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Il Signor Diavolo

Regia di Pupi Avati vedi scheda film

Commenti brevi
  • Si rimane lontani da "La casa dalle finestre che ridono" e "Zeder". Più vicino a "L'arcano incantatore", per stile di regia e assonanze narrative. Ma è sempre un piacere vedere questi horror "rurali" di Pupi Avati, capace di far parlare mondi differenti attraverso la forza evocatrice del mistero. Quello che si annida dentro le tradizioni popolari.

    commento di Peppe Comune
  • Vuoto del vuoto che scava nel vuoto vuoti monumenti di vuoto.

    leggi la recensione completa di ocasamantha
  • Ritorno deludente di Avati al gotico felliniano, ambientato, stavolta, in laguna. Gli orrori della "cultura contadina" ben si prestano ad una storia vagamente paranormale, dove la cupa alterigia del potere clericale ottunde tutto, e rende le risate sempre mostruose o malate, ed i rarissimi sorrisi sempre ingenui. Grandi Cavina e la Caselli. Voto 6.

    commento di ezzo24
  • Deludente incompressible non all 'altezza degli altri films horror di Pupi Avati

    commento di Cazzuto51
  • Dimentichiamoci i grandi capolavori avatiani del passato,questo film non raggiunge quei livelli....comunque e' pur sempre dignitoso e le atmosfere padane sono attinenti all'opera.Sufficente...e qualcosa di piu'....

    commento di ezio
  • pensavo meglio, devo confessare che sono un pò deluso.. le ambientazioni, la regia, la consecutio temporum, ok, (alcune chicche erotiche da menzionare) ma il resto non mi ha entusiasmato.. la recitazione non sempre al top e a volte poco credibile, la trama è illogica e il finale inspiegato e inspiegabile.. non ho capito..

    leggi la recensione completa di michele300
  • Atmosfere cupe e inquietanti, un buon pugno di attori e tutta la suggestione visiva di una provincia primordiale e intessuta di superstizioni per un thriller che sfiora qua e là l'horror, mantenendo viva una tensione sottile.

    commento di Fanny Sally
  • Ecco l'atteso e riuscito ulteriore tassello del gotico padano di Avati. I temi della paura sono profondi perchè ancestrali: Il buio, il sacerdote, l'animale, il deforme. Il regista è uno dei pochi in Italia a saper muovere la macchina da presa coerentemente agli scopi. La curata fotografia di Bastelli è in piena sintonia con gli intenti registici.

    commento di lucioeroicadupea
  • Il ritorno all'horror di Avati è parzialmente deludente.

    leggi la recensione completa di Carlo Ceruti
  • Un giovane funzionario romano viene mandato in un paese della provincia veneta per investigare sulla tragica morte di un adoles a opera di un coetaneo che dice di aver visto in lei il diavolo. Pupi Avati torna all'horror circondandosi di volti noti del suo cinema che compaiono come guest star.

    leggi la recensione completa di Marco Poggi
  • Avevo letto il libro e come sempre ho aspettato di vedere il film devo dire che non mi ha deluso.

    leggi la recensione completa di Nontrovounnomelibero
  • Ma i veneti, d**can, parlan così? Poi nei primi anni 50, quando molti dei personaggi verosimilmente non avrebbero manco saputo l’italiano…. Se non si voleva fare un film sottotitolato si poteva almeno pretendere dagli attori che recitassero con l’accento veneziano. A parte questo, non fa paura.

    leggi la recensione completa di port cros
  • Non è comunque un horror... termine improprio per un’opera al nero che attinge alle fonti popolari della cultura veneta! Splendide le location cariche di un’atmosfera inquietante e cupa, attori ben diretti, ottima Chiara Caselli. Eccellente!

    commento di Brunoarceri
  • In un’atmosfera densa di sinistri depistaggi e superstizioni contadine si snoda questa lugubre vicenda in cui il Male assume sembianze inaspettate. Fotografia impeccabile. Personaggi splendidamente grotteschi e come attraversati da un perenne stato febbrile. Un gotico padano con interessanti implicazioni politiche e religiose. Magicamente cupo. 9

    commento di Estonia