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Marigold Hotel

Regia di John Madden vedi scheda film

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La recensione su Marigold Hotel

di bufera
6 stelle

Il film non è celebrativo nè pietistico sulla terza età, ma utilizza grandi attori in età adatta, per una storia che con grazia e buon gusto racconta la trasferta in un reclamizzato Hotel a Jaipur, India, di un gruppo di anziani inglesi, che ognuno per motivazioni diverse intraprendono questa avventura. Dietro, però, c'è una mezza truffa, in quanto l'albergo è uno storico edificio, bello ma fatiscente e malfuzionante e il direttore è un ragazzo locale chiacchierone e impreparato, con il sogno ostinato di riportarlo agli antichi fasti, che lo rende molesto e straripante ( un Dev Patel ben lontano da" The Millionaire"). I nostri British man mano riveleranno resistenza, capacità di adattamento e risorse personali che solo l'esperienza e le sofferenze della vita possono conferire e nel complesso, senza eccesso di favolismo ma con una lieve magia, daranno la spinta giusta   all' evoluzione dei fatti. L' India rumorosa calda e colorata,  ma anche realisticamente vista in certi aspetti moderni ( i call-center, l'intraprendenza dei giovani, le moto)  vive e palpita intorno, vivacizzando il tono narrativo che a volte si siede e si dilunga un po' troppo su eventi già annunciati o facilmente prevedibili. C'è chi torna indietro, chi porta a compimento un sogno affettivo cullato da sempre, chi si sveglia dall' empasse della vita noiosa che si prospettava in Inghilterra, chi emana energie e idee positive di cui tutti si  gioveranno, anche il giovane sognatore locale. Deus ex- machina  a sorpresa sono la zitella andata ad operarsi al femore per spendere meno, che rivelerà una concreta esperienza commerciale ed intuito imprenditivo ( una straordinaria Maggie Smith ), determinando la ripresa dell'albergo sull'orlo del baratro e una disponibile, riflessiva e ottima mediatrice (Judi Dench al massimo ) che fa da catalizzatore positivo per tutto il film, trovando anche un impiego  di istruttrice di comunicazione per le ragazze locali dei call-center. Sorprendente la prova di Bill Nighy (come marito gentile, leale e calpestato) coinvolto sinceramente senza la sua solita cinica ironia, da manuale quella di Tom Wilkinson in un ruolo dove si poteva scivolare su patetismi eccessivi. In effetti l'attrazione e la forza di questo film sono gli attori, che non fanno un museo ma vivono  convinti e con maestria i loro ruoli. Ho trovato discutibile, come scelta di regia, l'esagerata insistenza nel riprendere in primo piano i volti caricati di rughe dei protagonisti, in contrasto con le risorse che poi mostreranno.Comunque, John Madden ci offre  un film che fila abbastanza liscio, con tocchi di originalità e buon gusto, e che si fa vedere piacevolmente.

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