Io e te

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Regia di Bernardo Bertolucci

Con Tea Falco, Jacopo Olmo Antinori, Sonia Bergamasco, Pippo Delbono, Veronica Lazar, Tommaso Ragno Vedi cast completo

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Trama

Lorenzo, quattordicenne introverso e nevrotico che frequenta il liceo classico, sogna di condurre un'esistenza lontana dal caos e dai problemi di ogni giorno, dai conflitti con i genitori, dagli insulti dei compagni di scuola e dalle piccole bugie che è costretto a dire pur di continuare a vivere in pace nella propria dimensione fuori dal mondo. Durante le vacanze natalizie, l'ennesima bugia raccontata alla madre lo costringe a un'esperienza anomala: anziché andare in settimana bianca con altri tre compagni come crede tutta la famiglia, Lorenzo si rinchiude nella cantina di casa in piena solitudine per trascorrervi due settimane, portando con sé le scorte di cibo, il telefonino e una crema autoabbronzante. Improvvisamente nella cantina, però, irrompe la sorella maggiore Olivia, in cerca di un posto dove nascondersi a causa dell'ennesima crisi di astinenza. I giorni che verranno saranno utili a Lorenzo per guardare in faccia la realtà e trovare il coraggio di affrontare il mondo a testa alta una volta tornato fuori.

Approfondimento

BERNARDO BERTOLUCCI AL FESTIVAL DI CANNES 2012

Dopo la Palma d'Oro alla carriera ritirata nel 2011, Bernardo Bertolucci presenta Io e te fuori concorso al Festival di Cannes 2012. Ritornato sul set dopo oltre 10 anni di assenza e una malattia che lo costringe su una sedia a rotelle, il regista ha scelto di portare sullo schermo un romanzo breve di Niccolò Ammaniti, apportando però dei cambiamenti sia durante la stesura della sceneggiatura sia durante le riprese, come nel caso del finale nato da un'intuizione improvvisa. Protagonisti sono due giovani attori poco conosciuti al grande pubblico: l'esordiente Jacopo Olmo e la semiesordiente Tea Falco (intravista al cinema ne I Viceré di Faenza e in tv in un episodio della fiction Il giovane Montalbano). Nato inizialmente come lungometraggio da girare in 3D per restituire la claustrofobia dell'ambiente in cui si svolge la storia, Io e te ha finito con l'essere girato più tradizionalmente in pellicola e i motivi li spiega lo stesso Bertolucci nelle note di regia che accompagnano il film a Cannes e che disvelano parte del mistero che ha avvolto il film e le sue riprese.

UN FILM ITALIANO DA UN ROMANZO ITALIANO

«Quando la mia forzata immobilità è diventata la mia normalità, ho pensato che i miei giorni da regista fossero finiti. L'idea di non fare più film significava chiudere un capitolo e aprirne un altro, ma non sapevo quale. Per me, è stata una lotta digerire il fatto che avevo bisogno di una sedia a rotelle per muovermi. A poco a poco, ho imparato l'"arte" di accettare la mia condizione e da quel momento ho capito che era possibile fare film anche da una posizione diversa da quella normale. Seduto piuttosto che in piedi. Dopo aver girato Io e te mi sento nuovamente in corsa e pronto a fare un altro film il più presto possibile. Due anni fa Niccolò Ammaniti mi ha portato il suo Io e te appena fresco di stampa. Da 30 anni non giravo un film in italiano. Avevo voglia di sentir parlare italiano in un mio film, di lavorare con attori italiani e di girare in Italia. Leggendo le prime pagine del libro, è scattata la scintilla di un nuovo progetto da trasformare inevitabilmente in film. Ho voluto cambiare un po' la trama del romanzo e apportare diverse modifiche. Ecco perché ho voluto Ammaniti al mio fianco durante la stesura della sceneggiatura, insieme a Umberto Contarello e Francesca Marciano. Ma alcune delle maggiori differenze tra il romanzo e il film non erano nemmeno nella sceneggiatura. Sono intervenute durante le riprese. È la magia del cinema».

LA CLAUSTROFILIA DI LORENZO

«Mi affascinava l'idea di trasformare l'ovvia claustrofobia di una piccola e soffocante cantina in una forma di claustrofilia, l'amore per il confinamento in spazi chiusi. In Io e te, ho fatto in modo che questa cantina avesse un aspetto diverso in ogni scena, rendendola un ripostiglio seminterrato destinato ad essere trasformato dal ragazzo, Lorenzo, e dalla luce. Volevo che lo spazio offrisse costantemente una sensazione diversa, in modo che sembri qualcosa di nuovo con il progredire della storia».

