Il Signor Diavolo

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Regia di Pupi Avati

Con Gabriel Lo Giudice, Filippo Franchini, Cesare S. Cremonini, Massimo Bonetti, Lino Capolicchio, Chiara Caselli, Gianni Cavina... Vedi cast completo

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  • Sky Cinema Suspense
  • canale 306
  • Ore 21:00
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Trama

Autunno 1952. Nel nord est dell'Italia è in corso l'istruttoria di un processo sull'omicidio di un adolescente, considerato dalla fantasia popolare indemoniato. Furio Momentè, ispettore del Ministero, parte per Venezia leggendo i verbali degli interrogatori. Carlo, l'omicida, è un quattordicenne che ha per amico Paolino. La loro vita è serena fino all'arrivo di Emilio, un essere deforme figlio unico di una possidente terriera che avrebbe sbranato a morsi la sorellina. Paolino, per farsi bello, lo umilia pubblicamente suscitando la sua ira: Emilio, furioso, mette in mostra una dentatura da fiera. Durante la cerimonia delle Prime Comunioni, Paolino nel momento di ricevere l'ostia, viene spintonato da Emilio. La particola cade al suolo costringendo Paolino a pestarla. Di qui l'inizio di una serie di eventi sconvolgenti.

Commenti (21) vedi tutti

  • Un horror che è un gioiellino, Avati fa valere tutto il suo mestiere e regala una pellicola carica di tensione e suggestioni.

    leggi la recensione completa di alfatocoferolo
  • Ii profondo Veneto come la profonda Emilia, realtà quasi fuori dal tempo, nella cui immersione si diventa prigionieri come di una cappa opprimente e di orrore ancestrale indefinibile. Lo spaesamento di Furio Momentè non è differente da quello di Stefano della Casa dalle finestre che ridono.

    commento di 5gennaio97
  • Ottima la contestualizzazione dell'epoca, e dei luoghi. A parte l'assenza del dialetto. Deboluccia la trama, inconsistente e ambiguo il finale.

    commento di putrella
  • Riuscito ritorno al gotico di Avati che torna a trattare l’affascinante tema della superstizione e dell’influenza nefasta della religione. Il rapporto fra chiesa e raziocinio è la base solida di questo piccolo gioiellino tecnicamente perfetto che, per l’ambientazione provinciale, rimanda alle atmosfere cupe e sinistre del suo capolavoro del 1976.

    commento di spopola
  • Ritorno del grande Pupi Avati ad atmosfere gotiche ed horror. Ancora una volta la religione - e la Chiesa con i suoi segreti - sta alla base di un racconto di paura molto ben scritto e interpretato.

    leggi la recensione completa di undying
  • Molto sotto le aspettative, in linea con gli standard italiani

    commento di adrianoellero
  • La terribile Padania secondo (l’ormai maestro) Avati.

    leggi la recensione completa di cazzeggiatore del millennio
  • Buon horror del maestro Avati, anche se la storia è molto contorta,ottimi gli attori,perlopiù volti noti e cari al regista bolognese.

    leggi la recensione completa di Furetto60
  • Si rimane lontani da "La casa dalle finestre che ridono" e "Zeder". Più vicino a "L'arcano incantatore", per stile di regia e assonanze narrative. Ma è sempre un piacere vedere questi horror "rurali" di Pupi Avati, capace di far parlare mondi differenti attraverso la forza evocatrice del mistero. Quello che si annida dentro le tradizioni popolari.

    commento di Peppe Comune
  • Ritorno deludente di Avati al gotico felliniano, ambientato, stavolta, in laguna. Gli orrori della "cultura contadina" ben si prestano ad una storia vagamente paranormale, dove la cupa alterigia del potere clericale ottunde tutto, e rende le risate sempre mostruose o malate, ed i rarissimi sorrisi sempre ingenui. Grandi Cavina e la Caselli. Voto 6.

    commento di ezzo24
  • Deludente incompressible non all 'altezza degli altri films horror di Pupi Avati

    commento di Cazzuto51
  • Dimentichiamoci i grandi capolavori avatiani del passato,questo film non raggiunge quei livelli....comunque e' pur sempre dignitoso e le atmosfere padane sono attinenti all'opera.Sufficente...e qualcosa di piu'....

    commento di ezio
  • pensavo meglio, devo confessare che sono un pò deluso.. le ambientazioni, la regia, la consecutio temporum, ok, (alcune chicche erotiche da menzionare) ma il resto non mi ha entusiasmato.. la recitazione non sempre al top e a volte poco credibile, la trama è illogica e il finale inspiegato e inspiegabile.. non ho capito..

    leggi la recensione completa di michele300
  • Atmosfere cupe e inquietanti, un buon pugno di attori e tutta la suggestione visiva di una provincia primordiale e intessuta di superstizioni per un thriller che sfiora qua e là l'horror, mantenendo viva una tensione sottile.

    commento di Fanny Sally
  • Ecco l'atteso e riuscito ulteriore tassello del gotico padano di Avati. I temi della paura sono profondi perchè ancestrali: Il buio, il sacerdote, l'animale, il deforme. Il regista è uno dei pochi in Italia a saper muovere la macchina da presa coerentemente agli scopi. La curata fotografia di Bastelli è in piena sintonia con gli intenti registici.

    commento di lucioeroicadupea
  • Il ritorno all'horror di Avati è parzialmente deludente.

    leggi la recensione completa di Carlo Ceruti
  • Un giovane funzionario romano viene mandato in un paese della provincia veneta per investigare sulla tragica morte di un adoles a opera di un coetaneo che dice di aver visto in lei il diavolo. Pupi Avati torna all'horror circondandosi di volti noti del suo cinema che compaiono come guest star.

