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Regia di Werner Herzog vedi scheda film

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La recensione su Invincibile

di bufera
6 stelle

Ho avuto modo di vedere INVINCIBILE di recente e pur interessata alla complessa personalità e ai molti talenti di Werner Herzog non mi ha convinto.E’ vero che le linee dominanti della sua poetica sono originali e si fondano sulla ricerca di immagini straordinarie non ancora viste, sulla sensibilità al paesaggio che, pertanto, deve sempre cambiare e sulla presentazione di personaggi folli, diversi dall’ordinario e predestinati all’autodistruzione, ma questo con il tempo è diventato un limite, oltre che provocare frequenti cadute dell’artista quando vuole raccontare una storia e ne è l’autore, cosa che non accade nei documentari e nelle regie teatrali. In questo film Herzog si ispira a personaggi realmente esistiti nell’era pre-nazista , mettendone a confronto due, uno, interpretato da Tim Roth, è un ambiguo ipnotizzatore danese di nome Hanussen , proprietario di un locale dove si svolgono spettacoli di ipnosi, magia e si esibiscono capacità straordinarie come la forza fisica dell’altro,di nome Zishe, ebreo gigantesco polacco, figlio di un fabbro, convinto da un impresario a seguirlo a Berlino per esibirsi nel Teatro dell’Occulto, travestito da Sifgrid, eroe tedesco con parrucca bionda. In realtà il teatro serve con i suoi numeri a sostenere la propaganda nazista di cui Hanussen è simpatizzante,  per cui è frequentato da molti ufficiali tedeschi, ma Hishe di animo puro e generoso, stanco di veder umiliare una pianista di origine ceca di cui è innamorato, dichiara in  pubblico di non essere ariano ma ebreo, suscitando l’ammirazione dei presenti, specie degli ebrei e l’ira dei tedeschi , Hanussen pretenderà che lui sollevi un peso superiore al record mondiale, dopo varie vicende in cui si scoprirà che il danese è in realtà un ebreo di origini ceche, e verrà accusato di  usare dei trucchi per cui finiranno in tribunale, Hanussen verrà catturato dai tedeschi, mentre Zishe, tornato nel suo villaggio in Polonia, nel tentativo di convincere i suoi correligionari a  prepararsi ad una persecuzione nazista, esibendo la sua forza si ferirà con un grosso chiodo arrugginito che gli provocherà grave infezione fino alle peggiori conseguenze. Suggestive le immagini nei suoi deliri di granchi rossi che affollano una spiaggia ( ripresi nell’isola di Natale) e delle meduse sospese in un acquario in cui è riconoscibile la propria anima ( da immagini presenti in un documentario). Questa storia di perdenti,  che hanno prima toccato una fugace importanza, è  narrata in modo contorto, pretenziosa nelle idee ma di fatto  poco emozionante  e non  efficace nel destare empatia o simpatia per i personaggi, pur trattandosi di  storia vera e di eventi  politici e umani tristi e ben diversamente celebrati nel cinema. Opera che non tocca i livelli di altre ma che lascia trasparire la visionarietà di Herzog e il suo voler o meglio dovere fuggire dai binari di una realtà considerata banale.

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