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L'uomo del labirinto

Regia di Donato Carrisi vedi scheda film

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La recensione su L'uomo del labirinto

di Donapinto
4 stelle

Visto ieri sera al cinema, quasi piu' per fare un favore a un amico fans dello scrittore Donato Carrisi, di cui non si e' perso un romanzo. L'UOMO DEL LABIRINTO e' un film tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore prima citato, che si e' preoccupato anche di dirigerlo, come gia' aveva fatto con il precedente LA RAGAZZA NELLA NEBBIA , suo esordio dietro la macchina da presa, tratto sempre da un suo romanzo. Non conosco Carrisi, in quanto non ho letto nessuno dei suoi best-sellers, ma ritengo che sia un chiaro ammiratore del thriller d'oltreoceano, almeno cosi' credo dopo aver visto questa sua seconda fatica registica. L'UOMO DEL LABIRINTO e' una pellicola dalle connotazioni gialle, thriller e horror, dove mischia in un confuso cocktail, una mezza dozzina di altri film hollywoodiani, che possono andare da SAW-L'ENIGMISTA, IL COLLEZIONISTA, IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI, DONNYE DARKO e David Lynch, con un risultato complessivo sopra le righe, da qualsiasi punto lo si voglia analizzare: personaggi, recitazione, dialoghi, scenografie, fotografia, con il solito sadico e maniaco che sequestra e imprigiona le sue vittime in luoghi fatiscenti, sottomettendole al suo volere, per poi trasferire l'azione in luoghi con colori fortissimi e scenografie esagerate, che rimandano ad alcune opere di David Lynch, FUOCO CAMMINA CON ME in primis. Vicenda almeno all'inizio piuttosto accattivante, ma che ben presto diventa macchinosa e noiosa, tanto da fare spazientire lo spettatore. Stereotipato il personaggio di Tony Servillo, un detective privato quasi Bukowskiano, cinico, disilluso e trasandato. Non sono questi, almeno per me , i ruoli adatti al bravo attore partenopeo. Alla fine quello che se la cava meglio e' Dustin Hoffman, il piu' equilibrato di tutti. Risultato non bruttissimo, ma lontano dalla sufficenza. Curioso, nulla di piu'.

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