Jojo Rabbit

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Regia di Taika Waititi

Con Roman Griffin Davis, Thomasin McKenzie, Taika Waititi, Scarlett Johansson, Sam Rockwell, Rebel Wilson, Stephen Merchant Vedi cast completo

  • In TV
  • Sky Cinema Due
  • canale 302
  • Ore 06:00
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Trama

Jojo, un bambino cresciuto dalla sola madre, ha come unico alleato il suo amico immaginario Adolf Hitler. Il suo ingenuo patriottismo viene però messo alla prova quando incontra una ragazzina che stravolge le sue convinzioni sul mondo, costringendolo ad affrontare le sue paure più grandi.

Approfondimento

JOJO RABBIT: UN HITLER DI CUI RIDERE

Diretto e sceneggiato da Taika Waititi, Jojo Rabbit racconta la storia di Jojo, un bambino tedesco e solitario che, durante la Seconda guerra mondiale, vede la sua visione del mondo capovolta quanto la madre single nasconde nella soffitta della loro abitazione una giovane ragazza ebrea. Aiutato dal suo unico amico immaginario, uno stupido Adolf Hitler, Jojo deve confrontarsi con il suo cieco nazionalismo. La vicenda ha luogo nella cittadina fittizia di Falkenheim, dove al culmine del conflitto vive  Jojo Betzler, che non vede l'ora di unirsi alla Gioventù hitleriana e l'arrivo dei dieci anni gli offre la possibilità di farlo. Credulone e sensibile alla propaganda che lo circonda, ha l'impressione di potere in tal modo fare qualcosa di grande e importante per la prima volta, qualcosa che lo aiuterà a difendere la madre single e a sentirsi parte di un gruppo. Per vincere le proprie insicurezze, Jojo si è creato un amico immaginario che altri non è che Adolf Hitler. Sorta di versione clownesca e senza cervello dell'uomo che tutti conoscono, Hitler dispensa al piccolo tutti i consigli che Jojo avrebbe voluto dal padre assente. Con Adolf al suo fianco, Jojo si sente invincibile ma non sa quali grossi problemi da lì a breve dovrà affrontare.

Umiliato (e quasi decapitato) nel campo di formazione della Gioventù hitleriana, è frustrato più del solito quando fa una scoperta incredibile: inseguendo quella che crede un fantasma, scopre che la madre nasconde in casa una ragazzina ebrea, Elsa. Sebbene sia consapevole del pericolo e il suo amico Adolf non riesca a capire, Jojo matura presto un senso di protezione mai avuto prima: quanto più conosce Elsa, tanto più non può permettere a nessuno, compresi i suoi idoli nazisti, di farle del male. Sarà così che inizierà il suo personalissimo percorso di crescita che lo porterà dall'essere bambino al divenire adulto: trovando il coraggio di andare oltre i limiti imposti dalla propaganda nazista, realizzerà come la vera chiave per il futuro sia l'amore.

Con la direzione della fotografia di Mihai Malaimare Jr., le scenografie di Ra Vincent, i costumi di Mayes C. Rubeo e le musiche di Michael Giacchino, Jojo Rabbit è l'adattamento del romanzo Il cielo in gabbia di Christine Leunens, pubblicato nel 2004, e offre una visione satirica dei tristi eventi legati al secondo conflitto mondiale e di una società impazzita a causa dell'intolleranza. Attingendo alle proprie radici ebraiche (la madre è ebrea mentre il padre è maori) e alle sue esperienze di crescita (in cui è stato vittima più volte di pregiudizi e discriminazione), lo scrittore e regista Taika Waititi prende una forte presa di posizione contro l'odio e la cultura nazista che ha attanagliato la psiche dei tedeschi. Prendendo una storia fin quasi troppo spaventosa, la rende quasi divertente per mostrare come anche un ragazzino potesse all'epoca essere sottoposto al lavaggio del cervello e mostrare assoluta dedizione al Führer. Nell'affrontare satiricamente le idee tossiche dell'antisemitismo, Waititi con la sua storia evidenzia come la speranza sia la sola chiave per superare fanatismo e odio. Ha dichiarato il regista: "Sapevo di non voler fare dal romanzo un dramma diretto e crudo sull'odio e sul pregiudizio. Siamo fin troppo abituati a questo genere di opere  e, quando qualcosa sembra fin troppo facile sia da realizzare sia da capire, preferisco rimescolare le carte e portare un po' di caos. Ho sempre creduto che la commedia sia il modo per far sentire il pubblico a suo agio. Quindi, con Jojo Rabbit, porto lo spettatore a ridere e, una volta che ne ho visto abbassare le difese, comincio a proporgli piccoli sprazzi di dramma che hanno un peso piuttosto notevole. La speranza è tutto ciò a cui ci aggrappiamo per andare avanti: ne abbiamo bisogno anche in questo particolare momento storico, in cui nazionalismo, antisemitismo e altre forme di intolleranza religiosa e razziale sono tornate pericolosamente di moda".

