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L'età acerba

Regia di André Téchiné vedi scheda film

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La recensione su L'età acerba

di marcopolo30
5 stelle

Techiné racconta con buona padronanza del mezzo tecnico il passaggio all'età adulta di quattro ragazzi, incrociandone il dramma personale con quello nazionale della perdita dell'Algeria. Peccato solo per dei dialoghi che messi in bocca a diciottenni suonano troppo spesso artificiosi.

Techiné ci racconta quel trancio di vita che rappresenta il passaggio dall'età acerba (per una volta la libera traduzione del titolo all'italiano è pertinente) a quella adulta. Lo fa con innegabile padronanza del mezzo tecnico, riuscendo a fondere insieme squisite scelte di fotografia, montaggio e musiche. E il regista transalpino è altresì bravo nel raccontare (e raccordare) non uno ma ben due drammi contemporanei: quello personale della crescita e quello nazionale della sconfitta nella guerra d'Algeria. Fin qui i pregi. Non si può però sorvolare su un paio di dettagli di non poco conto. Il primo è il didascalismo dei dialoghi, impeccabili se messi in bocca ad eminenti filosofi, decisamente irreali quando a pronunciarli sono dei diciottenni. Tutti abbiamo avuto quell'età e sfido chiunque a venire a raccontarmi che lui (o lei) non solo pensava in maniera tanto profonda, era poi anche in grado di esprimere a parole tali concetti con egual nitidezza. Il secondo problema è l'aver voluto inserire troppi mini-plots (l'improvvisa follia della madre di Maité, l'entrata in scena di un nuovo Prof che guarda caso è sposato con un'algerina, ecc.) messi lì in maniera eccessivamente artificiosa. Molto bella (e significativa) invece la scena finale. Mi è rimasta la curiosità di qual'è il film che vanno a vedere al cinema François e Maité. All'uscita dalla sala lei lo chiama Immagine allo specchio, ma il film di Bergman è del 1974 mentre gli eventi qui narrati risalgono ai primi anni '60.

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