«Degli innumerevoli effetti, o impressioni, di cui è suscettibile il cuore, l’intelletto, o (più in genere) l’anima, quale dovrò selezionare in questo caso?». Dopo Il gioco di Gerald (citato), le due stagioni di The Haunting (Hill House Bly Manor), Midnight Mass The Midnight Club termina con La caduta della casa degli Usher il rapporto tra Netflix e Mike Flanagan, pronto a passare a Prime Video. Un film e cinque serie, l’apice di una delle opere maggiori dell’orrore odierno. Una parentesi che si chiude con Edgar Allan Poe. Ovvero il padre del genere, ma anche il pianificatore degli effetti, il cinico studioso della parola sul pubblico.

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La caduta della casa degli Usher (2023) scena

Ricordate La filosofia della composizione, in cui decostruisce Il corvo? «Il mio fine è chiarire che nessun punto della composizione si riferisce a un caso o un’intuizione, e che l’opera procedette poco a poco fino al suo compimento con la precisione e la rigida conseguenza di un problema matematico». E lo stesso in Come scrivere un articolo alla “Blackwood”, dove si dice: «È necessario che l’articolo abbia un’aria erudita, o almeno dimostri che l’autore ha alle spalle sterminate letture». Flanagan, per chiudere con Netflix, sceglie (polemicamente?) Poe. E dunque la matematica dell’orrore, nella casa dell’algoritmo. Il suo Usher (un testo già adattato da Epstein, Corman, Svankmajer, Astruc...) è questo: un attentissimo prontuario di temi e figure contemporanei, di hashtag thread che remixa nomi, atmosfere e ambienti dello scrittore di Baltimora. Un saggio sull’effettismo. Un trattato sfacciato su come affabulare lo spettatore. Una grande opera meta e midcult, interpretata dalla propria abituale e meravigliosa compagine (ampliata) di attori.

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La caduta della casa degli Usher (2023) scena

Gli Usher sono una famiglia fatta da Madeline, sorella, e Roderick, fratello, come da origine. Ma qui - in questa espansione, in questo di + tipico del presente - anche dai figli di lui, di madri differenti, per garantire diversity. Un impero farmaceutico che produce antidolorifici che creano addiction (come vuole l’agenda che insiste sullo scandalo ossicodone e produce opere a tema, da Tutta la bellezza e il dolore di Laura Poitras a Painkiller Dopesick). Una saga familiare gotica, un remake nero di Succession, il cui destino è già scritto. Dai nomi che portano i personaggi (non ce n’è uno che non rimandi a Poe: Verna, per esempio, è l’anagramma di Raven, Il corvo). E dai titoli degli episodi, un sommario.

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La caduta della casa degli Usher (2023) scena

In questo troppo, in questo già dato, le puntate coreografano la morte dei protagonisti con gusto per la messa in scena dell’omicidio, astratto come in Inferno Final Destination, reinventando al presente i racconti e declinandoli su criticità attuali (dal narcisismo alle fake news, dalla bioetica alla malattia mentale, come sempre), giocando stupidino alla caccia al tesoro erudita degli omaggi e lavorando su tre linee temporali che rimandano scientemente la causa della caduta, vedi alla voce cliffhanger. È un esercizio sapiente e smodato di sensazionalismo moderno, un corpo a corpo con la dittatura dei contenuti, una sfida ghignante sulla possibilità di creare fantasmi dal meta-dato e dal tag. Alla base, si scopre, c’è un contratto. E alla fine l’algoritmo di Flanagan ripete: nevermore.

Autore

Giulio Sangiorgio

Dirige Film Tv, sceglie film per Torino Film Festival, co-dirige I mille occhi di Trieste. Non è in grado di stendere un suo profilo, ma sa che l'anagramma del suo nome è Luigio Nasogrigio.

La serie tv

locandina La caduta della casa degli Usher

La caduta della casa degli Usher

Horror - USA 2023 - durata 61’

Titolo originale: The Fall of the House of Usher

Creato da: Mike Flanagan

Con Willa Fitzgerald, Graham Verchere, Molly C. Quinn, Kevin Miller, Kate Siegel, David Santana

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