Ha poi concluso Waititi: "Se rendi Hitler argomento su cui ridere, hai vinto, disse Mel Brooks una volta. E io vengo dopo una lunga scia di registi che ci sono riusciti. Prima di me ci sono stati Chaplin con Il grande dittatore, Lubitsch con Vogliamo vivere, Brooks con Per favore, non toccate le vecchiette!, Boorman con Anni '40, Benigni con La vita è bella e persino Quentin Tarantino in Bastardi senza gloria. Non sottovalutiamo poi come Jojo Rabbit abbia al suo centro il legame tra una madre, Rosie, con ideali di apertura e fratellanza e un figlio che, invece, crede in tutt'altro. Sebbene la mia vita sia stata caratterizzata da molte figure femminili forti, per Rosie ho trovato un modello perfetto in Alice non abita più qui di Martin Scorsese".

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Il cast

A dirigere Jojo Rabbit è il regista, sceneggiatore e attore neozelandese Taika Waititi. Nato a Wellington nel 1975, Waititi ha mosso i primi passi nel mondo dell'audiovisivo nel 1999 quando con il nome di Taika Cohen ha cominciato a recitare. Già dal 2002, all'attività di attore alterna quella di regista,… Vedi tutto

Commenti (16) vedi tutti

  • Dopo Benigni anche Waititi affronta lo Shoah ironicamente ed ingenuamente

    leggi la recensione completa di TerenceFletcher
  • "Jojo Rabbit" vorrebbe essere un film adulto adatto ai bambini, con un taglio favolistico adagiato sopra uno sfondo tragico. Ma riesce solo ad essere un film simpatico, che non riesce, ne a satireggiare con ferocia sui mali del nazismo, ne ad essere arguto quando inquadra l'iniziazione alla vita di un bambino. Non basta qualche candida carezza.

    commento di Peppe Comune
  • Su certi temi è difficile danzare con scioltezza non rischiando di cadere in soluzioni pacifiche che finiscono paradossalmente per prendere le parti contro le quali il film vuole dirigersi

    commento di logos
  • Piacevole tragicommedia, un po' ambiziosa ma riuscita e ben interpretata. La vita è bella, per certi aspetti...

    commento di albicla
  • "Lascia che le cose accadono Bellezza e terrore Continua ad andare avanti Nessuna sensazione è definitiva"

    leggi la recensione completa di Infinity94
  • per l'intera durata del film si cerca a tutti i costi di entrare emotivamente nella vicenda raccontata da Waititi. non che non sia fatto bene, ma è troppo superficiale. e anche i pur bravi Rockwell e Johansson fanno una fatica boia a dar vita ai loro personaggi...e la parodia dei nazisti che recitano in inglese nun se po' sentì. bravi i ragazzini.

    commento di giovenosta
  • Totale delusione: un piatta vicenda di formazione che cerca (senza riuscirci) di far ridere con gag di basso livello, personaggi e situazioni inverosimili ed anacronistiche, con la Gioventù Hitleriana che sembra un raduno di boy scout ed il rogo dei libri ridotto a ragazzata da campo estivo.

    leggi la recensione completa di port cros
  • Bellissimo apologo sul male, sulla cultura del diverso come ne La vita è bella l’orrore raccontato come una fiaba ......nera.

    commento di claudio1959
  • Jojo Rabbit è un film sorprendente che in modo ironico e nuovo, ridicolizza il massimo gerarca nazista, trasformandolo nell'amico immaginario di un bambino di 10 anni, con più dubbi che certezze.

    leggi la recensione completa di Mike.Wazowski
  • È un film di formazione che ha come focus principale la preadolescenza, coi suoi temi tipici. L'ambientazione è la Germania del '44-45 e non mancano scene tragiche, benché stemperate dalla verve di Scarlett Johansson e Sam Rockwell, che sta ormai scalzando Michael Caine nella mia personale classifica di miglior attore vivente. Voto: 7.

    leggi la recensione completa di andenko
  • Due grandi interpreti per un film amabile, che presenta tuttavia un certo squilibrio narrativo

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Quello che vediamo in "jojo Rabbit" è un ponte tra l'immaginazione di un bimbo e la tragedia del reale, un inno all'Amore e alla vita, disegnato in modo eccentrico ma decisamente piacevole.

    leggi la recensione completa di GIMON 82
  • Non all'altezza delle intenzioni ma comunque gradevole.

    leggi la recensione completa di Carlo Ceruti
  • Anche in questo film in odore di Oscar, c’è di nuovo un burattino che vuole diventare uomo e nel paese dei balocchi quando uno si risveglia, non si risveglia affatto, si sveglia morto perché è la Germania durante la guerra...

    leggi la recensione completa di robertoleoni
  • È un film d'amore. L'odio è raccontato con toni demenziali.

    commento di mcassese
  • E' vero che gli ebrei hanno le corna, leggono la mente, sono attratti da cose luccicanti e hanno punta del pisello tagliata che viene usata come tappi per le orecchie? Questa è solo una delle innumerevoli battute ironiche di questo film intelligente, scandito peraltro da un ottimo ritmo, una sublime recitazione del piccolo protagonista e una ve

    leggi la recensione completa di gaiart
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Recensioni

