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I magnifici sette

Regia di John Sturges vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su I magnifici sette

di Ethan01
10 stelle

Spettacolare ed epico film del grande John Sturges, un classico del genere. Cast da urlo e sceneggiatura perfetta. In breve uno tra i più grandi western di sempre.

I contadini di un villaggio messicano, stanchi di essere depredati dal bandito Calvera (E. Wallach) e dalla sua banda, assoldano sette pistoleri, capeggiati da Chris (Y. Brynner), per difendere il villaggio. Inizialmente Chris e ai suoi, insieme ai contadini, riescono a mettere in fuga i banditi, ma in un secondo momento gli abitanti del villaggio, per paura, decidono di arrendersi a Calvera e mandano via i pistoleri.

A questo punto per i sette la difesa del villaggio diventa una questione d'onore... Una pietra miliare del cinema western, nonché un classico intramontabile, che prende spunto e omaggia "I Sette Samurai" di Akira Kurosawa.

Un omaggio più che un remake, perché "I magnifici sette" è autonomo rispetto al film di Kurosawa e quindi non c'è alcun confronto da fare: si tratta di due opere completamente diverse.

"Il film sa leggere con lungimiranza la fine dell'aura che circonda il mito del cowboy": infatti la figura del pistolero non è per niente idealizzata, lo stesso Chris (come anche altri personaggi) è insoddisfatto della sua vita e del mestiere e che fa, non è legato a nessuno, non ha una famiglia. Quelli come lui sono destinati "a perdere sempre", come afferma egli stesso nell'ultima scena.

Elemento centrale del film sono quindi i personaggi, caratterizzati in maniera geniale dall'abilissima sceneggiatura di William Roberts. 

C'è Chris Adams (Y. Brynner), un pistolero disincantato ma dotato di grande coraggio e di un profondo senso morale, pronto a difendere il villaggio a costo della vita, il suo fedelissimo amico Vin (S. McQueen), cowboy sornione dalla battuta sempre pronta, senza macchia e senza paura, c'è Britt (J. Coburn), sveltissimo con pistola e coltello e di poche parole, Bernardo (C. Bronson), duro dal cuore d'oro, che si affeziona ai bambini del villaggio, Chico (H. Buchholz), giovane irruento che vuole diventare un duro come Chris e gli altri, Lee (R. Vaughn), personaggio ambiguo e apparentemente imperturbabile ed infine Harry (B. Dexter), attratto dal denaro e dal guadagno facile, accetta l'incarico perché è convinto che dietro tutto ciò ci sia qualcosa di grosso.

Si tratta quindi di un gruppo profondamente variegato, ognuno è spinto da motivazioni diverse, non tutti sono "eroi al cento per cento", ma alla fine si sacrificheranno andando incontro alla morte, insieme. 

Il regista John Sturges narra la vicenda e tutti questi aspetti con mano felice e in maniera assolutamente magistrale, realizzando un film unico.

In effetti il film ha una forza epica straordinaria, coinvolge ed emoziona il pubblico in maniera incredibile, grazie anche alla magnifica colonna sonora di Elmer Bernstein.

Le sequenze d'antologia sono innumerevoli. Ad esempio: la presentazione di ciascuno dei sette, il primo attacco al villaggio, la parte in cui i protagonisti raccolgono le loro armi, decidendo di restare e il sanguinoso scontro finale.

Il cast poi è spettacolare, un gruppo di attori tanto carismatici da restare nella memoria anche solo con poche battute o con la forza della loro personalità: Steve McQueen è mitico, ruba la scena e cattura l'attenzione con la sua strordinaria simpatia, Yul Brynner, assolutamente perfetto, il roccioso Charles Bronson, Robert Vaughn, indimenticabile, Eli Wallach, grandioso nella parte di Calvera, ci regala un cattivo di spessore, James Coburn, parla poco ma lascia intendere molto e infine Brad Dexter e Horst Buchholz, ottimi.

Bravissimi poi anche tutti gli altri attori di contorno.

In conclusione possiamo definire "I Magnifici Sette" un capolavoro, un film imperdibile, che con il passare degli anni si è guadagnato la fama di cult ed è stato sicuramente tenuto presente da registi come Sergio Leone e Sam Peckinpah, che, alla fine degli anni sessanta, con i loro capolavori chiuderanno la grande stagione del cinema western e, in generale, un'epoca.

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