi da una sua personale interpretazione a questo dubbio amletico dirigendo lui… leggi tutto

2 recensioni sufficienti

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almodovariana di almodovariana
8 stelle

Carrisi è abilissimo a creare l'atmosfera del thriller e in più si affida ad un ottimo cast, Servillo in primis. È un thriller mozzafiato che opera una serie di ribaltamenti del punto di vista dello spettatore che, quasi come una serie di fuochi d'artificio, nascono uno dentro l'altro e in cui il successivo 'amplifica' il precedente. Sospeso tra atmosfere che rimandano a The… leggi tutto

2 recensioni positive

2019
2019

Recensione

diomede917 di diomede917
5 stelle

La fedeltà al testo letterario è una delle diatribe più sentite da chi ama letteratura e cinema. La domanda che ci si fa spesso è quanto deve essere più rispettoso un film alla sua fonte di ispirazione e al tempo stesso mantenere una propria dignità di fondo. Donato Carrisi da una sua personale interpretazione a questo dubbio amletico dirigendo lui…

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ange88 di ange88
3 stelle

    Samantha Andretti è stata rapita una mattina d'inverno mentre andava a scuola. Quindici anni dopo, si risveglia in una stanza d'ospedale senza ricordare dove è stata né cosa le è accaduto in tutto quel tempo. Accanto a lei c'è un profiler, il dottor Green: sostiene che l'aiuterà a recuperare la memoria e che insieme cattureranno il…

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champagne1 di champagne1
4 stelle

Rapita tredicenne, Samantha torna libera - ma senza memoria - dopo 15 anni. La ricerca del suo rapitore va di pari passo al tentativo di  ricostruzione del "labirinto" ove era rinchiusa...     Secondo lavoro in regia di Donato Carrisi, sempre tratto da un suo romanzo, e secondo discusso film. Devo dire in realtà è risultata poco interessante l'arzigogolata…

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Sergio Grossini
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GiasperJones di GiasperJones
10 stelle

Ci vuole enorme coraggio a fare un film del genere. Osare, provare strade nuove, senza pigrizia, senza ripetere film già fatti e già visti. Va premiato,anche solo per questo. In un mondo sempre più omolagto e sempre più ignorante, mi pare che un film del genere vada promosso e sostenuto il più possibile. Altrimenti teniamoci i remake dei remake dei…

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Recensione

Andreotti_Ciro di Andreotti_Ciro
6 stelle

La ventisettenne Samantha Andretti si risveglia in una camera d’ospedale alla presenza del dottor Green, un profiler che assieme a lei vuole scoprire chi l’abbia rapita quindici anni prima. Allo stesso caso lavora anche Bruno Genko, detective privato esperto in recupero crediti, al quale quindici anni prima si rivolsero i membri della famiglia Andretti alla ricerca di un aiuto per…

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Donapinto di Donapinto
4 stelle

Visto ieri sera al cinema, quasi piu' per fare un favore a un amico fans dello scrittore Donato Carrisi, di cui non si e' perso un romanzo. L'UOMO DEL LABIRINTO e' un film tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore prima citato, che si e' preoccupato anche di dirigerlo, come gia' aveva fatto con il precedente LA RAGAZZA NELLA NEBBIA , suo esordio dietro la macchina da presa, tratto sempre da un…

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alan smithee di alan smithee
1 stelle

Un giorno, in una città del mondo che ben riconosciamo in sottofondo, ma che mai viene per scelta definita o specificata, una ragazza viene rapita e di lei si perdono completamente le tracce per circa quindici anni. Viene ritrovata in uno stato di semi-incoscienza, ormai donna, e posta sotto stretta osservazione da parte di un esperto psicologo, il Dottor Green, che si adopera con…

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M Valdemar di M Valdemar
2 stelle

      Purtroppo non è un “gioco” (col quale sollazzarsi nelle segrete pseudolabirintiche di menti drogate di attenzioni): L'uomo del labirinto è seri(o)ssima messinscena del nulla, ipersatura cromatura del grigio anonimo, sgangheratissima parodia involontaria, paludosa architettura del mistero (multiplo), masturbatoria nonché molesta ricerca…

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almodovariana di almodovariana
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Uscito nelle sale italiane il 28 ottobre 2019
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