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spopola di spopola
6 stelle

Si poteva osare di più e fare molto meglio direi con questo  strano e sgangherato film che frulla troppe cose insieme e che vorrebbe spiazzare lo spettatore fin dalle prime scene presentandoci il regime nazista (una cosa molto seria) sulle note di Iwant to hold your hand dei Beatles in versione tedesca). Sembra quasi che il regista intenda utilizzare questo inizio un poco dissacrante… leggi tutto

6 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle positive

supadany di supadany
7 stelle

Torino Film Festival 37 – Festa Mobile. Le condizioni sociali, culturali, politiche e ambientali sono fattori cruciali che concorrono a plasmare il modo di pensare e agire delle persone. Lo sono ancora di più nella formazione dei più giovani, incapaci di discernere il giusto dallo sbagliato, bisognosi di imbeccare una strada da seguire con assoluta dedizione, per forza di… leggi tutto

17 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle negative

alan smithee di alan smithee
4 stelle

TFF 37 - FESTA MOBILE/FILM DI APERTURA Avere 10 anni, essere ariano e vivere la parabola ascendente del leader nazista che tutti tristemente conosciamo, può risultare favorevole, soprattutto se si usufruisce di un amico immaginario che assume le medesime sembianze, un po' isteriche, un po' parodistiche, sicuramente umanizzate e cabarettistiche, del fuhrer stesso. Ma se: -non si… leggi tutto

4 recensioni negative

2020
2020

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TerenceFletcher di TerenceFletcher
7 stelle

Una favola nera diretta in modo intelligente dall'istrionico Taika Waititi che anche con "Thor: Ragnarok" aveva osato parodizzare l'universo Marvel. Stavolta si confronta a modo suo con la storia in uno dei suoi episodi più tristi e tragici, l'olocausto ironizzando sulla figura di Hitler rendendolo l'amico immaginario del ragazzino protagonista e facendolo comportare in maniera infantile…

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axe di axe
7 stelle

Una qualche cittadina della Germania, ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale. Mentre la situazione sui vari fronti di guerra si fa critica per l'esercito tedesco, in patria alcune cose procedono come se nulla di grave stesse accadendo. Il protagonista del racconto è Johannes "Jojo" Betzler, un bambino di dieci anni, che ha perso il padre in guerra e la sorella maggiore per malattia.…

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Mike.Wazowski di Mike.Wazowski

Liberatorio proprio come uno scarico di sentimenti e nervi, che lo si fa senza pensiero alcuno dove solamente tu sei il protagonista. E non ditemi che a fronte di queste perle non siete stati fermi e non vi si è…

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CineNihilist di CineNihilist
8 stelle

Taika Waititi l’avevo già conosciuto nel 2017 con il suo Thor Ragnarok, che nonostante fosse un cinecomic abbastanza caciarone definito da molti come il “cinepanettone marvelliano per eccellenza”, a mio modestissimo parere nonostante non fosse coerente con la drammaturgia dei precedenti film sul Dio del Tuono, per una volta si poteva empatizzare con la sua…

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berkaal di berkaal
6 stelle

Grande strombazzamento, grande passaparola, gli amici te lo consigliano, tutti ne parlano, ergo grandi aspettative. Che vengono puntualmente smentite. La prima parte del film è una commediola tiepida che non graffia, con qualche momento che strappa un sorriso, ma anche molte altre situazioni imbarazzanti e penose che ricordano il peggior Mel Brooks. La domanda che sorge spontanea…

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Infinity94 di Infinity94
8 stelle

Commedia agrodolce ripresa attraverso gli occhi ingenui e puri di un bambino di nome Johanness,detto Jojo, raccontano ciò che ha vissuto nel 1945 nella Germania nazista,dove "impara" ad essere un nazista,grazie anche al suo amico immaginario Hitler, "giocando" alla guerra insieme ai suoi amichetti coetanei di dieci anni o poco più, vive con la sua madre Rosie(Scarlett Johansson),il…

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ldm26CORI di ldm26CORI
6 stelle

Jojo è un bambino nel pieno del suo tempo; segue la massa e quello che si dovrebbe pensare e si dovrebbe dire. Il suo senso civico e del dovere è tale per cui l’Icona tedesca diventa il suo personale amico immaginario. Questo alter Hitler è l’unico che in momenti di incertezza sappia dargli conforto e rassicurazione. Durante il suo addestramento insieme al…

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Gangs 87 di Gangs 87
8 stelle

Fanatismo estremo Estremismo fanatico.   Se fosse necessario etichettare la patologia che oscurò la mente dei nazisti, opterei per una delle due sopra citate. Di questa patologia è affetto anche Johannes Betzler detto Jojo, bambino di dieci anni, protagonista della pellicola di Taika Waititi, liberamente ispirato al romanzo di Christine Leunens Come semi d'autunno.  …

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leporello di leporello
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   Si può riderne? Del nazismo? Certo che sì, l’abbiamo già fatto molte volte. Perché? Perché le idee naziste fanno ridere. Fanno ridere le tragedie procurate dal nazismo? No. Infatti non è di quello che si ride dentro questo piccolo e gentile film. Si ride molto di Hitler: l’Hitler di questo film è a mio avviso il migliore…

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