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Titane

Regia di Julia Ducournau vedi scheda film

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La recensione su Titane

di ilcausticocinefilo
1 stelle

 

 

Parafrasando una delle più celebri battute del cinema d'ogni tempo potremmo dire di trovarci, nel caso di Titane, di fronte ad una monumentale, macroscopica, pazzesca, incommensurabile cagata. Una cagata di proporzioni epiche. Una cagata megagalattica. Si potrebbe andare avanti a lungo…

 

 

scena

Titane (2021): scena

 

 

Il fatto che abbia vinto la Palma d’Oro si configura come un’imperitura macchia di ridicule impressa a fuoco nel “curriculum” del festival francese; con una giuria che si meriterebbe di divenir oggetto di scherno da qui all’eternità, la quale – forse in quanto obnubilata da rimasugli d’esterni deliri concettuali “fluid” – s’è fatta prendere bellamente per i fondelli da un film evidentemente prodotto col preciso intento di prendere chiunque per i fondelli.

La distinzione, va da sé, viene a rimarcarsi nel dopo-visione: e si tratta di quella fondamentale tra chi alla fine si rende conto dell’idiozia inenarrabile cui ha dovuto assistere e chi, viceversa, probabilmente per non voler ammettere a se stesso d’aver sprecato preziosissimo tempo di vita, tenta in ogni modo di salvare l’insalvabile, andando a ricercare profondissimi moventi “infrangi-tabù” in un simile pasticciaccio brutto e indigeribile.

 

 

Agathe Rousselle

Titane (2021): Agathe Rousselle

 

 

Quando in effetti Titane si dimostra nulla più che un filmaccio. Sì, certo, un filmaccio girato “bene”, fotografato anche meglio, ma pur sempre un filmaccio. Un accrocchio quasi inguardabile che presenta l’ulteriore circostanza aggravante di prendersi tanto maledettamente sul serio da ingenerare nello spettatore un giramento di cosiddetti di primissimo livello. Ancora: un pastrocchio decerebrato e mentecatto, folle e psicotico, più rimbecillente che provocatorio.

Sceneggiatura priva d’ogni logica (ma fosse solo questo…); dialoghi – per fortuna pochi – inascoltabili; recitazione in-credibile che fa salire la vergogna allo spettatore al posto degli attori per quel che sono costretti a fare (spiace in particolare vedere Lindon sì ridotto…); colonna sonora saccarina, melensa o irritante (specialmente “didascalica” Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli, che sin dal titolo e dal momento in cui viene inserita non fa che “rimarcare” il “messaggio” del “film”…)***; regia iper-compiaciuta… ecco tutto questo fa di Titane ciò che è; dunque, ribadendo, una cagata pazzesca.

 

 

Vincent Lindon

Titane (2021): Vincent Lindon

 

 

Si sono sprecati fiumi d’inchiostro (magari poi trasformatosi in olio di motore, vai a sapere…) per discettare sulla presunta riflessione in merito al genere che sarebbe alla base dell’“opera”: a parte scoppiare a ridere di fronte a questo estremo tentativo di trovare un senso al tutto, cosa altro è possibile fare? Appunto. Riflessione sul gender… ma per piacere!

La premessa senza dubbio delirante, si fosse trattato d’una parodia o comunque d’un film di genere caciarone, avrebbe forse, forse, potuto anche funzionare, ma da qui a dire che quella stessa insulsa premessa contenga in nuce una volontà di commento in merito al moderno panorama “intellettuale” da guerra permanente alla biologia ce ne passa. Se non per un aspetto involontario ed esterno: ovvero che si è portati a pensare al come un film così incasinato e senza capo né coda finisca per riflettere perfettamente la confusione di tante dottrine insegnate nei corsi di “gender studies”. Non esistono più uomini e donne; non esistono più il maschile e il femminile; ci sono le "persone che mestruano" (che, appunto, non si chiamano più donne…); le opinioni divengono più importanti dei fatti e sullo schermo… beh, si può rimanere tranquillamente incinta d’una macchina…

 

 

scena

Titane (2021): scena

 

 

Gandolfi su mymovies mostra di ritenere questa trashata indegna una “bomba che partorisce il cinema di domani”: uno spererebbe non fosse neppure il cinema di oggi, per la miseria.

Cosa resta d’aggiungere? Bah, una nota di colore, diciamo: non sono il primo a notarlo ma al momento del “ballo pompieristico” (e quando un certo personaggio si dà fuoco da solo) si scoppia fragorosamente a ridere, e si rivela un riso liberatorio e benvenuto, perché grazie allo stesso per un poco ci si dimentica d’aver sprecato malamente quasi due ore della propria esistenza a guardare – ribadiamolo – una colossale, mastodontica, titantica cazzata.

 

 

Agathe Rousselle

Titane (2021): Agathe Rousselle

 

 

***  [“SPOILER”/MOMENTO SCIOCCHEZZUOLA: “Ammazzo, ammazzo chi mi pare/ Strangolo, strangolo, sgozzo e infilzo/ Rimango incinta d’una Cadillac/ Ma ognuno, ognuno ha diritto di vivere come vuole/ E nessuno, nessuno mi può giudicare/ E invece c’è così tanta gente che ce l’ha con me, e chissà perché! Chissà perché!”]

 

 

 

 

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