Trama

Il professor Umberto Gastaldi (Carlo Verdone) guida una formidabile équipe medica composta dalla strumentista Lucia Santilli (Anna Foglietta), dall'anestesista Amedeo Lasalandra (Rocco Papaleo) e dal suo assistente Corrado Pezzella (Max Tortora): un team di eccellenti professionisti della medicina ma anche e soprattutto un gruppo di insospettabili e implacabili maestri della beffa, sorprendenti nel gioco di squadra e insuperabili nel partorire scherzi spietati, specialmente se la vittima di turno è il loro amico Amedeo. Ma la vita è piena di sorprese e durante uno sconclusionato viaggio on the road verso i mari del Sud d'Italia - fra incontri surreali, stupefacenti rivelazioni ed esilaranti avventure – i quattro amici inciamperanno in un'esperienza che non dimenticheranno mai, un colpo di scena che potrebbe cambiare per sempre le loro vite. Perché tutto può succedere se sotto un camice bianco, dietro uno stetoscopio, batte un cuore da adolescente.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Si vive una volta sola rappresenta per me una piacevole novità. Nei miei ultimi film, infatti, le storie erano perlopiù incentrate su rapporti a due e quindi avevo voglia di tornare a un racconto con una dinamica più collettiva e corale, ad una vicenda in cui al centro ci fosse un gruppo di persone, con le loro fragilità e le loro contraddizioni.

Lavorare con un gruppo di bravi attori mi aiuta senza dubbio a trovare la maniera più semplice e naturale di girare, di affrontare questo viaggio affascinante e sempre nuovo che è un film. Quando l'intesa è immediata non c'è infatti bisogno di lunghe spiegazioni e posso concentrarmi sugli aspetti essenziali del copione senza mai trascurare la triplice responsabilità di essere regista, sceneggiatore e attore.

Dopo quarant'anni di carriera mi meraviglio ancora di quanta energia serva per fare un film e ogni primo giorno di set è sempre, da quarant'anni, un primo giorno di scuola. Ogni volta la stessa emozione. E diluire la fatica circondato da attori bravissimi, rende il lavoro più fluido e divertente, lo alleggerisce notevolmente.

Con Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora, si è creata immediatamente l’alchimia giusta e il contributo che hanno dato al film con il loro talento mi ha senz'altro permesso di svolgere il mio lavoro da regista in maniera più rilassata. Abbiamo vissuto insieme in Puglia per otto settimane in grande sintonia, con l'amicizia che lega i nostri quattro protagonisti.

Un altro aspetto importante di questo film è il fatto di avere, per una volta, lasciato Roma. Ho girato la quasi totalità dei miei film nella mia città, ne conosco ormai tutte le sfumature e il successo dei miei film è dovuto anche alla sua materna presenza. Ma nello stesso tempo è un rapporto che ha bisogno di tanto in tanto di pause per essere rivitalizzato, per evitare l'usura e la stanchezza, come succede con le cose che si amano di più.

Girare in Puglia mi ha dato modo di respirare a pieni polmoni un’aria nuova: erano posti che non conoscevo e che ho trovato perfetti, con il loro fascino, la loro bellezza e intensità, per raccontare le vicende della nostra storia".

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