    leggi la recensione completa di Marco Poggi
  • Avevo letto il libro e come sempre ho aspettato di vedere il film devo dire che non mi ha deluso.

    leggi la recensione completa di Nontrovounnomelibero
  • Ma i veneti, d**can, parlan così? Poi nei primi anni 50, quando molti dei personaggi verosimilmente non avrebbero manco saputo l’italiano…. Se non si voleva fare un film sottotitolato si poteva almeno pretendere dagli attori che recitassero con l’accento veneziano. A parte questo, non fa paura.

    leggi la recensione completa di port cros
  • Non è comunque un horror... termine improprio per un’opera al nero che attinge alle fonti popolari della cultura veneta! Splendide le location cariche di un’atmosfera inquietante e cupa, attori ben diretti, ottima Chiara Caselli. Eccellente!

    commento di Brunoarceri
  • In un’atmosfera densa di sinistri depistaggi e superstizioni contadine si snoda questa lugubre vicenda in cui il Male assume sembianze inaspettate. Fotografia impeccabile. Personaggi splendidamente grotteschi e come attraversati da un perenne stato febbrile. Un gotico padano con interessanti implicazioni politiche e religiose. Magicamente cupo. 9

    commento di Estonia
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undying di undying
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    1952. L'ispettore del ministero Furio Momentè (Gabriel Lo Giudice), al fine di indagare, viene segretamente inviato in una località veneziana teatro di un misterioso fatto di sangue: l'omicidio di un minorenne compiuto da Carlo (Filippo Franchini). Dai verbali degli interrogatori emerge che il piccolo Carlo ha agito suggestionato da dicerie popolari e da… leggi tutto

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Furetto60 di Furetto60
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Incipit da horror gotico, una culla e dentro un neonato, un ragazzo deforme si avvicina e con una dentatura da verro inferocito, sbrana la creatura. Siamo nel 1952 nel paesino di Lio Piccolo, nella laguna veneziana, un minore, Emilio Vestri Musy è stato ucciso dall’amico e coetaneo Carlo Mongiorgi, il movente dichiarato è che voleva vendicare la morte… leggi tutto

10 recensioni sufficienti

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port cros di port cros
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Ma i veneti, d**can, parlan così? Poi nei primi anni 50, quando molti dei personaggi verosimilmente non avrebbero manco saputo l’italiano…. Se non si voleva fare un film sottotitolato si poteva almeno pretendere dagli attori che recitassero con l’accento veneziano. Invece, a parte Chiara Caselli, tutti a parlare con dizione ita-standard, quando non affiora addirittura… leggi tutto

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2020
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  Un giovane funzionario si dirige in un piccolo paese per indagare sulla morte di un ragazzino per mano del coetaneo, tra strane scoperte ed incoerenti analessi la vicenda sfocerà nel sovrannaturale.   Pupi Avati ci ha abituati al suo cinema altalenante, spesso imperfetto, un cinema che però ha saputo affermarsi rendendolo a tutt’oggi una delle autorità…

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La storia è ingarbugliata ma è ampiamente riscattata dall’ordine quasi matematico con cui vengono ricostruiti e raccontati gli eventi da Pupi Avati che qui sembra procedere sempre in avanti nella raccolta di elementi atti a chiarire le vicende e sciogliere così tutti i dubbi che progressivamente si sono accumulati, al fine di approdare a una conclusione certa, anche…

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axe di axe
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Veneto, anni '50. Un atroce ed anomalo delitto scuote il paese di Lio Piccolo. Un giovane adolescente, Carlo, uccide con un colpo di fionda Emilio, un altro ragazzo il cui aspetto fisico è reso sgradevole da alcune malformazioni, credendolo il diavolo; il "Signor Diavolo", secondo la definizione che dà del maligno Gino, il sacrestano del paese, ritenuto, insieme ad una suora,…

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mm40 di mm40
6 stelle

1952, in un paesino delle campagne venete arriva un ispettore per indagare su un ragazzino che ha ucciso un coetaneo ritenendolo il diavolo. Pian piano che l’uomo fa conoscenza della gente del luogo, attorno al giovane si moltiplicano le figure inquietanti, compresa quella di un altro ragazzino dalla dentatura di maiale che si ritiene aver sbranato a morte la sorellina. Pupi Avati,…

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2019
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GoonieAle di GoonieAle
5 stelle

Un'altra incursione nell'horror di Pupi Avati. Ammetto tranquillamente che non ho mai amato le finestre che ridono, né Zeder. Solo l'Arcano incantatore mi era piaciucchiato al cinema per via di una straniante atmosfera che emanava. Ora arriva questo Signor Diavolo e sicuramente, come i precedenti horror di Avati, non mi spingerà a rivederlo più. È moscio, floscio,…

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hallorann di hallorann
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Ritratto sinistro di provincia italica dei primi anni cinquanta. Gli ispirati fratelli Avati chiudono il cerchio e la botola di un discorso e di un cinema, di genere. A parte alcuni rari exploit non c’è rimasto più nessuno capace di pensare, scrivere e mettere in immagini il genere. Con i tratti autoriali che lo hanno sempre contraddistinto Pupi (con l’imprescindibile…

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Pupi Avati torna all'horror, ma il risultato parzialmente delude perché purtroppo, il regista, non è più quello de La casa dalle finestre che ridono. L'ambientazione è curata, le interpretazioni sono credibili (ciò grazie all'ormai inossidabile mestiere del regista), ma l'atmosfera non è abbastanza affascinante e carica di mistero, la storia non colpisce…

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