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La casa di Jack

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Regia di Lars von Trier

Con Matt Dillon, Bruno Ganz, Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl, Riley Keough Vedi cast completo

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Trama

Stati Uniti, 1970. Jack è un ingegnere psicopatico con tendenze ossessivo-compulsive. Dopo aver ammazzato una donna che gli aveva chiesto soccorso per strada, si convince di dover continuare a uccidere per raggiungere la perfezione. Ogni suo omicidio deve essere un'opera d'arte, sempre più complessa e ingegnosa. Inizia così una partita a scacchi con la polizia, lunga dodici anni, condotta dal più astuto e spietato omicida seriale.

Approfondimento

LA CASA DI JACK: 5 EPISODI NELLA VITA DI UN SERIAL KILLER

Diretto e sceneggiato da Lars von Trier (da un'idea dello stesso sviluppata con Jenle Hallund), La casa di Jack ha luogo negli Stati Uniti degli anni Settanta e segue Jack, un uomo molto scaltro e intelligente, attraverso cinque differenti episodi avvenuti nella sua lunga carriera di serial killer. La vicenda segue il punto di vista di Jack che considera ogni omicidio (ne racconta nel dettaglio quattro ma sostiene di averne commessi una sessantina) come un'opera d'arte in sé, anche se il suo comportamento disfunzionale gli dà spesso problemi con il mondo che lo circonda.

 

Nonostante l'intervento finale e inevitabile della polizia si avvicini (circostanza che provoca pressioni sull'uomo), contrariamente a ogni logica Jack decide ogni volta di assumersi rischi sempre maggiori. Nei diversi episodi, Jack lascia emergere la sua personale condizione, i suoi disagi e i suoi pensieri attraverso una conversazione che intrattiene con un interlocutore di nome Verge, un uomo misterioso che per spiegare il comportamento dell'omicida ricorre spesso a un mix grottesco di sofismi e deduzioni quasi infantili.

 

Con la direzione della fotografia di Manuel Albert Claro, le scenografie di Simone Grau Roney e i costumi di Manon RasmussenLa casa di Jack ha segnato il ritorno del regista Lars von Trier al Festival di Cannes, da dove mancava dal 2011 e dalla contestatissima presentazione di Melancholia, occasione che ha portato la direzione della manifestazione a considerarlo "persona non grata". Celebre per non avere un ottimo rapporto con i giornalisti, Trier si è limitato a poche battute di presentazione del suo film rilasciando una breve intervista a Cineuropa: "Per molti anni ho fatto film sulle donne dall'indole buona. Ora ne ho fatto uno su un uomo malvagio: è  un compito che mi ero dato, che era molto piacevole e forse anche un po' infantile, soprattutto quando ho capito che tutte le donne sembravano estremamente stupide. È anche rigenerante con un personaggio principale che può fare praticamente qualsiasi cosa quando si tratta di atti terribili e di farla franca. Ho rivisitato alcune ottime pubblicazioni di Patricia Highsmith per la giusta ispirazione.

 

Alla prima proiezione, ha generato reazioni forti e il che mi ha rilassato molto. È abbastanza importante non essere amato da tutti, perché se no hai fallito. Non sono sicuro che lo odiassero abbastanza, però. Se diventerà troppo popolare, avrò un problema. Ma l'accoglienza mi è sembrata giusta, credo. In ogni caso, è stato un piacere scrivere questo film. Non so molto dei serial killer, ma conosco un po' di psicopatici. E non ho mai ucciso nessuno... Se lo farò, sarà probabilmente un giornalista".

