Terminato il cinegiornale che documenta l’arrivo di Hitler in Italia, Una giornata particolare si apre sull’immagine di una bandiera nazista che una donna srotola sul proprio balcone; una ripresa dal basso la inquadra nel contesto di un edificio monumentale, dove altre inquiline sono occupate nella stessa attività: stendere in bella vista tricolori e drappi con la svastica.

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Una giornata particolare

Uno stacco introduce un piano più ravvicinato del caseggiato, a partire dal quale si dispiega un lungo movimento di macchina che accompagna lo spettatore all’interno dell’appartamento di Antonietta/Loren, impegnata a svegliare i numerosi membri della sua famiglia. Il primo personaggio introdotto da Scola nel suo film è anche il teatro degli eventi. Si tratta del complesso noto come Palazzi Federici, realizzato a Roma tra il 1931 e il 1937 nel quartiere Nomentano, in viale XXI aprile, dall’architetto Mario De Renzi che, prima di dare vita a un fortunato sodalizio con Adalberto Libera e di imboccare in maniera feconda la strada del razionalismo italiano, aveva firmato molteplici interventi di edilizia popolare.

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Una giornata particolare

Razionalista con echi espressionisti (omaggio all’alleato tedesco?) e futuristi, Palazzi Federici è un esempio di come il Governatorato di Roma pensava di fronteggiare la mancanza di alloggi per le famiglie sfrattate, collocandole in enormi complessi residenziali dislocati nelle periferie della Capitale. Una struttura tentacolare, “la più gigantesca casa convenzionata” come da definizione di Italo Insolera, plastica espressione delle grandi proporzioni della “città nuova” fascista: un nucleo mastodontico composto da 26 corpi scala, con 650 alloggi di taglio diverso, 70 negozi, autorimesse, un asilo e un cinema-teatro da 1.600 posti (mestamente convertito in supermercato nel 1968).

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Una giornata particolare

Un’opera colossale pensata per rendere autosufficiente chi vi abitava, non distante – nell’intento di offrire agli abitanti il massimo possibile del comfort abitativo e logistico – da certe utopie urbanistiche proprie della cultura socialdemocratica nord-europea. Scola utilizza la sua location per ragioni di pertinenza filologica (la cronaca di una giornata del Ventennio ambientata in una struttura sorta durante il fascismo, anche se nel film, che si svolge nel 1938, certi segni di degrado sono incompatibili con la sua fresca realizzazione), ma anche per fini espressivi: indimenticabile, per forza visiva, è la sequenza in cui la marea dei condomini sciama davanti ai due cortili – da percorrere obbligatoriamente per chiunque volesse abbandonare lo stabile – per assistere alla parata in onore del Führer.

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Una giornata particolare

Ovviamente impressionato dai colossali esterni del casermone, il regista non dimentica di lavorare sugli interni, su quelle case di metrature differenti ma sviluppate tutte sul modello dell’architettura romana, con l’ingresso quale ambiente su cui si aprivano tutte le altre stanze. E se l’appartamento di Antonietta è un umile guazzabuglio di camere da riordinare, quello di Gabriele ne rispecchia la cultura (la presenza di un grammofono, un quadro futurista alla parete) e le maggiori possibilità economiche, con una porta finestra a dividere la zona giorno dalla zona notte.

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Una giornata particolare
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Una giornata particolare

Che il blocco residenziale del Nomentano sia il terzo personaggio principale di Una giornata particolare è ribadito nel finale, in cui un movimento di macchina speculare a quello iniziale prende avvio all’esterno dell’abitazione di Antonietta per poi tornare a invaderne i volumi, accompagnando la donna mentre nasconde nella credenza la copia dei Tre moschettieri regalatale dall’amico, prima di consegnarsi a quel marito che – eccitato dal testosterone rilasciato durante l’adunata – è intenzionato a concepire quel settimo figlio che avrebbe dato loro diritto a un premio e a un attestato.

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Una giornata particolare

Nel frattempo, due uomini portano Gabriele al confino. D’altra parte, gli alloggi di Palazzi Federici venivano affittati per cinque anni “a persone oneste e incensurate, di condizioni economiche non agiate, che, avendo stabile residenza a Roma da almeno cinque anni, e anche da più breve tempo quando si tratti di sfrattati per demolizione e per opere di Piano Regolatore, o di trasferimento per ragioni di pubblico ufficio e di pubblico servizio, ne faranno domanda”. E un disfattista, probabile sovversivo e di certo invertito, non poteva allora essere annoverato tra le persone oneste.

Autore

Andrea Pirruccio

Si laurea in Storia e Critica del Cinema a Torino. Da oltre 20 anni fa parte della redazione della rivista Interni e dal 2022 collabora al dizionario Il Mereghetti. Da quanto ricorda, frequenta le sale da sempre, ma fa risalire il proprio imprinting cinematografico a un pomeriggio domenicale di tanti anni fa, quando i suoi genitori pensarono bene di portarlo a vedere 1997: Fuga da New York e, quando si accorsero che il film era stato sostituito da Pierino medico della SAUB, decisero di entrare lo stesso.

Il film

locandina Una giornata particolare

Una giornata particolare

Drammatico - Italia/Canada 1977 - durata 105’

Regia: Ettore Scola

Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon, François Bard

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