Trama

Christine McPherson è un'ambiziosa e precoce liceale all'ultimo anno. Desiderosa di liberarsi del giogo della vita suburbana di Sacramento, sogna un'esistenza diversa in una città della costa orientale tra i grattacieli, i college e la cultura cosmopolita. Per essere accettata in un college, però, necessita anche di crediti extracurriculari quando decide di entrare a far parte di un club di teatro. Ciò porta nuova linfa alla sua vita sociale e a quella privata, segnata da una madre ipercritica e da un padre da poco licenziato.

Approfondimento

LADY BIRD: CRESCERE E SPICCARE IL VOLO

Diretto e sceneggiato da Greta Gerwig, Lady Bird racconta la storia di Christine McPherson, una diciassettenne che cresce e diventa donna nel 2002 a Sacramento, in California, in un panorama economico americano che cambia rapidamente. Alle prese con le sfide della sua vita, Christine combatte con tutte le sue forze ed è esattamente come sua madre Marion, un'infermiera selvaggia, profondamente supponente e determinata, che lavora instancabilmente per mantenere a galla la sua famiglia dopo che il marito Larry perde il lavoro.

Con la direzione della fotografia di Sam Levy, le scenografie di Chris Jones, i costumi di April Napier e le musiche di Jon Brion, Lady Bird getta, a detta della regista stessa, uno sguardo commovente sulle relazioni che ci formano, sulle credenze che ci definiscono e sull'ineguagliabile bellezza di un luogo chiamato casa. Con umorismo e pathos, descrive inoltre il legame turbolento tra una madre e la figlia adolescente: "Lady Bird si ispira liberamente alla mia stessa vita. Sono nata e cresciuta a Sacramento, una città che adoro e a cui volevo scrivere una lettera d'amore. Chiaramente, però, quando hai sedici anni come Christine vedi tutto il mondo con occhi diversi e una città come Sacramento appare riduttiva e castrante: sei infatti sicuro che la tua "vita" sia da qualche altra parte, pronta ad aspettarti. Nessuna delle cose che accadono nel film è letteralmente accaduta ma c'è un cuore di verità per quanto riguarda i sentimenti legati al concetto di casa, all'infanzia e alla partenza. Christine arriva persino a negare le sue radici dicendo a una persona che ha appena incontrato quand'è al college di provenire da San Francisco, lo fa per sembrare più cool: è un po' come Pietro che rinnega Gesù per ben tre volte ma poi per altre tre volte risponde che lo ama, una volta che questi gli riappare risorto. Christine nega quindi le sue origini ma è come se stesse dichiarando il suo amore alla città e a quel mondo di provincia che la rende diversa dagli altri centri californiani più alla moda. Nel ridefinire la sua identità, Christine nega anche il suo nome e con un gesto tanto creativo quanto religioso si regala il soprannome di Lady Bird, un soprannome che le calza a pennello considerando che, oramai all'ultimo anno di liceo, dovrà presto lasciare il nido in cui è cresciuta".

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Il cast

A dirigere Lady Bird è Greta Gerwig, regista, attrice e sceneggiatrice statunitense. Nata nel 1983 a Sacramento, la Gerwig ha studiato in una scuola cattolica femminile prima di interessarsi alla danza e sognare di esibirsi in un musical a Broadway. Laureatasi al Barbard College in Letteratura e Filosofia,… Vedi tutto

Commenti (12) vedi tutti

  • Buon film di formazione. Debutto per la giovane regista Greta Gerwing

    leggi la recensione completa di Furetto60
  • Mi è piaciuto molto il montaggio e l'idea di evocare l'atmosfera di un ambiente attraverso veloci sequenze di scene apparentemente incompiute, che in realtà si incastrano perfettamente come le tessere di un puzzle in cui lo stato mentale del personaggio prevale sulla narrazione, pervadendola di empatia.

    commento di andenko
  • Proclama il suo nome. Declama la sua città. Dichiara la propria indipendenza.

    leggi la recensione completa di mck
  • Forse il titolo vagamente affine allo splendido Birdman, voleva solo essere di buon auspicio. Forse.

    leggi la recensione completa di LAMPUR
  • Una commedia sofisticata che affronta con delicatezza e sensibilità un “coming of age” femminile , che tuttavia, nel suo sguardo intellettuale ed un po’ freddo, manca di un respiro potente che trasmetta fino in fondo la passione che anima un’adolescente alla ricerca di se stessa e di una via di fuga.

    leggi la recensione completa di port cros
  • Vuoto a perdere

    leggi la recensione completa di siro17
  • Prima prova registica di Greta Gerwig in un racconto autobiografico che si impernia sul passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta, con tema centrale la difficoltà del rapporto madre figlia.

    leggi la recensione completa di bufera
  • Film interessante, quasi sempre piacevole, ma certamente non un capolavoro.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Un film può piacere per tanti motivi. Anche perché ti fa vedere quello che non hai avuto. Tra chiesa e ubriacature, recitazione e debiti per studio al college, letture di riviste porno, fumate strane di sigarette ai chiodi di garofano e mangiare ostie non ancora consacrate, sedute per terra con le gambe allungate sul muro a ssieme alla fare teatro

    leggi la recensione completa di gaiart
  • Adorabile commedia di formazione, scritta e recitata benissimo

    leggi la recensione completa di lino99
  • che sia davanti o dietro la macchina da presa, la Gerwig porta sempre con sé la consueta spontaneità, dolcezza, dolenza, sincerità, leggerezza...cose non da poco, specie se le si gestisce con tale equilibrio. da segnalare il grande Jon Brion alla colonna sonora.

    commento di giovenosta
  • Uno buon film ben costruito, che scorre facendosi seguire con piacere. Segno che Greta Gerwig sa bene cosa e come raccontare: l’adolescente che deve imparare a camminare da sola e che da “Lady Bird “deve diventare per forza Christine McPherson, affrontando il futuro che l’aspetta, lasciando la provincia per la città.

    leggi la recensione completa di michemar
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Recensioni

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M Valdemar di M Valdemar
6 stelle

      La “provincia” (Sacramento) come stato della mente. Che guarda (a) New York – patria delle arti e orizzonte verso cui fuggire (dalle gabbie famigliari, istituzionali, religiose, esistenziali) – per potersi poi guardare dentro e scoprire (ritrovare) la propria coscienza. Come certifica l'uso – finalmente – del nome scelto (per lei dai… leggi tutto

7 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle positive

mck di mck
8 stelle

"Scusa, non sono ancora una persona vera." - Frances Ha(lladay) - Greta Gerwig / Noah Baumbach - 2012      • Bye Bye Birdie on the Wire. “...'cause I've got one hand in my pocket / and the other one is hailing a taxi cab.” - Alanis Morissette È sempre la solita storia, la casa, il paese, c'è chi ci rimane, a ingrigire, a gemmare, a… leggi tutto

11 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle negative

LAMPUR di LAMPUR
4 stelle

    “Abitiamo dal lato sbagliato del binario” esclama spesso l'adolescente protagonista di questo esilissimo film, facendo riferimento alla classe agiata residente al di là delle ferrovia. Probabilmente anche la regista, Greta Gerwig, abita dalla parte sbagliata del cinema.   Vero è che ha incredibilmente strappato quattro nominations con questa… leggi tutto

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