Il cast

A dirigere La casa di Jack è Lars von Trier, regista, sceneggiatore e produttore danese. Nato a Copenaghen nel 1956, si è laureato alla Danish Film School, dove come tesi ha presentato Image of Relief, un film di una sessantina di minuti su un ufficiale tedesco in visita alla sua amante danese il giorno dopo che… Vedi tutto

Commenti (18) vedi tutti

  • Film terribile! Un vero horror! Non per tutti, solo per stomaci forti. Il film lascia il segno in chi lo vede. Ben fatto, ottima regia. Disturbante! Voto: buono. Sicuramente vietato ai minori.

    commento di Yusaku87
  • Uno snuff movie allucinato. La ricerca del macabro per il gusto di farlo, o di shoccare

    commento di Aiace68
  • Progetto ambizioso di Von Trier che spicca per una tecnica eccellente ma manca alcuni degli obbiettivi - all'apparenza - prefissati. Notevole ma prolisso e dal ritmo a tratti troppo lento.

    leggi la recensione completa di alfatocoferolo
  • Il titolo italiano è ancora una volta improprio; quello originale è l’inizio di una filastrocca cumulativa, ovvero di una popolare ninna-nanna che sembra raccontare una fiaba ma che è invece costruita accumulando, per richiamo logico ma senza sviluppo narrativo, azioni correlate a quelle dei versi precedenti.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Lezioso e un po' narciso. Qualche spunto interessante, ma mi sono anche un po' annoiato.

    commento di albicla
  • Trier non si stanca di rappresentare gli aspetti più oscuri della vita e dell’animo umano: qui lo fa attraverso la rappresentazione di un uomo assolutamente malvagio, che ammazza e tortura per diletto. Film inquietante e disturbante, che trasmette una vera sensazione di malessere e che raggiunge - dunque - il suo obiettivo. Voto 7,5/10.

    commento di alexio350
  • ...è, soprattutto, un (bel) film stanco.

    leggi la recensione completa di mck
  • Von Trier, con evidente intento provocatorio, scrive e dirige uno dei più insostenibili film sui serial killer. Ammantato da una antitetica vena ironica, The house that Jack building porta sullo schermo il peggior individuo (cinematograficamente parlando) mai visto. Finale allucinante, che allenta il livello di insopportabile cinismo. Singolare.

    leggi la recensione completa di undying
  • Uno psicopatico ingegnere combattuto tra desiderio di salvezza e conquista dell'assoluto trova un confessore. Smentirà la sua convinzione che " nel mondo nessuno è disposto ad aiutare un altro"?

    leggi la recensione completa di Kurtisonic
  • The House That Jack Built si configura certamente come un’opera affascinante, sia pur allo stesso tempo ripugnante ed a tratti esasperante. L'intento provocatorio ed egocentrico del regista fiacca, in parte, un film sotto altri aspetti intrigante , su cui pertanto è difficile dare un giudizio netto.

    leggi la recensione completa di port cros
  • che dire,ognuno vedra'alla sua maniera questo film,fatto di cinque quadri (omicidi) e poi tante teorie,inutili spiegazioni con tante verbosita' e neanche tanto scabroso (a parte una tetta evirata),per me una vera...autentica ...inprescindibile ....boiata pazzesca,fate un po' voi,per me una stella....o a essere generosi due.

    commento di ezio
  • Una riflessione sul cinema, ne scuote molti canoni sovvertendo le parti, il thriller si svuota della tensione che terrorizza lo spettatore e diventa gioco intellettuale

    leggi la recensione completa di yume
  • LARS VON FEAR!

    commento di Ottiperotti
  • "IO LARS VON TRIER" Ancora una volta il regista danese mette il suo "Dogma-pensiero" al centro di tutto... Delirante e spiazzante,un opera "monstre" e mai banale...

    leggi la recensione completa di GIMON 82
  • Che tortura.. Cosa può creare il fallimento di una scelta universtaria solo Dio lo sa: frustrazioni enormi, senso di onnipotenza, disturbi ossessivi compulsivi, un maniaco, persino un serial Killer. Si perchè se Jack avesse fatto architettura invece di ingegneria tutto sarebbe cambiato, assecondando anzichè comprimendo, lo sviluppo della sua parte

    leggi la recensione completa di gaiart
  • stando alla sua parte finale, il film sembra voler essere molto più catartico per il suo creatore che lo spettatore. non così efferato e insostenibile come altri film sull'orrore umano (abbiamo la memoria corta, se no...), rimane comunque un'opera inconsueta dotata (anche) di fasi che superano l'épater le bourgeois, troppo tipico dell'ultimo Trier.

