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Titane

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Regia di Julia Ducournau

Con Agathe Rousselle, Vincent Lindon, Nathalie Boyer, Myriem Akheddiou, Dominique Frot, Théo Hellermann, Mehdi Rahim-Silvioli... Vedi cast completo

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Trama

Dopo una serie di crimini inspiegabili, un padre, Vincent, ritrova il figlio scomparso dieci anni prima. Ma molto è cambiato da allora.

Curiosità

INTERVISTA ALLA REGISTA

Com'è nata la sceneggiatura di Titane? Come è stata costruita?

Mi trovavo davanti a un puzzle molto complesso, un argomento molto denso, che ovviamente ho dovuto semplificare ma con cautela perché rischiavo di perdere la portata esistenziale a cui aspiravo. Si è trattato di un vero atto di equilibrio. Per dare una forma definita a Titane, mi sono aggrappata molto al personaggio di Vincent e alla sua fantasia, all'idea che attraverso una bugia si possa far nascere amore e umanità. Volevo fare un film che fosse a priori "ostile" per via della sua violenza primaria ma in cui ci si doveva attaccare profondamente ai personaggi e che alla fine avremmo percepito come una vera storia d'amore. O, meglio, come una storia della "nascita dell'amore": tutto è una questione di "scelta".

Può raccontarci del piano sequenza post titolo che introduce il personaggio di Alexia (interpretata da Agathe Rousselle) in età adulta?

Il piano sequenza serve per un imporre un certo sguardo - che non è il mio - su Alexia o, meglio, su chi vorremmo che fosse. Si tratta di uno sguardo che idealizza il personaggio, lo iconizza potentemente, lo sessualizza o lo fa obbedire a tutta una serie di cliché. Questa sequenza ha per me il valore di un richiamo: si tratta dell'esplorazione di uno strato superficiale, di un primo svelamento che annuncia quello che dopo andremo a scavare in profondità, l'oceano che andremo a scoprire e che nasconde una femminilità dai contorni estremamente sfocati. Volevo che l piano sequenza fosse sia organico sia totalmente sconnesso dalla realtà. L'Alexia che ci viene presentata non corrisponde alla verità del personaggio.

Com'è stato il casting per trovare l'attrice che avrebbe dovuto interpretare Alexia?

Sind a subito ho capito che doveva avere un volto sconosciuto: non volevo infatti che durante le fasi della "mutazione" del personaggio, lo spettatore si ritrovasse davanti a quello che reputava semplicemente il travestimento di un'attrice a lui fisicamente familiare. Ho parlato ai miei collaboratori di "femminilità dai contorni sfumati". Per incarnare quest'idea, avevo bisogno di una sconosciuta, di una persona su cui il pubblico non poteva proiettare nessuna aspettativa e che avrebbe guardato lo svolgersi della storia senza pensare all'artificio. Quindi, mi sono sin da subito diretta verso ragazze non professioniste. Avevo in mente un fisico androgino che potesse sopportare tutti gli stati del processo di trasformazione in scena. Ho cercato un volto capace di mutare a secondo degli angoli della visuale scelta, un volto che chiunque avrebbe potuto credere essere qualsiasi cosa. Il processo di casting è stato lungo e altrettanto preciso. Sapevo che doveva essere qualcuno con cui avrei dovuto lavorare molto, soprattutto a livello corporeo dal momento che il personaggio è quasi silenzioso. Quando ho visto Agathe Rousselle per la prima volta a un provino non ho avuto dubbi: aveva il fisico che cercavo, con un viso affascinante e con una forte presenza scenica. Era quello che volevo.

E per il personaggio di Vincent come si è mossa?

Per Vincent è stato molto più facile: avevo scritto il ruolo per Vincent Lindon. Ci conosciamo da molto tempo e volevo filmarlo e mostrarlo al mondo così come lo vedevo io. Il personaggio implicava il saper mettere in scena una miriade di emozioni per cui lui era ai miei occhi la sola persona capace di farlo: doveva apparire inquietante e vulnerabile, infantile e oscuro, molto umano ma anche mostruoso, specialmente con un corpo super impressionante. Per prepararsi al ruolo, si è allenato pesantemente con i pesi per un anno: volevo che assomigliasse a un bue e che evocasse l'aspetto massiccio di Harvey Keitel in Il cattivo tenente di Abel Ferrara. Il nostro rapporto sul set si è rivelato semplice e io ne sono molto orgogliosa. Vincent si è fidato di me e ha accettato l'idea di arrendersi al personaggio senza necessariamente detenere tutte le chiavi di lettura del mio cinema. Si è dimostrato generoso con il ruolo e con me, una generosità che reputo fuori dal comune. Sono convinta che il ruolo di Vincent era qualcosa che stava cercando in questa fase della sua carriera. Sono arrivata, come si dice, al momento giusto.

