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Gattaca. La porta dell'universo

Regia di Andrew Niccol vedi scheda film

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La recensione su Gattaca. La porta dell'universo

di bufera
8 stelle

Andrew Niccol è uno sceneggiatore, regista  e produttore neozelandese. Trasferitosi  a Londra a 21 anni, nel 1985, dopo aver diretto per una decina d’anni  spot pubblicitari per la televisione, approda  al cinema  nel 1997 con GATTACA - LA PORTA DELL’ UNIVERSO, di cui scrive il soggetto  e  la sceneggiatura, oltre che farne la  regia.  Come suggerisce il titolo (compilato dalle lettere iniziali delle quattro basi azotate di cui è costituito il DNA:  guanidina, citosina, adenosina  e timidina) si tratta di un film di fantascienza,  ambientato in un futuro  prossimo in cui sono emerse nuove lotte di classe tra chi è nato geneticamente determinato e chi  è nato con un patrimonio genetico naturale. Così esistono i  validi, esseri dal corredo genetico  perfetto, ottenuto in vitro selezionandolo da un gruppo di cellule embrionali, che sono idonei a ricoprire i ruoli più prestigiosi della  comunità e i non validi destinati  ai lavori più umili, in genere non programmati  o  validi che hanno perso comunque i requisiti accidentalmente. Vincent Freeman ( Ethan Hawke) è un non valido, perché i genitori lo hanno concepito in un rapporto naturale e ha ereditato la stessa debolezza cardiaca del padre, con l' alta  probabilità di morire giovane. Il suo strazia è che fin da piccolo sogna di fare l’astronauta ma non può essere ammesso per la sua inferiorità genetica, mentre il fratello Anthony,,concepito successivamente con la programmazione, potrebbe farlo.La determinazione di Vincent è tale, che riesce ad entrare a Gattaca, centro di addestramento per i validi, grazie ad un accordo con un soggetto valido, rimasto paraplegico dopo un incidente, Jerome( Jude Law) che gli fornisce i suoi campioni di urine e di sangue per i vari controlli. Superati tutti i test, la missione per Saturno sta per partire ma l'uccisione del direttore del Centro blocca tutto e Vincent rischia di essere scoperto. La vicenda si tinge di giallo e, dopo alcuni snodi narrativi  ben gestiti, compreso l’innamoramento di una valida concorrente ( Uma Thurman) che gli  sarà di aiuto e la dimostrazione della sua superiorità sul fratello valido, che si era infiltrato per danneggiarlo, ma, sconfitto come da piccoli, in una estrema gara di nuoto in pieno oceano, lo lascia andare, infine  Vincent, con  provvista a vita del sangue e altri liquidi organici di Jerome che tempisticamente  prende una  decisione definitiva, varca la simbolica porta verso la missione, simbolo della rivolta di chi, umanamente dotato di grande volontà, può capovolgere i dettami di questa società assurda. Gratificato da un cast di ottimi attori, profondamente impegnato ed espressivo per quella atmosfera  rarefatta  dei laboratori e spazi di Gattaca, allocati nel Marin Country Civic  Center, con una spietata  luce fredda  che li illumina, e una discreta e raffinata colonna sonora di Michael Nyman, ben intonata al racconto, l’allora  giovane Niccol preferisce agli effetti speciali del digitale e ai mostri la  lotta contro il razzismo di una superiorità genetica, che una grande forza, non geneticamente programmata, la volontà di realizzare un sogno peraltro utile a tutti, può superare.  Un inizio, poi proseguito nel filone ( almeno fino a In Time), che avvicina alla fantascienza  anche i meno addetti  al genere. I pareri dei critici sono ad oggi  ancora contrastanti, ma il pubblico ama questo film, che resta un riferimento non dimenticabile con facilità.

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