I DUE ATTORI PROTAGONISTI

«Ci sono voluti mesi di ricerca per individuare Lorenzo e Olivia. Ho incontrato praticamente ogni attrice italiana della stessa età della protagonista femminile, alcune molto famose e altre completamente sconosciute. La verità è che mi piaceva l'idea di trovare due facce nuove, mai viste al cinema...
Per quanto riguarda Lorenzo, non si contano il numero di ragazzi che ho incontrato. Era passato molto tempo dall'ultima volta che avevo visto degli adolescenti così da vicino. Non ero in grado di immaginare il volto di Lorenzo. Ma non ho avuto dubbi quando ho visto gli occhi grandi di Jacopo Olmo, i suoi capelli come quelli di Robert Smith dei Cure, quel faccino che mi ha fatto pensare un po' al giovane Malcolm McDowell ma anche, misteriosamente, a un personaggio di Pasolini. Ascoltandolo, mi sono chiesto se avesse davvero solo 14 anni, come lui mi aveva detto. Da quel momento, ha continuato ad aprirsi. Era un ragazzino ma anche un attore nato, straordinariamente capace di comprendere ogni indicazione di regia. Nonostante abbia 14 anni, ho incontrato pochi attori professionali con la sua stessa professionalità. La prima volta che ho incontrato Lea Falco, invece, le ho chiesto: "Che cosa stai pensando?". E lei mi rispose: "Che sarebbe bello non avere punti di vista. Non discuteremmo mai". Ho finito per inserire quella frase nel film. È davvero una ragazza molto speciale».

L'UNIVERSO GIOVANILE

«Io e te è un film sui desideri, sulle delusioni, sulle lotte e sui sogni di due giovani. Molti dei miei film sono incentrati sui giovani, sulle loro specifiche problematiche e sui loro stati emotivi, dai più evidenti The Dreamers e Io ballo da sola a Novecento, L'ultimo imperatore e Piccolo Buddha. Anche ora che ho più di 70 anni, continuo ad essere incuriosito da personaggi giovani e dalla sfida di catturare la loro vitalità, la loro curiosità. Ho davvero visto crescere Jacopo Olmo davanti alla macchina da presa durante le 10 settimane di riprese. Forse non sono mai cresciuto io!».

RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA

«Ho sentito Ragazzo solo, ragazza sola per la prima volta molto tempo fa alla radio, mentre in macchina giravo senza meta per le strade di Los Angeles. La cantava David Bowie in italiano, cercando di contenere il suo accento inglese. Era la versione italiana di Space Oddity. In originale diceva "Ground Control to Major Tom, This is Major Tom to Ground Control, etc." ma in italiano diventava "Dimmi ragazzo solo dove vai, perché tanto dolore?". La canzone fantascientifica di Bowie si era trasformata in una canzone italiana romantica. Il testo era di Mogol, che ammiro molto. Lui è un grande paroliere e la versione italiana della canzone sembra essere stata scritta per una scena specifica di Io e te. Nei miei film mi piace avere sempre una sequenza musicale. Come la grande tradizione americana dei musical ci ha insegnato. la musica crea un momento unico dove tutto è possibile».

IL 3D ACCANTONATO

«Ero entusiasta all'idea di provare alcune delle nuove tecnologie che si erano affermate nei miei dieci anni di assenza dal set. Ho anche originariamente pensato di girare Io e te in 3D. Abbiamo fatto diversi test a Cinecittà. Ma il processo globale è troppo lento per me. Nei miei film, ogni inquadratura dà vita a quella successiva, che a sua volta originerà la prossima... Non c'è tempo per le tecniche laboriose richieste dal muovere due camere 3D o per cambiare le lenti. Forse tra qualche anno... Poi, ho valutato l'ipotesi di girare in digitale ma quel tipo di nitidezza incontrollabile per me era insopportabile. Fino ad allora non avevo mai capito quanta nostalgia per l'impressionismo è contenuta nel 35mm. Così, ho deciso di continuare a lavorare con la vecchia e cara pellicola».

AMMANITI AL CINEMA

Niccolò Ammaniti è considerato lo scrittore italiano più adattabile al cinema. Io e te è la sua quinta fatica che si trasforma in film. Era accaduto già in passato con il racconto L'ultimo capodanno dell'umanità, contenuto nella raccolta Fango e portato sullo schermo da Marco Risi ne L'ultimo Capodanno, con il romanzo Branchie! trasposto da Francesco Ranieri Martinotti in Branchie, con Io non ho paura e Come Dio comanda resi per immagini da Gabriele Salvatores negli omonimi film Io non ho paura e Come Dio comanda. Ammaniti ha poi anche scritto il soggetto del thriller Il siero della vanità, realizzato nel 2004 da Alex Infascelli.