Può parlarci degli effetti speciali di Titane?

La vera sfida del film erano le protesi reali che dovevano essere indossate da Agathe. Tutti i giorni si sottoponeva a lunghe e laboriose sessioni di trucco. Per lei è stato stancante mentre per me stressante dal momento che i vari ritocchi facevano ovviamente perdere tempo. Le protesi erano qualcosa che giocava un ruolo centrale durante il piano di lavoro giornaliero. Mi dico sempre di non ricorrervi più ma ci casco sempre! Le protesi diventano parte integrante degli attori e forniscono una sensazione realistica che nessun effetto potrebbe donare.

Commenti (16) vedi tutti

  • Accozzaglia di scene violente gratuite, girate bene ma senza senso, orribili corpi nudi; il tutto condito da una propaganda gender.

    commento di gruvieraz
  • Hanno tanto parlato della scopata con la Cadillac,ma il film e' tutta un'altra cosa e la regista oggi fa un cinema che ti entra dritto nel cervello,a volte sgradevole.....ma averne di cinema cosi',roba nuova....roba per pochi (forse) voto 8....e procuratevi anche il precedente.

    commento di ezio
  • La meccanica della maternità.

    leggi la recensione completa di mck
  • D. presenta il conto di una vicenda familiare disfunzionale in cui ad essere indagati,con un gusto estremo per la provocazione sul corpo e sulle sue trasformazioni,sono in primo luogo quelle patologie della relazione di cui la protagonista prende consapevolezza attraverso un percorso di dolorose agnizioni ed il tragico epilogo della propria catarsi

    leggi la recensione completa di maurizio73
  • e poi ballano, ballano e ballano. Ma non è che sono amici di quei disadattati di climax?

    leggi la recensione completa di Mike.Wazowski
  • Erede di Cronenberg ma poi visceralmente personale, Ducournau propone un altra grande Opera d'Arte pregna di stimoli riflessivi su Tematiche come sessualità, identità, maternità, il rapporto tra corpo e macchina eccetera costruendo Immagini sbalorditive con accostamenti musicali intriganti. Per me un Capolavoro e il miglior film del 2021.

    commento di DeathCross
  • De gustibus non est disputandum.........qualsiasi altro commento mi sembra banale

    commento di ripley2001
  • Ovvero, come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare una Cadillac

    leggi la recensione completa di SamHookey
  • "Titane" conferma il talento visionario della Ducournau, che dopo "Raw" rimane incline a immergere i suoi film in una messinscena carica di effetti disturbanti. Le soluzioni visive sono sempre tante e ben studiate, mischiano carne e metallo per fare del corpo di Alexia un tassello utile per lavorare sulla continua destrutturazione dell'immaginario.

    commento di Peppe Comune
  • Dopo il bel film di esordio la belga Ducournau alza il tiro e con una produzione importante, che gli regala un Vincent Lindon impeccabile che somiglia al cattivo tenente di ferrariana memoria, colpisce nel segno con un'opera estrema e sfacciata.

    leggi la recensione completa di starbook
  • sembra un film della Breillat ma più leccato, con la supponenza del peggior Noé, il tutto filtrato da un Cronenberg di facciata, con buona pace dell'originalità. gli interpreti danno tutto, ma la violenza è spesso gratuita. pour épater le jury!

    commento di giovenosta
  • Tentativo più ambizioso, gridato e fragile rispetto al passato da parte della regista francese di Raw, che perde in ingenua freschezza e visione, rimanendo intrappolata in estetiche e meccaniche che hanno fatto la fortuna di registi come Cronenberg e Tsukamoto.

    leggi la recensione completa di Barone Cefalu
  • Questo brutto film ha davvero stabilito un record: è sconclusionato, esasperato e trash. C'è tutto ed è messo male.

    commento di leplug
  • A parte le scene di violenza esplicita non è male. Però mi aspettavo una cosa diversa, meno contorta, più facile da capire.

    commento di mosez78
  • DONNE E MOTORI. IL POTERE SALVIFICO IN PRIMIS VERSO NOI STESSI DELLE BUGIE Se ci domandassimo cosa amano da sempre gli uomini, la risposta sorgerebbe spontanea e immediata: donne e motori! Ecco qui in questa pellicola lisergica, che vira sui viola, colore della metamorfosi si mette in scena una paraphilia, nel caso specifico una meccanophilia.

    leggi la recensione completa di gaiart
  • Ma cos'è questo schifo??? Ma al Festival di Cannes quanto fumano. Ma non ho capito......ha vinto il premio per il film più disgustoso e disturbante dell'anno? Per fortuna ho visto solo il trailer ????

    commento di Luke79
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steno79 di steno79
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