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Trama

Nel tardo Seicento, con la peste che devasta la terra, Benedetta Carlini entra nel convento di Pescia, in Toscana, come novizia. In grado sin dalla tenera età di fare miracoli, Benedetta avrà un forte e importante impatto nella vita della comunità.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Sono venuto a conoscenza della storia di Benedetta dal mio sceneggiatore olandese, Gerard Soeteman, che mi ha regalato il libro di Judith C. Brown, Atti impuri. Vita di una monaca lesbica nell'Italia del Rinascimento, scritto una trentina di anni fa. Avevamo cominciato a lavorare insieme a un adattamento del volume ma non eravamo d'accordo sulla sessualità, sul finale e via dicendo. In cinquant'anni di lavoro insieme, avevamo già sperimentato disaccordi ma, a differenza delle altre volte, non riuscivamo a trovare nessun punto d'incontro. Quando Gerard ha gettato la spugna, mi sono rivolto al mio sceneggiatore americano, David Birke, che aveva scritto Elle. David è venuto a casa mia a L'Aia per parlare del libro di Brown e decidere quali scene sarebbero diventate film. È stato allora che abbiamo deciso di aggiungere una scena di rivolta, che non era nel libro, alla fine del film. Poi David ha scritto la sceneggiatura, trovando un superbo equilibrio tra religione, sessualità e intrighi politici della Chiesa, cosa non facile.

La storia di Benedetta ha una natura unica. Judith C. Brown si è imbattuta in essa durante le ricerche per un altro progetto negli archivi di Firenze. Aprendo una scatola, ha trovato il verbale del processo a Benedetta, avvenuto nei primi giorni del XVII secolo. Trattandosi di un documento raro, è rimasta colpita e al tempo stesso incuriosita: non ci sono altri processi noti contro lesbiche nella storia del cristianesimo. Io sono rimasto stupito di quanto siano precisi il processo e il libro nella descrizione della sessualità. Nel documento originale, il cancelliere era così sconvolto dai dettagli sessuali descritti da Bartolomea, la suora che dormiva con Benedetta, da riuscire a malapena a trascriverli: ci sono degli spazi lasciati vuoti, delle parole cancellate e altre riscritte... Bartolomea è stata molto esplicita nel raccontare come si sono leccate a vicenda. Ed è davvero molto interessante.

Un altro aspetto che mi ha spinto a realizzare il film è che Benedetta era una donna del Seicento che aveva acquisito un potere vero, sia all'interno delle mura del convento di suore teatine sia nella città di Pescia. Era famosa come santa e come badessa del convento. Raggiunse tale potere grazie al suo talento, alle visioni, alle manipolazioni, alle bugie e alla creatività. Qualunque siano stati i mezzi usati, fu in grado di ottenere e gestire potere in una società e in un'epoca totalmente dominata dagli uomini. Allora le donne non contavano nulla, servivano solo per la gratificazione sessuale maschile e la riproduzione. Non occupavano di certo posizioni di potere.

Grazie a Benedetta mostro il conflitto tra la fede, nella sfera privata, e il clero, come componente di un sistema di potere. Inizialmente non era mia intenzione farlo ma il tema è una parte intrinseca della storia di Benedetta. Se ci si focalizza sul suo caso, si vede chiaramente che era una credente convinta. Le sue visioni di Gesù potrebbero essere state "autentiche", pur essendo un mezzo per ottenere ciò che voleva. Benedetta credeva davvero di essere la sposa di Gesù. Ogni volta "lo vede" come un pastore che guida i suo gregge secondo l'immaginario evangelico di San Giovanni. Dal momento in cui Bartolomea entra in convento, circa sessanta minuti di film sono dedicati alla graduale cristallizzazione della loro storia d'amore lesbica.

Dopo che Bartolomea infila per la prima volta un dito nel didietro della sua amante, Benedetta ha una visione, quella dei serpenti. Il serpente rappresenta Bartolomea, un peccato pericoloso e significativo, qualcosa che non avrebbe dovuto fare. Il sesso tra donne era severamente proibito.

Benedetta "vede" Gesù, che le dice che deve resistere a Bartolomea e restare con lui. A quel punto, Benedetta si rimette ancora una volta all'ortodossia religiosa del tempo. Obbedisce a Gesù e si attiene ale regole. Punisce anche Bartolomea costringendola a immergere le mani nell'acqua bollente in una dimostrazione di duro amore. Tuttavia, l'attrazione erotica è troppo forte. E Benedetta ha un'altra visione: Gesù le dice che quello delle apparizioni precedenti era un falso Gesù, un impostore. Le visioni la portano dunque in direzioni opposte, a seconda delle circostanze. Qualche tempo dopo, un'ulteriore visione di Gesù le ordina di spogliarsi nuda, dicendole che non c'è vergogna nel farlo.

Le visioni forniscono a Benedetta ciò di cui ha bisogno. Ha il suo Gesù personale costantemente al suo fianco. Certo, è un Gesù frutto della sua immaginazione. Del resto, è la sua psiche a generare le visioni ma lei ci crede sinceramente. Secondo me, Benedetta sogna un Gesù che le permetta di avere rapporti sessuali con Bartolomea".

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