    commento di giovenosta
  • Il mio amico Lars è tornato e per (s)fortuna mia è ancor più peggiore del precedente, altrimenti non mi sarei ritrovato a scrivere queste parole vomitevoli, in grazia di chi mi ha definito tale.

    leggi la recensione completa di Mike.Wazowski
  • In linea con "L'assassinio come una delle belle arti" (De Quincey), il dialogo infero tra Jack e Verge (Virgilio?) è il filo di Arianna per la comprensione di uno splendido film 'morale'.I critici ottusi sono pregati di 'prendere la strada 'for the next whisky bar'.

    commento di Marcello del Campo
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

undying di undying
9 stelle

    Stato di Washington, Anni '70. Un serial killer compie decine di delitti, conservando in una enorme cella frigorifera piena di pizze (!!!) i corpi delle vittime. Nel totale disprezzo altrui, Jack (Matt Dillon) scatta molteplici foto mettendo in posa sardonica i corpi massacrati per poi inviare alle forze di polizia alcuni esemplari, autografati con il nick di "Mister… leggi tutto

18 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

gaiart di gaiart
6 stelle

Che tortura.. Cosa può creare il fallimento di una scelta universitaria solo Dio lo sa: frustrazioni enormi, senso di onnipotenza, disturbi ossessivi compulsivi, un maniaco, persino un serial killer. Si perchè se Jack avesse fatto architettura invece di ingegneria tutto sarebbe cambiato, assecondando anzichè comprimendo, lo sviluppo della sua parte artistica. Lo stesso… leggi tutto

6 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle negative

Mike.Wazowski di Mike.Wazowski
1 stelle

Jack è un ingegnere ossessivo compulsivo isterico nella pulizia, fallito nella professione che costruisce nella giornata solo e soltanto modellini della propria futura casa, si crede pure un mancato architetto fallito nei desideri tanto che vorrebbe costruire da solo la villetta senza l’uso di manodopera alcuna e ancor di più senza nessun mezzo edile a parte una betoniera… leggi tutto

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alfatocoferolo di alfatocoferolo
7 stelle

Ci sono vari livelli su cui poter leggere questa pellicola di Von Trier, tutti validi. Sicuramente i due aspetti più notevoli riguardano la tecnica, in senso lato, e i contenuti. Quanto alla tecnica, c'è di che sbavare su ogni ambito: quella registico - notevole -, quello della fotografia, quello della recitazione di un Matt Dillon mai così bravo e di un Bruno Ganz agli…

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Antisistema di Antisistema
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Arte pura o provocazioni fini a sè stesse? Il cinema di Lars von Trier ha da sempre ammiratori ed accaniti detrattori, giudicare il personaggio e di riflesso le sue opere risulta molto difficile, perchè i film del regista danese nascono solo ed esclusivamente dall'urgenza del proprio autore di voler comunicare un qualcosa, poi come tale contenuto venga recepito dal pubblico o…

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GoonieAle di GoonieAle
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Film disturbante, malato. Erano anni che non mi trovavo di fronte ad un film simile, dove si potrebbero scrivere fiumi di parole! D'altronde è Lars von trier. Ha avuto coraggio a "psicanalizzarsi" ... un anima tormentata, distorta, cattiva, gelida, che racconta (a volte con una certa ironia macabra) 5 dei suoi oltre 60 delitti, per poi finire dentro un quadro, un immagine: l'inferno! Il…

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Texano98 di Texano98
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  Ecco l’uomo che parla di arte con gli occhi di un assassino. Ecco Lars Von Trier, che ama guai e sfide, questo è certo; agguantando Jack dalle profondità del proprio inconscio, il suo amore per l’arte si sprigiona libero da ogni catena, ringhiando allo spettatore, scardinando il linguaggio cinematografico, creando situazioni al di là delle convenzioni,…

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Il boicottaggio operato nei confronti dell’ultimo film di Lars von Trier mi fa inorridire. Ho sempre pensato che un artista, qualunque sia la sua arte, abbia il pieno diritto di esprimere il suo estro, e credo che non possa mai esistere una giustificazione valida affinché qualcuno finisca per non mostrare quell’opera o peggio storpiarla pur di renderla…

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