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Note

Bernardo Bertolucci, dopo nove anni dall’ultimo film, The Dreamers. I sognatori, torna a ballare e non da solo. Io e te è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, che il cineasta fa proprio esaltando il conflitto tra due personalità estranee, nonostante il legame di sangue, destinate a scoprirsi e crescere adeguandosi una allo spazio dell’altra. La cantina è una stanza chiusa e alla fine entrambi troveranno la chiave, reciproci difensori di intimità ferite. C’è molto di lui, di Bertolucci, in Io e te. E lo diciamo a maggior ragione dopo avere visto Sedia elettrica di Monica Stambrini, il documentario sulla lavorazione del film che sarà inserito come extra nel dvd. Costretto dalla malattia su una sedia a rotelle, il regista, girando nel luogo angusto dove si nascondono i ragazzi, ha totalmente riplasmato il proprio sguardo secondo l’angolazione dal basso verso l’alto di chi sta sempre seduto.

Commenti (5) vedi tutti

  • Gravissimo lutto per il cinema italiano e per la cultura del nostro paese: ci ha lasciati Bernardo Bertolucci.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Un'opera del grande regista....da recuperare....come tutta la sua filmografia.

    leggi la recensione completa di ezio
  • Ottima la regia e bravi gli interpreti, ma complessivamente meno coinvolgente del libro. Mi ha deluso soprattutto il finale che nel libro è commovente e dà senso a tutta la storia,  nel film è abbastanza fiacco.

    commento di mosez
  • PARTICOLARE,PROPRIO DEL GRANDE MAESTRO CHE E'

    commento di fralle
  • Non me la sento di uscire dalla mia stanza per recarmi a vederlo.

    commento di kubritch
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

GIANNISV66 di GIANNISV66
10 stelle

Dimmi ragazzo solo dove vai, Perché tanto dolore? Hai perduto senza dubbio un grande amore Ma di amori e' tutta piena la città, No ragazza sola, no no no Stavolta sei in errore Non ho perso solamente un grande amore Ieri sera ho perso tutto con lei. Nello stesso momento in cui sullo schermo Olivia abbraccia il fratellastro Lorenzo cantando la splendida canzone di David Bowie (Space Oddity,… leggi tutto

29 recensioni positive

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La recensione più votata delle sufficienti

ethan di ethan
5 stelle

'Io e te' rappresenta il faticoso ritorno al cinema di un maestro come Bernardo Bertolucci, ma la trasposizione del racconto di Niccolò Ammaniti ci riserva una parziale delusione. L'autore parmense ha dato il meglio di sè nel periodo 1970-1976, sfornando grandi film e capolavori conosciuti ed ammirati in tutto il mondo come 'Strategia del ragno', 'Il conformista', 'Ultimo tango a… leggi tutto

8 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle negative

maurri 63 di maurri 63
2 stelle

Non volevo minimamente parlarne: amo talmente tanto il cinema italiano, rispetto in maniera abnorme Bertolucci, ho sofferto per la sua malattia. Ma non si può ritenere lecita un'operazione che io considero immorale: prendi un ridicolo libretto del più pompato e piatto, banale, scontato, scadente, ovvio, senza idee e falsamente moralista scrittore (?) italiano; assumi due giovani che prendi… leggi tutto

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jonas di jonas
7 stelle

Lorenzo non ha nessuna voglia di seguire i compagni di classe in settimana bianca, quindi finge di partire e si nasconde nello scantinato del suo palazzo: qui lo raggiunge Olivia, la sorellastra tossicodipendente e sbandata in cerca di un posto dove andare a dormire. Cosa può dire dell’ultimo Bertolucci uno che, come me, ha adorato Il tè nel deserto, ha apprezzato con riserve…

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laulilla di laulilla
8 stelle

Con questa vecchia recensione voglio onorare, nel mio piccolo, Bernardo Bertolucci, grande maestro del nostro cinema che ci ha lasciati in questo anno orribile per la settima arte. Voglio anche ringraziarlo per le grandi emozioni che ha suscitato in molti di noi che hanno amato i suoi film. Grazie anche per le accese discussioni e per gli scandali che ha suscitato negli…

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